Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Spawn, Ramayan 3392 AD, 883, Roco, Eyes of the tiger, Skateman, Tnmt, American Trip, Essere John Malkovich, Borat, Dumbo, Innamorato pazzo, Dragon

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Ho letto il numero 100 di Spawn, fumetto americano dai toni “diabolici”: numero conclusivo che apre al vero Spawn quello del dopo-100, altrettento diabolico: sconsigliato a chi non ama mostri, stranezze e un po’ di sangue. Poi il bellissimo, ma anche costoso, Ramayan 3392 AD, civiltà indiana (nel senso proprio di India), ambientata in un futuro non tanto prossimo, fatto di saggi, battaglie, mostri; con disegni dallo stile di alta qualità.
Intanto per radio passano la nuova degli 883, carina, “Sei fantastica” – sdolcinato Pezzali -; diciamo non proprio come Roco, cantante perugino che canta in perugino!, il Roco de “L’altra istete”, “La caccia”, o “I brugni”, ma nemmeno come il fantastico e celeberrimo “Eyes of the tiger” (la colonna sonora di Rocky), o il dancesco “The skateman”.

Al cinema: mi son visto Tnmt, il nuovo (2007) film delle Tartarughe ninja 4 (in un mondo dove Shredrher è morto), peccato che sia un cartone animato computerizzato, altrimenti i personaggi rendono bene, così come l’azione, o la saggezza di Splinter, vestito con lo stesso abbigliamento della miniatura bandai di Nettuno, il Re dei mari dei Cavalieri dello Zodiaco. Meglio un divertentissimo American Trip, “viaggio notturno” al White Castle, da vedere! (ringrazio il Bruni per il consiglio) O il fuori dagli schemi Essere John Malkovich, anch’esso superbamente realizzato! (ringrazio il Cisky per il consiglio). Insieme ad un Borat che mette a nudo la mentalità del Kazakistan, o meglio la mentalità occidentalocentrica rapportata alle altre culture. Per un po’ di memoria storico-filmica mi son rivisto – udite ed udite – il commovente Dumbo, il simpatico Innamorato Pazzo, lo spiritualizante Dragon.

“...questo giardino dell'Italia centrale irrigato da vivaci corsi d'acqua, cosparso di olivi e di verdeggianti colline. Tutto vi è sereno ed aggraziato; persino il dialetto degli abitanti pieno di melodia. Non davvero strano che la pittura umbra così gradevolmente viva ed ideale abbia avuto nella natura la sua fonte precipua...”

Ferdinand Gregorovius
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