Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

Il Quadrato Magico

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Il quadrato magico esprime uno scenario di certezze, conseguenti l’inevitabilità della somma costante, elemento rassicurante, del quale non si indagano le ragioni intime, immaginandosi che fosse dotato di virtù particolari per cui, inciso su piastrine d’argento e d’oro, veniva utilizzato come rimedio per diversi malanni, dalla peste al mal d’amore.
Il quadrato magico era già noto sin dal IV secolo a.C. in Cina, dove era denominato Lo Shu. Secondo una antica leggenda, un pescatore aveva trovato, lungo le rive del fiume Lo, un affluente del fiume Giallo, una tartaruga che recava incisi sul suo guscio degli strani segni geometrici. Il pescatore portò la tartaruga all’imperatore e i matematici di corte scoprirono un quadrato di numeri con somma costante 15 su ogni riga, colonna o diagonale. Sempre in Cina vennero elborati quadrati sino all’ordine 10, oltre a cerchi e quadrati magici non perfetti. Anche in Mesopotamia ed in Egitto si diffuse l’interesse per questo genere di enigma.
In Europa la pratica dei numeri magici giunse piuttosto tardi, quando lo studioso bizantino Manuel Moschopoulos (1265-1316) scrisse un trattato su di essi.. in seguito il matematico Cornelio Agrippa (1486-1535) li definì “tavole sacer dei pianet e dotate di grandi virtù, poiché rappresentano la ragione divina, o forma dei numeri celesti”, inaugurando una lunga tradizione di speculazioni esoteriche a sfondo dichiaratamente magico misterico.
Atmosfera che pervade l’incisione di Albrect Durer “Melanconia” (1514) nella quale alle spalle dell’angelo assorto in profondi calcoli mentali, si socrge un quadrato magico a somma 34, a corredo di un ambiente cosparso di strumenti eed oggetti carichi di allusività magiche, la bilancia, la clessidra, il compasso, la pialla, la sega, ed illuminato da una innaturale esplosine di luce solare al di sopra di uno specchio di mare, immobile, quasi assente dalla narrazione del contesto.
Mentre nello sguardo pensoso e assente dell’angelo sembra riflettersi la triste consapevolezza della perenne infinità del sapere, della irraggiungibilità di ogni conclusione definitiva.
Tutta la serotina atmosfera esprime la fisiologia degli umori e la costellazione dell’universo saturnino. Ma il discorso enigmatico si amplia ad altri sistemi segnici di natura esoterica, come i mandàla, gli esagrammi I Ching, i testi reattivi, le catene biochimiche genetiche, tutta una serie di percorsi nei quali trovano espressione le istanze di ipotesi causalistiche combinatorie tendenti a rendere risposte sempre più certe e sicure.

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