Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

ShangHai Reloaded

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Anche un viaggio di mille miglia inizia, comunque, con un singolo passo. Lao-Tzu.

Bentornato, mi sembrava dire la citta' una volta qua. Sono stato accolto a braccia aperte da una ShangHai afosa, ma pur sempre il mio sogno, in perenne movimento, mai uguale a se stessa. Caotica. Viva! Non possiamo cullarci sulla staticita' di un'Italia che oramai affonda. Qui in pochi mesi e' stato completato uno degli edifici piu' alti del mondo, 110 piani, e altri sono in costruzione. All'arrivo, ormai una settimana fa, l'eroporto di Pudong mi ha ricordato quanto sia diversa la vita e il modo di pensare qui, ma anche quanto sia (nel bene o nel male) tutto piu' efficiente. Dove non si puo' perdere tempo.

Il tema del governo libero nel pensiero politico

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Col governo libero si voleva intendere forma politica alternativa a potere dominante, si voleva congiungere libertà riferita all’individuo (soggettiva) e allo Stato (oggettiva), l’alternativa sembrava la repubblica
· tale discussione agli Orti Oricellari nel 1515 spinse Machiavelli a scrivere i Discorsi dopo il carcere e la congiura contro Giuliano Medici; la soluzione era il governo misto o l’esautorazione del capo (OSBORNE: incompatibilità monarchia-repubblica) secondo i principi di una nuova scienza politica
· tesi rivoluzionarie dei Levellers 1647: applicazione integrale del principio della supremazia della rappresentanza del popolo (NEDHAM e CROMWELL); rispetto dei poteri del parlamento UK contro monarcomachi francesi a favore degli Stati Generali
· SALLUSTIO nelle opere pubblicate a Venezia 1470, voleva per la repubblica quel sentimento di gloria e grandezza caro ai romani; tuttavia in quel periodo c’era indecisione terminologica anche per il passaggio dal latino alle lingue nazionali, e la suggestione utopica di Moro non aiutava
· nell’Inghilterra del 1600 gli autori del commonwealth avevano imminente una common liberty piuttosto che una civil liberty

Il pensiero filosofico politico e gli autori moderni e contemporanei

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Locke (1632-1704) – Due trattati sul governo
Lo inquietano le forme di non repubblica; nel Secondo Trattato classificazione disordinata, 1) conquista 2) usurpazione 3) tirannide, 1 e 2 riprendono distinzione Bartolo da Sassoferrato, tirannide è esercizio del potere oltre il diritto; nel Primo polemica col Patriarca di Filmer di escludere patriarcato da forme politiche, difesa potere politico fondato su consenso, attacco a potere assoluto, a differenza di Bodin repubblica e governo coincidono;
nella definizione di governo vede l’insieme dei tre poteri.

Il pensiero politico e filosofico di John Stuart Mill

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John Stuart Mill. Sulla libertà.

· il problema della conciliazione fra liberalismo e democrazia è concepito da Mill come la premessa per una filosofia politica nuova, che attenta alle ragioni dell’individuo tenesse egualmente presenti quelle della società
· la chiave di volta non è tanto il pur fondamentale studio della politica e della società, ma la considerazione dell’importanza della rappresentanza politica nella veste di suffragio universale con sistema proporzionale: salvaguardia della partecipazione democratica insieme alla libertà dell’individuo e delle minoranze

Il pensiero politico filosofico di Benjamin Constant

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· il giovane Constant, reduce dal tirocinio universitario anglo-tedesco (Oxford, Erlangen, Edimburgo), è più attento di quanto si creda agli aspetti fisico-meccanici del congegno costituzionale
· gli studi dell’autore del suo Discorso sulla libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni 1819 all’Athenée Royale di Parigi non sono mai cessati: i suoi scritti del 1800-1806 – dal consolato di Napoleone all’Impero – parte di un progettato trattato e mai pubblicato “Grand traité de politique”, ci mettono di fronte ad una continuità di pensiero molto più solida e rivelano il nucleo liberale della riflessione dello scrittore svizzero; già ai primi dell’800 è bello e formato e le opere successive non si rifanno che agli scritti predisposti in un decennio

Il pensiero filosofico politico di Melchiorre Gioia

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· Gioia viene proclamato unanimemente vincitore dalla Commissione il 26 giugno 1797: il testo, benché non immune da enfasi retorica ed incertezze dottrinali, dichiarava tre obiettivi:
1) una rappresentanza nazionale
2) una repubblica indivisibile su una grande estensione
3) un potere limitato in estensione e durata
· nel rispetto della volontà e dell’eguaglianza individuale, nonché della sicurezza, libertà di opinione e possesso della proprietà; la sovranità risiede essenzialmente nell’universalità dei cittadini, che devono scegliere i propri rappresentanti che si occupino degli affari politici, poiché “il popolo deve entrare ne’ solchi delle campagne, ne’ banchi di commercio, nel campo di Marte per alimentare la patria, vestirla e difenderla”

Il pensiero filosofico politico di Condocert

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· la possibilità di edificare una repubblica democratica costituzional-rappresentativa quale “gouvernent libre” rispettoso dei diritti individuali, era stata sostenuta da Condorcet, il più convinto e interprete dell’idea di progresso
· morto in prigione il 29 marzo 1974, nonostante la notevole diffusione del suo ultimo Esquisse, sopravvisse in qualche maniera nella repubblica del Direttorio (nonostante ben 7 membri dei 11 della Commissione nominata dalla Convenzione fossero girondini)

Il pensiero politico filosofico dell'Abate Sieyes

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La Sciabola di Sieyès, che trovate qui, insegna molto.

· il nesso scienza politica-libertà si fa stringente con Sieyes: prima dei saggi-libretti rossi rivoluzionari degli anni 1780 contro le pretese aristocratiche, si immerse in studi per ricomporre il me-altro da me, l’individuo con la società e le sue forze produttive (dopo lo Smith della Ricchezza delle Nazioni, 1776: una società è libera se il prezzo di mercato è uguale a quello naturale, senza intervento statale se non per difesa da nemici e violenza e per grandi opere)

Il pensiero filosofico politico di Voltaire

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· non discorreva su un’ideale forma di governo, ma come Montesquieu era attratto dalla forma inglese, descrittiva e prescrittiva allo stesso tempo
· lo studio della politica attraverso la storia e delle istituzioni attraverso le vicende di un popolo, possono dar vita ad una scienza politica: alla politica bisogna accostarsi con la stessa circospezione cui ci si avvicina alla comprensione della materia e dei misteri dell’universo, per averne una visione corretta

Immanuel Kant e il suo pensiero filosofico politico (appunti)

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Critica della ragion pura, e la nascita dell'intelletto e del pensiero umani.

Kant (1724-1804) Res publica contro dispotismo, importanza costituzione civile (constitutio ciceronea), importanza diritto pubblico stato, repubblica c’è con separazione dei poteri: forma regiminis (regime repubblicano contro dispotico), forma imperii all’interno della forma regiminis repubblicana: monarchia, aristocrazia, democrazia.

Il pensiero politico filosofico di Jean-Jacques Rousseau

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Il contratto sociale, il testo completo.
La sovranità è il potere legislativo, inalienabile e indivisibile appartiene al popolo, il governo è mero esecutivo intermediario e può assumere le tre forme classiche + mista


Rousseau – Contrat Social
Nonostante pensiero democratico vede le associazioni parziali come dannose a volontà generale, perché non ammette punti di vista diversi per interpretarlo, no a fazioni, il partito è una parte rispetto al tutto


Bodin e il suo pensiero filosofico politico

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Bodin – I sei libri sulla repubblica
Distinzione restrittiva repubblica a sapore ciceroniano, monarchia è la forma giusta, corruttibile in tirannica o signorile simili perché il re si ritiene signore sui beni e sulle persone dei sudditi (Hobbes invece nel De Cive non considera ambito politico il diritto del padrone-genitore su servi-figli); distinzione stato- governo = titolarità-esecuzione potere, tre forme di repubblica classiche: no repubblica mista perché sovranità indivisibile, distinzione forme rette-degenerate è soggettiva, è il governo che può essere anche misto: quello che esalta la vera monarchia (armonia tra giustizia distributiva e commutativa); anche se nel II libro entrerà in contraddizione parlando di monarchia regia-dispotica-tirannica

Il pensiero filosofico politico di Montesquieu

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Fonti:
Le forme di governo, Nicola MatteucciAlla ricerca del governo libero, Carlo Carini
Lo spirito delle Leggi, di Charles Montesquieu
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Montesquieu (1689-1755) – L’esprit des lois
Viaggio Italia-Europa-UK, tripartizione simile a Machiavelli ma qualitativa: 1) monarchia (uno con leggi fisse e stabili) 2) repubblica (popolo) 3) dispotismo (uno senza leggi), elogio monarchia francese e avversione dispotismo, importanza fattori extra-politici, analisi principi alla base 1) virtù per democrazia 2) spirito di moderazione per repubblica aristocratica (Venezia) 3) paura per dispotismo, idee sul dispotismo di Machiavelli, Europa Stati piccoli e medi ma moderati contro Asia grandi dispotici, monarchia francese con re con legislativo ed esecutivo ma secondo leggi, parlamenti giudiziari che garantiscono legge (rifiuto editti del re), poteri intermedi subordinati: privilegi delle città e onore della nobiltà (“senza monarca no nobiltà, senza nobiltà no monarca ma despota”), nel 6 cap. dell’XI libro scrive dell’UK: no monarchia moderata perché divisione esecutivo-legislativo anche se re poteva porre veto su leggi, ma già in fase di superamento verso la parlamentare, più profondi mutamenti con Riv. Francese, democrazia diretta solo in piccolo stato.


Noccolò Machiavelli e le forme di governo

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Machiavelli (1513) – Principe, Istorie Fiorentine, Arte della guerra, Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio


Non vuole indagine comparata su forme di governo, correlazione forma di governo-stratificazione sociale, distinzione repubblica(espressiva)-principato(repressiva), differenza con gli antichi: le repubbliche moderne non sono Roma, la monarchia dei moderni è però superiore a quella degli antichi, appare dispotismo; esaltazione governo misto romano ma non durata-ordine-pace, a rendere grande Roma fu conflitto senato-tribuni della plebe, inoltre scaricava tensione adoperando plebe in guerra; la monarchia francese è assoluta ma non dispotica perché c’è antichità di sangue (a differenza della Turchia);

Appunti sulle forme di governo, dall'antichità all'evo medio; autori ed opere dell'epoca moderna

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Fonti:
Le forme di governo, Nicola Matteucci

Valide alternative:
La teoria delle forme di governo nella storia del pensiero politico, Norberto Bobbio
Forme di Stato e forme di governo, Giuliano Amato e Francesco Clementi
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Fundamenta divisionis delle forme di governo (chi e come), esigenza prescrittiva, affievolimento nel medioevo, debito della tassonomia greca, in Grecia si interseca l’Impero in età tardoromana (aggregazione di diverse società in cui una governa sugli altri: “egemonia con un despostes”), impero da imperium(magistrato)-imperator titolo del principe(da Ottaviano Augusto)-come forma di governo in età carolingia.

Autori di Psicologia Politica

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[psicologia politica] = studia le rappresentazioni e azioni dei potenziali o attuali attori della politica, cioè di qualunque cittadino, leader o membro di gruppi che abbiano fini di carattere pubblico o collettivo = HERMANN 1986-LARRUS 1994-AMERIO 1996

Lo Stato liberale

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· 1) substrato sociale portante costituito dalle borghesie nazionali 2) derivazione elettorale della legittimazione del potere statale 3) i principio di libertà no è più riferito a gruppi sociali (ceti, corporazioni,…), ma a singoli
· modificazioni delle strutture politiche e sociali ottocentesche, cui gli Usa si agganciano
· varietà di Stati liberali, anche se gli elementi comuni fanno parlare, com’è giusto, di una:
a) la borghesia inglese è accolta – anche per via della precedente integrazione nobiltà-ceti agricoli e imprenditoriali – e fa quindi valere di per sé i propri diritti di libertà, economici, sociali, politici rappresentativi
b) la borghesia francese è incasellata nelle corporazioni e nella burocrazia del dirigismo statale, senza vera rappresentanza: ha quindi bisogno dello strappo rivoluzionario
c) le borghesie italiana e tedesca non sono sviluppate commercialmente e industrialemente, e sono sottomesse all’aristocrazia terriera e ai militari: il loro stato liberale non avviene per modernizzazione ma per patteggiamento

Demografia italiana e date

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1800-1913 = la popolazione italiana raddoppia = da 18 mln a 35 mln

1870 = valori più elevati di r

1876-1900 = 1° fase emigrazione italiana (5,2 mln)

1900-1915 = 2° fase emigrazione italiana (9 mln) = 17 per mille (1,7%) = 600 mila anno
= grossa concentrazione di rimpatri

La libertà di associazione nella Convenzione Europea dei diritti dell'uomo

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· No compiuta definizione nell’articolo, che non indica quale carattere devono avere gili aggregati collettivi per beneficiare della protezione dell’articolo
· Non manacno eprò le pronunce della Commissione e della Corte: nell’indirizzo prevalente si riferisce solo a formazioni costituite su base volontaria per il perseguimeno di determinati scopi
· Perciò se il vincolo associativo è corercitivo (es. da parte dei pubblici poteri) non si è in presenza di associazioni ma di istituzioni di diritto pubblico
· L’intento è di prevenire l’abuso – proprio dei totalitarismi – di inquadrare privati e professioni in corporazioni [sent. Le Comte-Van Leuven-De Meyer vs. Belgio 1981]


La libertà di religione e il tema dei diritti umani in Cina

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La libertà religiosa guarda a quella componente spirituale e interiore della persona umana nel quale si formano i profond convicimenti di fede e di coscienza.

Non è a questa dimenesione interna che si rivolgono le norme costituzionali cinesi, ma piuttosto alle manifestazioni esteriori che da quel moto interiore traggono origine.

La libertà religiosa, enucleata in facoltà di 1) professare la fede religiosa in una forma individuale o associata (libertà di coscienza) 2) esercitare in privato e in pubblico il culto (libertà di culto) 3) fare opera di proselitismo (libertà di propaganda religiosa), è ritenuta in generale idonea perchè produce forme di autoregolamentazione della vita sociale e di armonizzazione tra le diverse professioni di fede. Si veda, a proposito, l'art. 32 della Costituzione cinese (1982).

Le Olimpiadi in Cina

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L'apertura delle Olimpiadi è stata a mio avviso spettacolare. Opinione personale, certo, ma quando i giornalisti dicevano che si sarebbero aspettati molto di più non ho ben capito a cosa si riferissero.
La coreografia è stata sublime, un countdown tamburellato con tutto il suo fascino, richiami costanti in bilico tra tradizione e modernità, un passaggio al "digitale" tutto da ricordare, danze soavi e leggiadre. L'accensione della fiaccola fantastica, accompagnata da un running etereo e sospeso nel fascio luminoso.

Un Italiano a Shanghai

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A passeggio per il centro
di Shanghai, by
hipnos
Xiao Long, prima di muoversi verso il Consolato Generale d'Italia sito in Shanghai grazie alla riuscita in un bando promosso congiuntamente da Ministero degli Affari e CRUI, ha avuto il tempo di esercitarsi in qualche professione che gli permettesse di acquisire esperienze tra le più varie, visto che ha sempre visto il lavoro sempre come un mezzo per perfezionarsi, foss'anche il più umile. Seguendo il principio del "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", si è ritrovato a lavorare tra volantini, giornali, magazzini, alberghi, amministrazioni tra le più varie, e a purificarsi in esperienze semi-mistiche come il Cammino di Santiago sino a Finisterre.


La decisione cinese è emersa gradualmente, dapprima grazie all'attrazione per l'Oriente dettata dall'amore per il Giappone che mi ha fatto scoprire un mondo diverso, poi per mezzo della sempre più frequente attenzione dei media al fenomeno cinese, visto dai più come "comunismo diverso". Non convinto di ciò, mi sono interessato sempre più al disvelamento del fenomeno, cominciando con i scontati libri di Rampini, per poi scoprire quelli ben più interessanti di Terzani. Un mini-corso di cinese, in realtà poi non frequentato per mancanza di tempo, ha fatto si che l'interesse si concretizzasse ancor di più, sino al frequentare quasi esclusivamente amici cinesi, a comprare riviste tematiche sul "paese di mezzo", a scrivere due tesi universitarie sull'apertura cinese al mondo (quella vera del febbraio del 1972, e quella economico-culturale dei giorni nostri).


Qui cambia sempre tutto e niente. Tutto: vedo che in pochi mesi nascono palazzi di centinaia di metri dal nulla e nuove linee della metropolitana, un ammodernamento continuo. Niente: rimane sempre quella cultura filosofico-confuciana di fondo, tra cui rispetto della famiglia, dei gradi di anzianità, sano orgoglio nazionalista (che se non spinto agli estremi, come tutte le cose, è un bene), amore per il proprio paese, importanza fondamentale di salvare la faccia. Ragionando nel lungo periodo, niente nel mondo sta cambiamendo più velocemente di come sta facendo la Cina dagli ultimi 35 anni, in campo sia economico, sia nel rapporto interculturale. Un adeguamento fatto ancora a piani quinquennali ma che permette l'evolversi di un lento divenire in salita, piuttosto che un repentino stravolgimento che porterebbe rapidamente alla caduta.


Nessun consiglio a chi volesse vedere la Cina. Solo partire. Porsi troppi problemi in anticipo è sbagliato e talvolta pregiudizievole; al contrario credo che laddove ci sia un reale interesse le occasioni si presentino da sole. Quello che ogni tanto vedo mancare è l'intrapredenza: intendo dire che nei giovani c'è troppo scoraggiamento, un abuso di pessimismo che, anche se in una situazione economica difficle è comprensibile, di certo non aiuta.


Un Italiano a Shanghai viene pubblicato una volta ogni quindici giorni anche all'interno del settimanale free-press Tutto Perugia, distribuito in 20.000 copie.

Genesi del Costituzionalismo

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· la vicenda storica del costituzionalismo ha inizio con le rivoluzioni borghesi – 17-18° sec. (Uk 1988-89, Usa 1776-1791, Francia dal 1789): affermazione dei diritti individualinei confronti dei poteri pubblici e positivizzazione nei testi costituzionali dei diritti radicati nella tradizione giusnaturalistica; anche se con basi oligarchiche e censitari si tendeva a dare spazi alla borghesia politicamente attiva (limitazione del potere sovrano)
· in Usa matrice diversa: precoce ispirazione democratica e genesi contrattualistca della costituzione federale, in una società disomogenea e pluralistica (con sistemi di contrappesi e limiti del principio di maggioranza)


Confucio e Theo Herbst

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Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato,
ha commesso un altro errore
Confucio
 L’esperto lo si riconosce dal fatto che contraddice il dilettante
anche quando quest’ultimo ha ragione
Theo Herbst

Boop Nagar

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Boop Nagar un piccolo villaggio di 29 case e 294 abitanti, situato nell'ovest dell'India. I suoi abitanti maschi hanno un piccolo problema: non riescono a trovare moglie. I motivi? L'acqua del luogo e le loro... particolari abitudini alimentari. Nell'acqua di Boop Nagar presente un'altissima concentrazione di fluoruro, sostanza che provocherebbe un precoce invecchiamento unito a varie deformità fisiche, tra cui il curvarsi delle membra. Sujit, il capo del villaggio appena eletto, ha soltanto 30 anni, ma ne dimostra almeno 45, ed ha la schiena curva. L'uomo si sposato l'anno scorso, ma la moglie sta per chiedere il divorzio, perchè non vuole abitare in quello strano luogo. Ma almeno lui la moglie l'ha trovata, mentre molti dei suoi compaesani sembrano irrimediabilmente rassegnati ad una vita da scapoli. Anche perchè ci sarebbe un altro piccolo dettaglio che certamente non aumenta il loro fascino: i residenti sono infatti molto noti per la loro abilit nel catturare i topi, e non disdegnano affatto di cibarsene. A conti fatti se le donne dei villaggi vicini mostrano qualche remora nell'unirsi in matrimonio con i maschi di Boop Nagar, non c' da stupirsene.
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