Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Il Filebo di Platone e il discorso sulla mescolanza

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Per leggere Platone, consiglio la migliore raccolta che c'è: quella di Giovanni Reale, che trovate qui.

Nel Filebo Socrate, nella ricerca del Bene e deolla felicità ("mettere in luce un certo stato e una certa disposizione dell'anima che sia in grado di rendere felice la via a tutti gli uomini"), fa un discorso sulla mescolanza.
Egli traccia una gerarchia di "cose", che siano più affini al Bene, che è la seguente:
1) Misura
2) proporzione/Bellezza
3) Intelligenza
4) Scienza/opinione giusta
5) Piacere

Il discorso parte con la comparazione tra intelligenza e piacere, e si arriva a dire che l'Intelligenza è superiore, ma soprattutto che non possono essere considerati, per essere compresi, come in totale indipendenza l'uno dall'altro ("se si hanno solo piacere, non si avrebbe memoria per ricordarsene; con la sola intelligenza non si avrebbe alcun tipo di piacere").

Si dice anche però che la via del pensiero e dell'intelligenza è "la più divina": ci allontana dai piaceri e dai dolori che ci può dare un cambiamento di stato (la corruzione è dolore, e la reintegrazione allo stato originario è piacere, dice Socrate) dandoci "insensibilità".
Quando anima e corpo si vengono a trovare in una comune disposizione, si ha un movimento chiamato "sensazione".
E la memoria è la salvezza dalla sensazione: quando l'anima afferra quanto può su di sè senza il corpo, essa ha un ricordo; tale ricordo è tanto più vero quanto il vuoto che si colma è riempito da vero Desiderio, perchè ogni impulso e desiderio è proprio dell'anima
Allo stesso tempo, quindi, "se il corpo non è messo in agitazione/tensione ... nè il piacere nè il dolore avrebbero mai origine".
Il discorso sulla mescolanza inizia da qui.

C'è da intendersi sui termini.
Che cos'è l'Intelligenza-Mente? Che cos'è il Piacere-passioni?
L'Uno di manifesta nella moltitudine, in svariate forme e gradi, e quindi si può considerare:
- l'Unità come Unità
- l'Unità come entità diversa da sè stessa
- l'Unità come moltitudine

e come tale si manifesta l'infinitezza dell'Unità e la sua struttura, che è una struttura numerica.
Non si può procedere dall'Unità all'infinitezza, o il contrario - se la scala si scende e si sale ("come dicono i saggi: tutto scorre dall'alto in basso e viceversa") - dimenticandosi ciò che sta in mezzo.
Per questo Dio ha indicato:
1) l'infinito
2) il suo confine (la finitezza)
3) la commistione tra questi due
4) la causa
La mescolanza riguarda 3), perchè è un insieme di elementi (infiniti, con un limite) che sono generati da una causa.
E ogni corpo è a sua voltà una unità che può generare una moltitudine: "osservando che tutti quegli elementi di cui si è appena detto sono mescolati in una unità, non li chiamammo con il nome di corpo?", "il nostro corpo si nutre interamente da quel corpo/cosmo" tanto per rispondere alla domanda sul fuoco.
La Mente è ordinatrice ed è causa di tutto, quindi riguarda 4)

Dalla mescolanza si può intendere la purezza (ad esempio "i piaceri che derivano dall'apprendimento non si mischiano con i dolori e non sono affatto di molti uomini"), anche se "non vi è mente nè scienza che sia in grado di possedere intorno a queste cose il massimo grado della verità".
Infatti ogni Bene è duplice:
a) completo
b) incompleto, che è proprio di ciò che è generato, di ciò che non basta a sè stesso.
Maggior Bene sarà all'interno di ciò che è mescolato bene, ed è proprio da questa mescolanza che bisogna partire, perchè tanto non saremmo in grado di capire la purezza.
Questa giusta mescolanza sta nella giusta misura, ed in definita nella giusta combinazione dei 5 elementi (1) Misura 2) proporzione/Bellezza 3) Intelligenza 4) Scienza/opinione giusta 5) Piacere).
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