Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

Finis Gloriae Mundi, Fulcanelli

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Da Finis Gloriae Mundi, Fulcanelli.

Deuteronomio (XXXIV, 4):

«Il Signore disse a Mosè: “Questa è la Terra che ho promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe dicendo: ‘Alla tua posterità la donerò’. Te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi ma tu non vi entrerai”».

I piattelli della bilancia del Finis Gloriae Mundi non sono perfettamente equilibrati, le parole NIMAS NIMENOS (ni más ni menos), né più né meno, perdono il loro valore primitivo e acquistano un secondo significato, ciò riguarda il tempo, cioè che vi sarà un’età stabilita.

«Nell’Età dell’Oro» scrive Fulcanelli «l’uomo rinnovato ignora qualsiasi religione, e ammira le opere Divine senza manifestazioni esteriori, senza riti e senza veli».

Questo tempo stabilito lo troviamo pure nell’Apocalisse (X, 1 e segg.):

«Vidi poi un altro angelo possente discendere dal cielo. La sua faccia brillava come il Sole. Egli aveva in mano un libro aperto, e pose il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra. Poi alzando la mano destra verso il cielo giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli, che non vi sarà più dilazione di tempo. Ma al suono della tromba il mistero di Dio sarà compiuto, secondo quanto ha annunciato ai suoi servi, i profeti».

«La scala è vigilata dalla civetta di Minerva» scrive l’Adepto «con questo Juan de Valdés Leal suggerisce che, ad una maggiore scala, i processi alchemici si applica alle società umane, rivelazione che allora non poteva osarsi bensì sotto il manto di una meditazione religiosa. Questo ultimo segreto di Hermes, l’applicazione dell’arte alle società umane, non doveva svelarsi mai, né perfino nella trasmissione orale del Maestro all’apprendista, prima che l’artista non l’avesse scoperta con l’osservazione minuziosa del suo crogiolo e della Natura».

La civetta si mantiene all’altezza dei piattelli della bilancia divina. Juan de Valdés Leal insiste sulla necessità dell’equilibrio, di una regolazione dei processi, e la mano celeste che sostiene la bilancia indica chiaramente che questa regolazione deve venire dalla cosa alta, della parte già sublimata della materia, dell’uomo, o della Natura, dato che benché la mano porti gli stigmi della Passione, sembra la mano di una donna. La Natura allora, quando compie la sua Pasqua, sta nella sua perfezione.

Ma qui risiede un arcano temibile che ancora è inopportuno svelare più chiaramente.

Il peso del cuore sarà determinante. Il piattello della bilancia con i simboli religiosi comincerà a pendere verso il cavaliere. L’umanità comincia a vedere, a rendersi conto. San Paolo fa notare che «colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: “Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi».

«Non sta scritto che nessuno sa il giorno, né l’ora, ma solo il Padre che sta nei cieli? Se, come abbiamo scritto, conviene arrivare all’ultima ora con sangue freddo, non abbiamo raccomandato mai di spaventare i Paesi con stupidate né datare con un’ora completamente umana la fine dei tempi».

«Non ha conseguenze che gli uomini di scienza, contrariamente a questa prudenza completamente filosofica, abbiano lasciato il controllo della sua opera ai nuovi principi della politica? Gli Adepti del passato misero sempre in guardia i loro discepoli contro l’appetito di ricchezze e potere dei re».

«È quello che hanno scoperto durante questo secolo i sapienti atomisti. Non li insulteremo per avere cercato di leggere le foglie più interne del Liber Naturae, ma ci sembra straordinariamente deplorevole che la loro prima preoccupazione sia stata la messa a punto della bomba A

1 commento:

  1. Questo lavoro è un FALSO. Non è quello scritto da Fulcanelli.

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