Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Un pensiero sullo yoga

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Lo yoga è una via che permette di congiungere tutte le dimensioni dell’uomo, attraverso i vari piani, sino alla pura consapevolezza dell’essere, attraverso una rottura egoica. L’articolo insiste sulla rottura egoica.

Nella  sua  interpretazione  più  spirituale,  lo  yoga  delle  origini  può  essere  considerato  come un’interiorizzazione del rito sacro di ascesa dal molteplice all’Uno”: non solo è un’affermazione parallela e che ricorda la via cardiaca di Saint-Martin, ma esclude/sottomette tutti quegli effetti secondari che un’ascesa pura può creare e che distolgono dall’obiettivo fondamentale di chi ascende.

L'ovoide di Assagioli e la riscoperta del Sé

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 Il pensiero di Roberto Assagioli è stato mal interpretato da alcuni autori contemporanei, soprattutto quelli new-age o delle moderne psicologie.
La sua base di partenza sono la psicanalisi e la psicologia, ma egli va ben oltre, e coniuga queste due dscipline ad una spiritualità necessaria volta alla riscoperta del sé. Altrimenti, di per sé, tali discipline sarebbero confinate allo studio degli aspetti esteriori della personalità.
Non che lo studio dell’inconscio, della sessualità, delle patologie o delle morbosità non sia stato importante, ma esso va coniugato in uno spettro più ampio che vada al di là della singola individualità.

Assagioli è influenzato principalmente da Jung, Bergson (piani conoscitivi di intelletto e intuizione) e Schopenauer (che ha traghettato le concezioni metafisiche indù in Europa), e anche da Vedanta e Upanisad.

Con la psicosintesi ricerca di ricomporre l’Armonia che per lui è la ricomposizione e cooperazione dei diversi io ed energie presenti nell’uomo, ed in questo ci possono aiutare proprio i sistemi indù, dalle scritture alla pratica dello yoga, o anche il buddismo.

Wikitalia.it: una bella iniziativa!

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www.wikitalia.it: è un bel progetto. Le Istituzioni devono esistere ma la politica deve essere partecipata. Non devono esistere "caste materiali" (semmai, la casta, deve essere dello spirito) nè facili demagogie e/o populismo.

Si dice nel sito:
"wikitalia è una iniziativa per l'Open Government che si richiama ai principi dell'Open Government."

Nasce un’iniziativa per la bella politica. Si chiama wikitalia, utilizza la rete di Internet quale piattaforma e si richiama ai principi dell’Open Government recentemente adottati dalla Open Government Partnership guidata dal presidente Usa Obama e dal premier Uk Cameron con 46 paesi, tra cui l’Italia.
Trasparenza della vita politica; disponibilità dei dati pubblici; e partecipazione collaborativa dei cittadini sono i pilastri di wikitalia promossa da un gruppo di esponenti del web e della innovazione “convinti che Internet possa abilitare nuove forme di collaborazione fra istituzioni e cittadini”.

Bere e Sapere: un libro che parla di vino, cibo e filosofia!

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Cibo, vino e filosofiapotrete leggere di degustazioni di superbi vini e aulici cibi abbinati alla Filosofia di Platone.
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Chi ha passione per Vino e Cibo ha in mano il libro giusto: potrete ammirare la poesia che nasce mettendo insieme questi due elementi che già sono - da soli! - aulicità sulle nostre Tavole.
L'accostamento diventa sublime, se vengono coniugati con la straordinaria dialettica di Platone.
E' un esperimento che proveremo insieme: ogni degustazione enologica sarà accompagnata da un abbinamento gastronomico e... uno scritto del Filosofo greco!
Non c’è occasione migliore per sperimentare un Laboratorio enogastronomico, se non quella di iniziare con un Simposio dei sensi gusto-olfattivi, che coinvolga anche la Sfera Mentale.

Lo trovate:

- in tutte le Librerie laFeltrinelli d’Italia (trova qui la libreria più vicino a te!) o online sul sito www.lafeltrinelli.it

- online sul sito ilmiolibro.it

- per chi vive a Perugia o nei dintorni, a prezzo super-scontato presso Enoteca “BereSapere”
Via Mentana, 43 (zona Stazione), Perugia
Tel.: 0039-075-5056053; Fax: 0039-075-5017154

Bere e Sapere. Laboratorio e Simposio di degustazione dei grandi vini e delle delizie del palato attraverso la Filosofia di Platone.
pagine 252, b/n, 15x23 cm.
ISBN: 9788891002624. 

Gli autori:
Gionata Ricci Alunni, laureatosi in Scienze Politiche nel 2006 e specializzatosi nel 2008, vive da oltre tre anni in Cina.
La collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai (2008-11) gli ha permesso di decicarsi ai suoi interessi: le relazioni culturali e la diplomazia, l’organizzazione e la promozione di eventi, l’arte e la lettura; al tempo stesso, è riuscito ad approfondire il suo sentire verso un Paese troppo spesso poco conosciuto.
I suoi interessi personali spaziano dallo studio della Storia a quello della Filosofia, dalle Religioni alle più diverse forme Artistiche.

Gabriele Ricci Alunni è nato a Perugia, dove vive. Lavora nel modo del vino e della ristorazione da quasi 40 anni.  Dal 1992 al 2005 è stato Beverage Manager all’ “Hotel Giò Arte e Vini” di Perugia, acquisendo grande esperienza nel settore enogastronomico. Sommelier da 25 anni, ha ricoperto fino ad ottobre 2010 la carica di Presidente Regionale Umbria dell’Associazione Italiana Sommelier, di cui è anche Relatore abilitato e Degustatore ufficiale. Apprezzato enogastronomo, dal 2005 è titolare della più importante Enoteca dell’Umbria, “BereSapere”,  dove quotidianamente si impegna a diffondere la cultura del vino  e del consumo consapevole di cibi e bevande.
Attualmente è componente della Giunta Esecutiva Nazionale A.I.S..

BUONA LETTURA!

Piazza Sempione a Shanghai

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Piazza Sempione rafforza la sua presenza in Cina con l’apertura di un nuovo negozio a Shanghai. 

Piazza Sempione ha presentato l’apertura di una nuova boutique in Cina, a Shanghai, presso il prestigioso mall Citic Square, situato in Nanjing Road, una delle vie più visitate del centro e meta
privilegiata dello shopping di lusso in città.

Il nuovo negozio di Shanghai si aggiunge a quelli già presenti a Pechino (Shin Kong Place) e a Taipei (Regent Gallery), consolidando la strategia di sviluppo ed espansione retail in Cina, attraverso il posizionamento esclusivo all’interno delle più importanti location della moda e del lusso internazionale.
Il piano di crescita nel Far East avanza dunque in piena sinergia con l’implementazione della rete di distribuzione di Piazza Sempione in Giappone e a Hong Kong, mirando a rafforzare la presenza e la riconoscibilità del marchio in questa regione chiave.

La boutique si estende su una superficie di 100 metri quadrati e presenta l’intera linea ready-to-wear e accessori di Piazza Sempione, in un’atmosfera calda e accogliente.
Gli interni riflettono il distintivo store concept globale del marchio, caratterizzato da un sofisticato contrasto cromatico e materico che combina superfici naturali e innovative.

 “L’opening di Shanghai rappresenta una nuova e significativa tappa nel percorso di crescita di Piazza Sempione in Asia, consolidando ulteriormente l’importante piano di sviluppo che prevede per il 2012 una serie di nuove aperture”, dichiara Enrico Morra, Amministratore Delegato di Piazza Sempione.

“La clientela cinese si è estremamente evoluta e desidera ritrovare i valori di raffinatezza, eleganza e artigianalità che hanno reso il Made in Italy famoso in tutto il mondo; gli stessi che, nell’anno del suo 20° Anniversario, continuano ad ispirare la filosofia creativa e lo stile di Piazza Sempione”.

Piazza Sempione, con sede a Milano, è controllata da L Capital, il fondo di private-equity sponsorizzato dal gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy).



MIP - Politecnico di Milano, “Il marketing si guarda allo specchio e si scopre strabico…”, indagine condotta dal Prof. Noci, dal Prof. Boaretto, e dal Prof. Abis

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Ebbe luogo a circa fine ottobre 2011 un sondaggio del MIP – Politecnico di Milano sul tema dei cambiamenti in corso nelle politiche di marketing e comunicazione alla luce dei nuovi trend dei media digitali e della convergenza multimediale (personalmente sono stato invitato a perteciparvi  in data 30 ottobre dal Prof. Giuliano Noci).

Romano Amerio e le variazioni della Chiesa cattolica. Un libro incompreso: è il sovrannaturale che prevale sul mondo sensibile.

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Per i culturi, il testo di Amerio si trova QUI.
Il Card. Hoyos tocca già nella prefazione quella che è l’essenza del libro di Amerio: “ciò che cambia sono adattamenti che non toccano le basi”. È quello che dice Amerio per il Vaticano II, che per quanto innovativo e radicale, non ha mutato quelli che sono i princìpi ultimi della Chiesa, la Tradizione, anche se la Chiesa cattolica è un’opera in continua costruzione.

Amerio non ha nessun desiderio del passato perché “tal desiderio implicherebbe un rigirare del divenire umano in sé stesso e dunque un compimento”.

Parla di variazione della Chiesa cattolica e non di crisi, proprio per dire che non c’è momento di rottura, non c’è il passaggio da un’essenza all’altra. Allo stesso tempo – puntualizza – non bisogna negare un certo smarrimento della Chiesa (che è anche un dissenso interno ad essa, sino ad intaccarne l’unità), anche se la cosa importante è rendersi conto che l’antagonismo che c’è fra una Chiesa ideale e la sua manifestazione nel mondo reale è solo un fatto accidentale.
Rileva anche come il periodo più profondo del Cristianesimo sia quello medievale, e anche qui i fatti negativi umani, non sono che effetti secondari.
La Chiesa contingentamente occupa anche la vita temporale e perciò è essa stessa influenzata da variazioni accidentali, ma ciò non vuol dire che l’essenza della Chiesa si deve conformare al mondo.
La Chiesa diviene ma non muta”: non può nascere qualcosa di nuovo.

La crisi in quanto tale, e nel senso di Amerio, non può generare, causare alcun bene. Se anche dei beni occasionali vi fossero, non sono che eventi disgiunti e non sono generati dal male. La linea di causalità è diversa: bene e male restano con la loro intrinseca essenza.
Nel caso della Chiesa buono è il sistema, non i mali entrati nel sistema.

Detto questo, Amerio individua momenti di forte variazione nella storia della Chiesa:

- il Concilio di Gerusalemme (50 d.C.): non solo perché avviene la separazione formale tra ebraismo e cristianesimo, ma anche perché separa il giudizio sui principi dal giudizio sull’applicazione dei principi. Insomma, anche qui non sono i principi ad essere messi in discussione, ma la forma storica che tali principi prendono. La storicità viene distinta pertanto dal principio.
Vorrei notare una cosa: Amerio tende ad una coincidenza fra le parole dogma e principio come sinonimi credendo i dogmi della Chiesa cattolica (credo, più che cristiana in generale) come facenti parte di quei principi invariabili.

- Nicea (325 d.C.), dove si separa il dogmatico dal filosofico e dove i cristianesimo viene considerata religione soprannaturale e del mistero, in particolare del mistero dell’Incarnazione.

- il Medioevo, con la corruzione del costume clericale e il conflitto con l’Impero: anche qui non viene intaccata l’essenza della Chiesa.

- la Riforma, che ha le radici nel Rinascimento inteso storicamente come riscoperta di un uomo naturale e mondano. Questo, fa capire Amerio, significa che si dà preminenza al mondano (e anche uomo misura di tutte le cose), dimenticandosi dell’insegnamento del Cristianesimo, di un uomo Dio restauratore il cui fine è la glorificazione di Dio; e dimenticandosi dei momenti ascetici medievali e rinascimentali che hanno relativizzato il mondano.
“Il cattolicesimo prepone il logico a ogni forma dello spirito e la sua larghezza abbraccia una pluralità di valori”, laddove con la Riforma si mette in discussione il principio fondamentale della Chiesa: la sua autorità; prevale quindi il sentimento e il pirronismo, e la fede diventa persuasione.
Puntualizzo: l’obiettivo di Lutero, non era questo, ma il suo intento originario prima della Riforma storica era di rimanere all’interno della Chiesa e correggerne i difetti contingenti.

La versalità di "Destra o sinistra"

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Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.
Il giovane gambero, da “Favole al telefono” di Gianni Rodari

Destra o sinistra” è un romanzo semplice, ma al tempo stesso complesso. L’autore sa tirar fuori dal proprio e dall’altrui inconscio dei temi letterari di grande portata, per coloro che li sanno cogliere.
E come specifica, non parla di politica.

Innanzitutto i due protagonisti, Li e Zhang: in tutto il libro la vena poetica tira verso un dualismo che è proprio della natura umana, e che non riguarda solo i due personaggi principali, uomo e donna, ma anche il loro carattere oscillante tra la formalità (Zhang) e la semplicità (Li) e le loro passioni, il primo per la musica (Bach, e musica classica in genere) e la seconda per la lettura.
Questa divisione dualistica ci ricorda niente di meno che Platone, quando nel Fedone parla della dualità che è connaturata non solo nel mondo sensibile, ma anche in quello metafisico, nel mondo intelligibile. Non solo bianco e nero, piacere e dolore, uomo e donna, ma anche Limite e Illimite (Filebo), e Uno-Diade indefinita (dottrine non scritte).
Soggettivisticamente, si potrebbe dire che Zhang e Li, messi insieme, vadano a formare quella che è l’essenza dell’autore del libro, Francesco Varriale, poliedrico scrittore che (per lavoro) sa essere formale, ma al tempo stesso ama la semplicità; ascolta la musica, e gli piace leggere; contempla la bellezza della natura e va a teatro.

Gustav Klimt - Austria

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Auditorium in the Old Burgtheater, Vienna (Gouache, 1888).

Death and Life (1916, oil on canvas).

Fable (Oil on canvas, 1883)

Garden Path with Chickens (1916, oil on canvas).

Hygeia (1907, oil on canvas).

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