Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

mercatini, patate&bambù, galline al vapore, Yu Yuan, Shanghai river, centri commerciali, carte, biliardo

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Sono le 8.30 di mattina e ancora non sono andato a letto. Ieri ho dormito comunque fino alle 14.30. I cinesi adulti e vecchio hanno spesso la consuetudine schifosissima di sputare per terra, sempre (dicono per il fumo delle sigarette…), e talvolta di smoccicarsi a mani nude in strada. Ho visto farlo anche alle donne e a qualche ragazzo.
Fa un po' ribrezzo, soprattutto se poi si mettono a cucinare nella miriade di bancarelle per strada. Comunque oggi, a partire dalle tre sono andato con Giulietta al bellissimo Yu Yuan, ricco di festoni (anche in preparazione del Capodanno il 6 febbraio: entra l'anno del Topo e sarà lasciato quello del Maiale), templi, negozietti. Prima di arrivarvici, siamo passati per un tipico mercatino "rionale": un ammasso di negozi e bancarelle distribuiti per strada. Non solo c'è un casino enorme, come la mattina sulla metro (specie alla stazione snodo di People's Square), ma i cinesi hanno de brutti vizi: 1) chi guida non lascia passare assolutamente i pedoni, nemmeno sulle strisce; è cura del pedone non farsi prendere sotto 2) chi va a piedi o in bicicletta non si guarda mai intorno e fa come se non ci fosse nessuno in un'area di 5 metri; dunque se uno ha un'asta in mano (o una bicicletta, o qualunque altra cosa) e si gira, è cura dell'altro pedone non beccarsi la botta e schivare l'eventuale oggetto estraneo). Ad ogni modo, la bellezza del mercato in strada ha un fascino tutto particolare: vedi vendere qualsiasi cosa a basso prezzo, vedi cuocere qualsiasi cosa, ti fanno le offerte più impensabili, fanno in tutti i modi per attirare la tua attenzione. Mi sono fermato per comprare due cibi cinesi tipici: la patata rossa dolce cotta sul fuoco, e una spiga (il tutto per 6 yuan, 60 centesimi, con sconto di 1 yuan, ma comunque prezzo da "turista": ad un cinese sarebbe costato forse la metà). Deliziosi entrambi. Ti vedi persone che trainano carretti da tutte le parti, moto attrezzate a mò di scooteroni e comprensivi di cabina fatta a mano, veri e propri mercati di frutta e di carne. E poi, c'è anche chi cuoce il pollo in mezzo alla strada: un venditore, accovacciato con 10 galline, ne infilava su richiesta del compratore una viva in una pentola di acqua bollente, senza stordirla o sgozzarla, semplicemente moriva ustionata e poi venduta. Ho provato a fargli una foto da vicino, si è incazzato e mi ha cacciato. Allora, l'ho preso alle spalle (nelle foto si vede, quello accovacciato, giacchetto marrone, berretto blu e una gallina davanti). Poi c'è gente gentilissima: un tizio, mentre vedeva che mangiavo la patata, mi ha detto in cinese di provare anche il bambù, e mi ha porto un pezzo del suo, gratuitamente; per mangiare il bambù, devi metterlo in bocca e succhiare, né uscirà del liquido dolcissimo e poi ciò che rimane va sputato (per terra ovviamente, non esistono cestini – o quasi). Il bambù è una canna alta 2-2,5 metri, che chi vende te la taglia a pezzi in corrispondenza delle giunture, ognuno dei quali costa circa 12 yuan (se non sbaglio, non l'ho comprato). Dicevo, finito il mercatino, siamo andati a Yu Yuan, dove tutto è più caro perché è un'area turistica, assediato di tempietti e di negozietti; nell'area centrale ci sono case a mò di tempio addobbate, di solito con addobbi porta fortuna (il pavone, il drago, il vecchio con la barba bianca per lunga vita o quello con la barba nera per un buon lavoro). Al di là del turismo (lo si capisce anche dalla presenza dello Starbucks Coffee), uomini immersi nel lago stavano preparando i festoni per il Capodanno, proprio al di sotto del percorso "della lunga vita": un sentiero a zig zag formato da 9 segmenti e coronato da mattonelle con fiori e archetti. Alla fine del percorso i soliti negozietti con cibo: da provare assolutamente la frutta caramellata (50 centesimi), e una specie di ravioli al vapore con gamberi (2,6 euro a testa, un po' caro rispetto alla media). All'interno di un ristorantino abbiamo anche trovato al tavolo con noi due lesbiche: il lesbismo non è praticato ampiamente in Cina, anche se i cinesi lo distinguono in due modi, il primo di tipo "P" (donna sensuale) il secondo di tipo "T" (donna-maschio). All'imbrunire, poi, queste case-tempietto hanno tutte acceso le luci, e lo spettacolo è stato impressionante.


Alla fine del giro, si passava per un altro mercatino, questa volta ancora più caotico: in Cina, soprattutto non al centro, uno si deve mettere in testa di avere costantemente al proprio fianco u odore che l'accompagna, quello di cibo cinese (che sia di unto, di fritto, di ravioli, o di pollo); nonostante questo, e avendo appurato che i cinesi mangiano tantissimo, anche 7 volte al giorno, la cucina cinese non è assolutamente carica: per lo più tutto è mitigato da zuppe, verdure o cibi cotti al vapore, e anche il fritto è un fritto leggerissimo.


Alla fine di tal secondo mercatino, si approdava ad una parte sempre turistica: quella lungo il fiume. Da un lato della strada, tutte banche, di qualsiasi nazionalità (anche il Banco di Siena!), dall'altro il fiume costeggiato a vista nell'altra sponda da una Shanghai notturna illuminata a giorno, tant'è che ci sono decine e decine di barche e traghetti che per 10 yuan (1 euro) ti fanno fare su e giù per il fiume in un'atmosfera romantica. Anche se non di può sfuggire, in questo contesto, alla palla al piede dei fotografi, che sempre per 10 yuan, ti cercano di immortalare nella tua posa migliore in questo panorama ultra-moderno. Alla fine della via una gelateria italiana: Amorino.
Tornando verso Ningjin Road (letteralmente: "la strada a piedi", chiusa al traffico), ci siamo fermati (anche per riscaldarci, oggi era 1 grado) all'interno di due mega centri commerciali a 9-10 piani l'uno, dove si poteva trovare di tutto, grandi marche a grandi prezzi. Passati a casa, io e Giulietta, dopo un sorso di Baileys, siamo ri-usciti per andare a mezzo taxi in un bar con 2 suoi amici, uno dei quali skateboardista come lei e che era ritornato dopo due anni da Londra; in tal bar per 18 yuan (1,80 euro) potevi: bere quanto ti pareva ciò che volevi fino alle 4 di notte, e giocare a carte (da ramino) (tra l'altro ho imparato due giochi nuovi). Verso le 3 siamo poi andati, noi quattro, ad una vicina sala da biliardo, dove abbiamo giocato sino alle 6.30 sempre per 18 yuan a testa. E eccomi qua… pronto ad andare a letto! Tra un'email e l'altra sono già le 9.30.

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