Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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SHANGHAI: Shanghai International Literary Festival 2011.

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Anche quest’anno l’IIC Shanghai è lieto di annunciare il nono “Festival Internazionale della Letteratura (2011)”, che iniziera’ venerdi’ 4 marzo e si concludera’ domenica 20 marzo 2010, e ospitera’ 85 scrittori da 17 Paesi.
L’autore italiano che partecipera al Festival e’ il Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, che domenica 6 marzo, ore 18.00, presentera’ “Un libro a sei Mani - Storie incrociate di Matteo Ricci, Xu Guangqi e Sabbatino de Ursis nelle parole di discendenti ed epigoni”.

Data e Orario: domenica 6 marzo 2011, ore 18.00
Luogo: Crystal Room, 7th F., 5 M on The Bund, Guangdong Road, Shanghai - M on the Bund, 广东路外滩5号,7楼,水晶厅
Tickets: www.mypiao.com
Tel.: 400-620-6006
Info: www.m-literaryfestival.com, Tel.: 0086-21-63.50.99.88

"Alle tre del pomeriggio del 7 novembre 2007 il Sig. Xu Chengxi, il Prof. Luigi Ricci e il Dott. Paolo Sabbatini ebbero il loro primo incontro presso l'appartamento di quest’ultimo in Via Yuyuan a Shanghai.

Mentre si stringevano cordialmente le mani, chi avrebbe mai potuto immaginare che quattrocento anni fa, alla fine della dinastia Ming, anche gli antenati di questi tre gentiluomini si fossero stretti le mani a Nanchino e Pechino?

Xu Chengxi, discendente da 13 generazioni di Xu Guangqi, un celebre scienziato dell'ultimo periodo della dinastia Ming, è ora Dirigente di una società a Pudong, Shanghai. Luigi Ricci, discendente della famiglia Ricci, attualmente lavora come Docente all’Università di Macerata. Paolo Sabbatini, la cui famiglia è affine a quella di Sabbatino de Ursis, è ora il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Shanghai. Quattrocento anni fa, nel 1606, Ricci e Xu Guangqi tradussero i primi libri degli Elementi di Euclide in cinese, che furono pubblicati nel 1607. Nel 1611, Sabbatino e Xu Guangqi tradussero un’opera sui meccanismi idraulici: “Le diverse e artificiose macchine del capitano Agostino Ramelli” la quale fu pubblicata sotto il nome di “Macchine idrauliche d'Occidente.


Il 2007 è stato il 400° anniversario della pubblicazione in lingua cinese degli Elementi di Euclide. Storicamente, questo libro ha svolto un ruolo molto importante negli scambi culturali tra Cina e mondo occidentale, introducendo nel mondo intellettuale cinese una forma mentis completamente nuova. Nel corso di duecento anni, dal XVII al XIX secolo, gli Elementi di Euclide furono considerati un'opera fondamentale per molti studenti nello studio della matematica e contribuirono notevolmente alla formazione di diverse generazioni di studiosi.

Era convinzione di Matteo Ricci e Xu Guangqi che l'interesse per la cultura occidentale potesse agevolare la conversione degli intellettuali, quindi la pubblicazione in lingua cinese degli Elementi di Euclide fu senza dubbio una pietra miliare degna di essere registrata nella storia.
Proprio per questo motivo, l’Ufficio Culturale del distretto Xuhui, con la collaborazione dell’Università Fudan, dell'Università Jiaotong e del giornale XinMing Evening News ha organizzato il “Seminario Internazionale su Paulus Xu Guangqi, in occasione del 400° anniversario della pubblicazione in lingua cinese degli Elementi di Euclide”. A fianco di questo evento è stata organizzata una serie di tavole rotonde dedicate agli studenti delle scuole secondarie e delle università e alla cittadinanza; parallelamente ha avuto luogo l'inaugurazione di un monumento a Matteo Ricci e Xu Guangqi.

Una volta completato il programma, tuttavia, gli organizzatori sentivano che mancava qualcosa. Per esempio, era possibile trovare i discendenti di questi personaggi? C'era forse un modo di invitarli a partecipare a questo grande avvenimento? Queste idee ci affascinavano veramente, ma sapevamo che realizzarle sarebbe stato molto difficile. A quel punto, invitammo dapprima il Prof. Mignini, Direttore dell'Istituto Matteo Ricci all'Università di Macerata, grande studioso di Matteo Ricci e del periodo storico in cui visse, nonché un esperto mondiale di filosofia medievale con anche una profonda comprensione della cultura cinese.

Ma non avrei mai pensato che durante le preparazioni dell'avvenimento si sarebbe presentata una così felice coincidenza. Il 31 agosto si teneva la cerimonia d’apertura della mostra “Opere di eccellenti giovani pittori di Shanghai” alla Galleria d'arte del distretto di Xuhui. Ero inviato ad assistere alla cerimonia in rappresentanza dell’Ufficio Culturale del Distretto di Xuhui in sostituzione di un altro vicedirettore che aveva un impegno. Alla galleria incontrai il direttore del Museo D'arte di Shanghai, Li Lei, che mi presentò il signor Yin Rong della YR consulting, venuto a visitare la mostra con lui, che collaborava con l’Istituto di Cultura di Shanghai. Parlando d'Italia, l'argomento della nostra conversazione si spostò presto su Xu Guangqi, Matteo Ricci e gli Elementi di Euclide. Il Sig.Yin mi informò che il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, a Shanghai, il Dott. Paolo Sabbatini, è un artista e un poliglotta con una grande passione per gli scambi culturali tra Cina ed Italia: inoltre è discendente del gesuita italiano Sabbatino de Ursis, e appartiene ad una storica famiglia italiana. Sentendo questo mi emozionai e gli chiesi se sarebbe stato possibile organizzare un incontro con il Dott. Sabbatini la settimana successiva. Il Sig. Yin acconsentì.

Ci siamo incontrammo il 7 settembre. Durante la discussione scoprimmo che il Dott. Sabbatini era a conoscenza del seminario che avevamo organizzato; tenendo in mano un invito disse sorridendo: “Mi è stata inoltrata la lettera d’invito che avete mandato agli studiosi stranieri. É veramente meraviglioso che voi organizziate un tale avvenimento: Matteo Ricci e Sabbatino de Ursis erano italiani e come Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura mi sento molto orgoglioso”. Mi chiese se sarebbe stato possibile essere invitato a partecipare a quell'evento; gli diedi subito la mia parola che gli avremmo mandato una lettera d’invito. Inoltre, gli proposi di prender parte anche alla preparazione del seminario. Quando ebbe conferma, mi chiese se c'era qualcosa che poteva fare per aiutarci. Di seguito discutemmo i dettagli del seminario. Mi parve che fosse il momento giusto per chiedere al Dott. Sabbatini se poteva aiutarci a trovare un discendente di Matteo Ricci. Chiesi con cautela, perché ero consapevole delle difficoltà; aggiunsi subito che una tale eventualità avrebbe avuto un’importanza particolare per la commemorazione.

Il Dott. Sabbatini ci disse che conosceva bene un discendente della Famiglia Ricci: Luigi Ricci, docente presso l’Università di Macerata, la città natale di Matteo Ricci. Inoltre, egli si occupa anche d’arte e fotografia. Luigi Ricci e Paolo Sabbatini sono stati buoni amici da sempre, vivono nella stessa regione, le loro case non sono neppure lontane l’ una dall’altra.

Questa eccezionale coincidenza ci riempì di gioia. A quel punto, il Dott. Sabbatini prese il suo telefonino, compose il numero del Prof. Ricci, e lo informò della nostra proposta. Più tardi, quel giorno, ci disse che avrebbe mandato al Prof Ricci un’e-mail con i dettagli di quest’evento, aggiungendo con humour: “Tutto quello che è accaduto in questi giorni, sarebbe sufficiente a riempire un libro!”

Il secondo giorno, il sig. Yin ci chiamò emozionato: “Il Prof. Ricci sarebbe molto felice di partecipare a quest’evento. Il Dott. Sabbatini vi chiede la cortesia di preparare anche la lettera d’invito”. Così inviammo le lettere al Dott. Sabbatini e al Prof. Ricci via e-mail, esprimendo il nostro sincero desiderio di organizzare un incontro speciale per i tre discendenti prima del seminario: una riunione che avrebbe abbracciato quattro secoli di storia. Il Prof. Ricci accettò il nostro invito con piacere, dichiarando che si sentiva anche lui molto onorato di partecipare. Fissammo il nostro appuntamento a Shanghai, all’aereoporto internazioale di Pudong.
Alle 9:40 di mattina del 6 novembre 2007 splendeva il sole. L’aereo del Prof. Ricci, il volo no°AZ790, arrivava puntuale a Shanghai.

Il 7 novembre 2008, alle ore 15, io e il Prof. Li Tiangang dell’Università Fudan accompagnammo il Sig. Xu Chengxi alla residenza del Dott. Paolo Sabbatini a Yuyuan Lu, una villa di tre piani. Nella mattinata il Prof. Ricci era già arrivato a casa del suo caro amico. In un istante, quando le tre paia di mani si strinsero, tutti e tre avevamo le lacrime agli occhi.
Ricci, molto eccitato, disse: “Venire in Cina oggi realizza un mio sogno. Oggi è il giorno più felice della mia vita!” In seguito, i tre discendenti si scambiarono i regali di rito, rievocando la scena dell’incontro dei tre antenati; lodarono i loro atti con rispetto dovuto alla loro santa memoria, presentarono le proprie famiglie di oggi, espressero la speranza di prolungare l’amicizia e di rafforzare gli scambi culturali tra l’Italia e la Cina. Per la commozione, avevamo anche noi tutti le lacrime agli occhi, come se avessimo visto, in un flashback, la scena di Xu Guangqi e Matteo Ricci che traducevano gli Elementi e di Xu Guangqi e Sabbatino De Ursis che traducevano Idraulica Occidentale. Mi venne subito in mente la pittura ad olio Discussione dottrinale tra Xu Guangqi e Matteo Ricci: un momento indimenticabile per tutta la vita!

Il Dott. Sabbatini sospirò con emozione: “Non è solo un incontro fra i nostri tre discendenti, ma anche una testimonianza della lunga storia dei contatti amichevoli e degli scambi culturali tra l’Italia e la Cina”. Prima di accomiatarci, il Dott. Sabbatini suonò al clavicembalo una delle Otto Canzoni per manicordio d’ Europa voltate in lettera Cinese, scritte da Matteo Ricci quando donò un clavicembalo all’Imperatore Wanli nel 1601. Matteo Ricci incaricò il missionario spagnolo Diego de Pantoja di insegnare ai musicisti al servizio dell’imperatore alcuni canti che ne suscitassero la curiosità; infatti il Figlio del Cielo chiese le parole e la musica originali. Il risultato fu che le Canzoni divennero estremamente popolari nell’alta società della capitale e Matteo Ricci riuscì in questo modo a costituirsi una fama. Il Dott. Sabbatini, persona di vasta cultura, è un esperto di arti e di musica. Tutti applaudirono dopo un breve momento di raccolto silenzio che seguì il suono del clavicembalo.

Il giorno dopo ci fu l’apertura del “Convegno Internazionale su Xu Guangqi e sul 400° Anniversario della Traduzione e della Pubblicazione degli Elementi”. Quando il Presidente del Convegno presentò il sig. Xu Chengxi, il Prof. Luigi Ricci e il Dott. Paolo Sabbatini, essi si alzarono, si recarono al podio e salutarono con un inchino oltre 100 studiosi ed esperti provenienti da tutta la Cina e da 9 Paesi stranieri.

Immediatamente luccicarono le lampade al magnesio e scrosciò un caloroso applauso. Più di 60 giornali e TV cinesi e esteri fecero grande pubblicità all’avento.
In seguito, con molto piacere, fui invitato a colazione a casa del Dott. Sabbatini, con il Prof. Li Tiangang dell’Università Fudan, il discendente di Xu Guangqi, Xu Chengxi e sua moglie. Chiacchierando, il Dott. Sabbatini propose di invitare gli altri due discendenti a scrivere un libro sui loro antenati e sulle proprie famiglie, intitolato “Sei Mani”.

La proposta ottenne l’approvazione di tutti noi. Il Sig. Yin Rong ci chiese se anche il Prof. Li Tianggang e io potessimo scrivere un articolo sul libro. Avevo paura di questa promessa perché non sono abile nella scrittura e temevo che non fossi qualificato a scrivere un articolo significativo.

Nell’aprile 2008 incontrammo di nuovo il Dott. Sabbatini, questa volta nel suo ufficio. Negoziammo come rafforzare ulteriormente la collaborazione, l’amicizia e gli scambi culturali tra l’Italia e la Cina e chiesi se fosse stato possibile gemellare il Distretto Xuhui di Shanghai con la città di Macerata, in modo  da poter proseguire gli scambi culturali iniziati 400 anni fa. Il Dott. Sabbatini fu d’accordo con me e propose il gemellaggio al Prof. Mignini, Direttore del Centro degli Studi di Matteo Ricci dell’Università di Macerata, che diede una immediata, positiva risposta, accettando con entusiasmo. Fui contentissimo. Come compaesano di Xu Guangxi, è un grande piacere per me avere l’occasione di promuovere gli scambi culturali, di accelerare la mutua conoscenza tra le due culture e rafforzare l’amicizia tra i due popoli.

Presto, l’argomento della nostra conversazione si spostò al libro che pensavamo di pubblicare. Sfogliai un plico di bozze mostratemi dal Dott. Sabbatini e mi accorsi che aveva già creato la struttura complessiva del libro, anzi, aveva già ultimato la maggioranza di esso.  In quel momento, mi sembrò di non trovare più scuse per rifiutare la proposta. Tornato in ufficio, consultai le note già prese, ordinai il corso degli eventi e scrissi il presente articolo."



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