Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Il pensiero filosofico politico di Condocert

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· la possibilità di edificare una repubblica democratica costituzional-rappresentativa quale “gouvernent libre” rispettoso dei diritti individuali, era stata sostenuta da Condorcet, il più convinto e interprete dell’idea di progresso
· morto in prigione il 29 marzo 1974, nonostante la notevole diffusione del suo ultimo Esquisse, sopravvisse in qualche maniera nella repubblica del Direttorio (nonostante ben 7 membri dei 11 della Commissione nominata dalla Convenzione fossero girondini)

· nel Projet de Constitution français del 15 febbraio 1793 che Condorcet – in qualità di Presidente del Comitato di Costituzione – aveva presentato alla Convenzione, era il primo tipo repubblicano mai presentato nella storia europea : non era, come pensavano i radicali, contraddittorio e strumentale, « mostruoso » testo di compromesso, ma un’operazione di sintesi concettuale e storica
1) libertà ed eguaglianza si fondono nella proclamazione dei diritti e nell’articolazione dei poteri dello Stato (comunque semplificata rispetto alla costituzione monarchica)
2) la Riv. Francese non è rottura col passato, ma un avanzamento-compimento, secondo la legge illuministica che vede nel progresso un’approssimazione per tappe della condizione di benessere per l’intera umanità
· anche se tale Progetto viene poi abbandonato già in maggio, per le critiche dei montagnardi
· bisognava riallacciarsi alla GR per cogliere gli elementi di continuità con essa: la grande Convention dell’Assemblea dei Lords inglese che il 13 febbraio 1689 hanno sottoscritto il BoR, in forza del carattere rappresentativo – delegati di tutti gli ordini del popolo – Convention riuscita con la solenne Declaration, che imponeva il riconoscimento dei diritti e delle libertà secondo cui “ogni decisione presa senza il consenso del Parlamento è illegale”
· indiscutibile era il fatto che della forma di uno Stato rappresentativo si sarebbe giovata un’intera società desiderosa di libertà e non una parte soltanto del paese
· già dai “Due trattati sul governo” di Locke, che Condorcet condivideva, c’era la convinzione dell’importanza del nesso rivoluzione-costituzione-rappresentanza-libertà: non era tanto la dicotomia monarchia-repubblica – benché spetti alla repubblica di essere uno Stato libero – a dover indicare la rotta da seguire, quanto il nesso costituzione-rappresentanza
· partendo dalla volontà comune di una grande Convenzione, tutto il sistema finirebbe col muoversi secondo il principio guida del consenso del popolo
· nei testi di Condorcet (saggio sulle assemblee provinciali 1785, polemica con Chastellux sui quaccheri della Pennsylvania 1786, Lettres d’un burgeois de New-Haven à un Citoyen de Virginie 1788, De la nature des pouvoirs politiques dans une natione libre 1792, Esquisse d’un tableau universel sur le progres de l’esprit humain 1793-1794) la presenza della linea di pensiero politico che va da Locke (principio di maggioranza) a Montesquieu (rappresentanza applicata alla repubblica democratica in versione anti-dispotica), ribadisce la centralità del criterio rappresentativo, con l’applicazione della volontà generale del popolo sovrano
· nel Projet il popolo esercita il potere in modo indiretto, con a) una sola camera rinnovata ogni anno, col b) diritto del popolo di iniziativa legislativa nelle assemblee primarie, e c) un più generale potere di controllo su ciò che i rappresentanti fanno (censura)
· prosegue evidentemente l’obiettivo di ricomporre la frattura rousseauviana (democrazia vs. rappresentanza), allo stesso modo di quanto aveva cercato di fare Sieyes attenuandola con la congiunzione di popolo-Terzo Stato e nazione nel Governo rappresentativo: Condorcet immagina che i membri del Corpo Legislativo vengano scelti dai cittadini spiegando nella III Sezione del Projet la procedura base:
- i cittadini maschi eleggono un bureau di 50 membri incaricato di a) controllare ed aggiornare il registro dei cittadini b) consentire l’esercizio del diritto di censura, su modello dell’art. 47 della Cost. della Pennsylvania c) formulare gli odg delle sedute
- poi, elezione dei deputati, con il primo scrutinio in lettura pubblica al fine di formare una lista con un numero triplo rispetto ai parlamentari da eleggere; e il secondo per la elezione vera e propria (con schede anonime a due colonne)
· le procedure deliberative sono ancora più semplici:
- un si o no alle questioni poste dal presidente
- possibilità per i cittadini di trattenersi in locali sempre aperti per la discussione della materia in oggetto
L’impianto restava comunque di tipo rappresentativo:
1) momento culminante nell’elezione dei deputati
2) le deliberazioni di ogni assemblea primaria sono convogliati al dipartimento, che proclama l’esito generale
3) i vari corpi amministrativi sono formate con procedure elettive stabilite per legge
4) l’esercizio dal basso di alcuni fondamentali diritti avviene sempre con l’intervento sostanziale del Corpo legislativo (censura, petizione, revisione costituzionale, referendum)
· il Consiglio Esecutivo della Repubblica è sottoposto al Corpo legislativo, eletto dai cittadini, ma con procedura- secondo la Sezione II – più complessa: i 7 ministri e 1 segretario del Consiglio sono nominati con scrutinio separato con la formazione di una lista nelle assemblee primarie, poi con la scelta di 8 dei 13 nomi più votati nei dipartimenti; la scelta di questi 8 verrà ratificata dalle Assemblee primarie, per poi essere pubblicate nei dipartimenti (nella scheda a due colonne si scriverà il preferito nella prima e i sei più dignitosi nella seconda; passerà a maggioranza assoluta il candidato della prima, o, senza tale maggioranza, i candidati che hanno avuto più voti dalla somma delle due colonne)
· presa di posizione nettamente a favore del suffragio universale, avvenuta solo con l’Adresse à l’Assemblée nationale sur les conditions d’éligibilité 1790
· e la rappresentanza non era un tradimento della volontà del popolo, ma la via maestra di una libertà che non viene né dall’alto né da una sconsiderata protesta dal basso, bensì da una costituzione votata da una assemblea popolare rappresentativa – che nomina la Convenzione Nazionale per revisionare e perfezionare la Costituzione stessa da effettuarsi in ogni caso ogni 20 anni
· tra Sieyes e Condorcet c’è una significativa concordanza con un preciso modello politico elettivo senza mandato imperativo
· per Condorcet occorre un sistema dove ognuno può fruire degli stessi diritti e possa progredire grazie ai suoi talenti e le sue virtù, tanto che parla di “popoli liberi”, in assonanza con l’art. 6 della Declaration dell’89: condizione più larga – e perciò sociale – di godimento dei diritti; il modello di riferimento è quello Usa, Pennsylvania, che nel 1776 si era data una Costituzione monocamerale e un Consiglio esecutivo supremo di 12 membri eletti dalle contee
· già nel suo De l’influence de la Révolution d’Amerique sur l’Europe 1786, metteva in rilievo che la felicità pubblica non può venire solo dal progresso, comunque fondamentale, ma anche dall’emancipazione dei singoli individui
· il riferimento ai “popoli liberi” va letto congiuntamente con quello di “governo libero”, che compare nell’art, 32 del Projet per la prima volta differenziandosi da quello di “stato libero”: si parla in modo articolato dei casi in cui la resistenza all’oppressione può essere legalmente esercitata, e che ci consentono di formulare indirettamente un elenco dei connotati che formerebbero tal governo libero:
1)i diritti naturali, civili e politici non devono essere violati
2)i funzionari pubblici non devono violare la legge
3)atti arbitrari non devono violare i diritti
poiché un tale elenco di casi non compare né nella Dichiarazione 1789 né in quella giacobina 24 giugno 1793, si capisce la peculiarità del discorso politico girondino, discorso che più di altri teneva presente i fatti della rivoluzione Usa (anche Brissot)
· nella repubblica democratica Usa, a differenza di quella Uk, emergevano due connotati particolari:
1)il popolo ha un vigoroso potere costituente separato da quello legislativo, sottraendo la Carta da manovre parlamentari (come nel caso inglese)
2)suffragio universale maschile diretto della Camera dei Rappresentanti (uninominale maggioritario) (di secondo grado per Senatori e Presidente), e un esteso diritto di suffragio a livello locale, dai piccoli municipi alle grandi aggregazioni urbane [Assemblee degli Stati e Congresso Continentale di durata di un anno, revocabili e decisioni a maggioranza, poi divenuto nel 1787 Convenzione per la redazione della Costituzione federale]
· nonostante il modello di Filadelfia (Convenzione, rappresentanza elettiva), Condorcet – distinguendosi nettamente in questo da Montesquieu – riteneva inutile e nocivo ripartire il potere legislativo in più corpi
· in una prima fase in Francia era uscito un debole e mal costruito sistema monarchico costituzionale rappresentativo con divisione dei cittadini in attivi e passivi: aprire al modello americano significava ampliare il bagaglio francese, tanto che Condorcet configurava la struttura del governo adatta ad un “popolo libero” dall’assemblaggio dell’idea di repubblica + costituzione democratica + rappresentanza politica; la mobilitazione di tutti avviene all’insegna di una responsabilità legale che sottopone ogni ufficio ad un preciso controllo elettivo
· contro ogni possibile tradimento dei rappresentanti è riservato il diritto di censura e di petizione oltre che di iniziativa legislativa, come già detto: nell’Essai sur l’application de l’analyse à la probabilité des décisions rendues à la pluralité des voix 1785 ricorre al calcolo delle probabilità (contro la diffidenza di Rousseau per i numeri) e dice quali fossero le condizioni più adatte a garantire la migliore rispondenza principi del diritto naturale-principio maggioritario-decisioni assembleari, in qual modo partendo da decisioni individuali, di per sé imprevedibili, sia possibile giungere alla definizione di un modello si decisione collettiva conforme a ragione
· infatti, c’era la necessità di rendere la decisione della pluralità volontà comune, poiché le leggi esercitano un forte peso sui diritti di natura
· solo per mezzo di una scienza politica razionale basata sulla matematica sociale, gli uomini potrebbero elevarsi dalla condizione di minorità in cui dominano le passioni ad uno stadio più evoluto di convivenza civile: ciò che permette ad uno Stato funzionante di trasformare le proprie decisioni in comandi valevoli per l’intero corpo sociale, può avvenire attraverso il calcolo dei vantaggi e degli svantaggi
· in linea teorica, un problema così era stato brillantemente affrontato da Locke col ricorso al principio di maggioranza, ma in Condorcet il tutto assumeva un significato tecnico-politico in un contesto istituzionale repubblicano, non guardando alla mitica repubblica degli antichi, ma ai sistemi contemporanei
· affinché una decisione di maggioranza divenga legge valevole, è necessario verificare il grado di libertà effettivo del gruppo deliberante, (dai diritti individuali alla possibilità di agire nelle assemblee primarie), e poi valutare anche l’impatto della legge sulla libertà: ci deve essere corrispondenza tecnica fra le maggioranze dei cittadini-dei votanti-del popolo tutto
· per un concreto governo rappresentativo servono corrette procedure oltre le forme, in particolare sulla forma delle elezioni (oltre che su scrutini e verifiche politiche, compreso il referendum); come afferma nell’Importance d’une bonne Méthode d’élire, così come prende di mira il cattivo sistema elettorale inglese nel Sur les élections del giugno 1793: il potere di scelta degli elettori non può essere indirizzato a casaccio, sotto la spinta di un falso concetto di libertà, o magari strumentalizzato in difesa di privilegi di casta o classe, perché una corrispondenza volontà plurale-attuatori della legislazione è necessaria
· i sistemi di voto devono essere organizzati su più gradi, tali da soddisfare la aspettativa di controllo dei processi dell’intero governo rappresentativo; applicando la matematica alla teoria politica deve avvenire la congiunzione della libertà do ogni singolo individuo col potere del popolo, che – invece – lasciato a sé stesso, la danneggerebbe
· Condorcet non poteva accettare la soluzione di Montesquieu di valorizzare i corpi intermedi (e le loro forme rappresentative), come già aveva detto Sieyes
· poiché la decisione collettiva di maggioranza è maglio che combaci con la verità di ragione e con l’universalità dei diritti di natura, nell’Essai sur la constitution et les fonctions des Assemblées provinciales 1788, si serve di due paradossi, da cui conclude che in situazioni complesse ci si deve affidare alla scienza dei numeri, con scrutini multipli e frazionando l’elettorato in assemblee primarie che fa sintesi delle possibilità paradossistiche di:
- un voto unico trasferibile che produca una graduatoria ordinale (le preferenze devono risultare chiare)
- anche con votazioni comparative per coppie da cui risulti un medio conveniente
· la concezione poliarchica sottesa salvaguardare individui e minoranze dal giogo dell’opinione dominante (influenza di Montesquieu e delle procedere complesse americane); e ciò entrava, ovvio, in contrasto con la concezione giacobina di democrazia diretta, nonostante l’impegno del Projet di coinvolgere pienamente il popolo
· i giacobini disprezzavano l’enciclopedismo e tutte le esperienze costituzionali tentate, viste come mediazioni e compromessi, mentre i girondini intendevano a salvaguardare la pluralité all’interno della majorité
· nell’Essai precedente, Condorcet, a proposito della forma delle elezioni, al di là del paradosso voto unico-comparatistico risolto con scrutini multipli e frazionamento dell’elettorato, parla del criterio maggioritario che deve condurre ad una decisione comune in termini di ragione, come disse Locke; la guarentigia della libertà deve essere trovata nell’affidare le regole del suo funzionamento ad una costituzione, che preveda limiti nel travalicamento dei diritti fondamentali qualunque sia il numero dei voti contro di essi (che in quel caso sarebbero incompetenti)
· l’obiettivo non è più tanto l’improponibile proposta del governo misto,ma si utilizza sovranità popolare/equilibrio dei poteri per dimostrare come la libertà subisca dei danni se non si tiene conto dell’inviolabilità dei diritti umani; il repubblicanesimo dei girondini è inclinato verso una pedagogia politico-sociale, cioè sul terreno della formazione delle nuove generazioni in vista di istituzioni politiche più avanzate
· in Uk l’idea di republica aveva conosciuto una storia importante prima di essere superata e assorbita dal costituzionalismo monarchico d’impronta liberale, sempre rispettabile, ma senza affermare – come qualche scrittore faceva – che ci fosse un parallelismo fra la figura del Presidente Usa-Re e Senato-Lords
· la domanda da porsi era se non fosse opportuno dare maggiore risalto a quello che già Montesquieu aveva scritto nel II libero de l’Esprit circa la virtù in un piccolo territorio, che può mutare e corrompersi: infatti Condorcet in De l’influence de la Révolution d’Amerique dice che la Repubblica tirannica può rivelarsi ben peggiore di una monarchia, ad esempio quando protegge gli interessi di una casta rivoluzionaria
· in seguito tale istanza sarà fatta propria da CONSTANT: come possono i moderni realizzare una repubblica senza cadere negli errori degli antichi? D’altra parte anche Condorcet, matematico francese, aveva chiaramente preso posizione a favore dei moderni
· essendo la teoria costituzionale di Condorcet permeata da una forte componente filosofico-evolutiva, essa si presentava al tempo stesso come teoria dinamica e come teoria aperta:
1) non si deve contrastare il ritmo della storia ma assecondarlo in una prospettiva di progresso, già tracciata dalle scienze
2) diversamente dalla teoria democratica chiusa di Robespierre e Saint-Just, si ammetteva che una buona forma repubblicana di governo che punti all’abolizione della “disuguaglianza delle fortune” porta al pluralismo istituzionale, ad una poliarchia fondata sull’autonomia dei componenti, verticali ed orizzontali, che fanno dello Stato un luogo di libertà anziché di oppressione, una forma a suo modo “mista” di principi che vanno democraticamente a compenetrarsi (non di corpi sociali e politici diversi ed in equilibrio, che tendono a dividere la sovranità)
· guardando verso la libertà di istanze collettive, gruppi, ceti e classi fino ad allora rimasti esclusi o ai margini della storia, intendeva un processo graduale che partisse dall’affermazione del principio della libertà personale sino all’eguaglianza dei diritti politici dopo aver conquistato l’eguaglianza di fronte alla legge (con posizione pro-donne, ripresa nell’800 da Stuart Mill); ma il diritto di contribuire alla formazione delle leggi, in uno Stato popoloso deve essere fatto per rappresentanza, pena essere travolto dall’ignoranza e dalle passioni
· Condorcet non poteva evitare il contrasto violento con la Montagna refrattaria ad attribuire a quello che per la Gironda era un segno di modernità: la mediazione politica rappresentativa, così come vi era attirato Sieyes e lo stesso CONSTANT negli scritti 1796-97: De la force de gouvernment actuelle e Des effets de la Terreur

· Essendo la Rivoluzione in Francia, oltre che un modo radicale di rompere con il passato, al tempo stesso un modo di gettare un ponte verso l’avvenire, soprattutto grazie all’idea che il potere non nasce da virtù taumaturgiche trasmettendosi per vie ereditarie, bensì prende forma da un principio elettivo che ha nel consenso sociale il fondamento di legittimità
· sia che ci si ponesse nella scia repubblicano-democratica di Condorcet o liberale di Constant, il problema principale, dopo Termidoro, era l’elaborazione di una costituzione politica capace non solo di assicurare la libertà, tenendo a bada gli estremismi, ma di accrescerla attraverso un complesso di garanzie

· intorno alla rappresentanza si monta una discussione europea ampia, col contributo particolarmente elevato delle repubbliche giacobine d’Italia: l’Amministrazione generale della Lombardia indice un concorso il 27 settembre 1796 con la domanda “Quale dei governi liberi meglio convenga alla libertà d’Italia?”:la Commissione presieduta da Pietro Verri nota come la maggioranza sceglie la repubblica democratica - di gran lunga preferita anche alle forme miste, e aldilà del problema unitario/federativo dello Stato – con la necessità di essere anche rappresentativa
· di tale repubblica democratica rappresentativa COMPAGNONI disse che gli antichi ebbero un’idea “imperfettissima” nel suo testo Elementi di diritto costituzionale democratico 1797, forma che permetterebbe di evitare dispotici e insurrezionali, permettendo al popolo di rigenerarsi, moralmente ed intellettualmente

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