Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Commenti a "La fede cristiana oggi" di Alain De Benoist

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Se i grandi sistemi ideologici moderni profani sono trasposizioni "decadute" dei grandi sistemi religiosi, significa che questi grandi sistemi prima erano riconosciuti come tali, nel dominio exoterico, connaturato alla società civile, e prima ancora nel dominio esoterico.

Oggi si pensa che la determinazione verso il futuro, e il guardare al futuro, sia progresso (e può essere, ma solo in senso materiale) ed evoluzione: in realtà predomina l'involuzione, per via del distacco con la Tradizione.

L'autonomia, il tanto spiattellato darsi-leggi-da-sè, perchè "una testa, un voto" è democratico, fa dimenticare che la Legge viene dall'alto, poichè il basso è incompetente all'autonormazione. Così, la collettività, pensando di essere autonoma, è sempre più subordinata a qualcuno profanamente più in alto di lei, senza saperlo; e senza sapere che è la Tradizione da dover ricercare e non un'utopica autorità democratica.

La relatività e le "opinioni individuali", essendo incapaci di occuparsi del Tutto, o della società civile nel suo intero, si specializzano e finiscono per forza di cose a guardare a parti relative, sempre più piccole e materiali.

Non esiste più disciplina, e chi cerca la spiritualità lo fa per moda o per un benessere interiore: "l'identificazione di quaggiù piuttosto che la credenza nell'aldilà". Lo stesso ordine che le Chiese impongono (rimanendo in ambito Occidentale, visto che in ambito orientale e medio-orientale in parte può essere diverso) è un'adattamento della Chiesa stessa che ne annulla il carattere, che viene trattato con indifferenza.

L'ultima analisi è che gli individui dietro un'apparente ricerca dell'individualità, abbiano paura della solitudine.
E quindi, facendo finta di autonormarsi, si sostengono l'un l'altro con mezzi effimeri.

L'autore del testo individua negli anni '60 una rottura fra eteronomia e autonomia.
Senz'altro nel piano civile, sociale, culturale (visti anche i relativi accadimenti avvenuti e le varie "emancipazioni") ciò è vero, in quanto la regolazione della vita civile post-guerra - vuoi anche per uno sviluppo sempre più crescente e veloce del sistema economico e delle comunicazioni, della tecnologia e dei rapporti a rete - ha fatto sì che si corresse verso quella individualizzazione specificata più avanti.
In quegli anni c'è quindi senz'altro un'accelerazione rispetto agli anni precedenti, dove, in tutto il mondo, il sistema agricolo predominava, ma che è stato sostituito rapidamente.
"Cancellazione" forse è troppo forte, poichè in genere, e per quanto veloci, i processi non sono repentini, però è vero che tale "cultura religiosa" è progressivamente "cambiata".
Se si guarda però più in profondità, e anche a quello che la cultura religiosa avrebbe potuto rappresentare sia dal puntdi vista esoterico che exoterico (il collegamento con la Tradizione), tale rottura è avvenuta molto prima, sin dal Rinascimento, e non tanto perchè lo dice Guenon, bensì per il progressivo affermarsi di una razionalità illuminista che ha deviato e destrutturato la concezione dell'"Uomo al centro del mondo" rinascimentale.

“Un tempo la Chiesa canalizzava la credenza, oggi non è raro che le faccia da ostacolo”.
L'individualizzazione faccia di ogni cosa un'opinione. In parte può essere colpa della Chiesa, ma la gran parte è di coloro che la Chiesa dovrebbero farla: se non c'è più fede vera, e ognuno è libero di credere a quel che vuole, è ovvio che la si vede come un ostacolo. A maggior ragione se questo ostacolo è dogmatizzato, e, nei rami profani e economici, influenzante pesantemente il mondo materiale.
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