Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

La libertà di associazione – Amy Gutmann

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· Toqueville osservava che gli americani formano sempre delle associazioni, che sono di molti tipi e fanno tutte una significativa differenza nella vita della democrazia americana.
· Tuttavia, il valore e i limiti della libera associazione negli Stati Uniti non hanno ricevuto l’attenzione che meritano: la libertà di parola, per esempio, ha ricevuto dai filosofi morali e politici più attenzione della libertà di associazione

· Questo può sembrare un paradosso, in quanto l’associazione organizzata è sempre più essenziale per un uso effettivo della libertà di parola negli Stati Uniti; senza entrare in un’associazione che può esprimere i nostri punti di vista e i nostri valori, noi abbiamo una facoltà molto limitata di essere ascoltati da molte altre persone o di influenzare il processo politico, a meno che non siamo ricchi e famosi
· La libertà di associazione è necessaria per creare e mantenere relazioni intime di amore e di amicizia; inoltre, è sempre più importante come mezzo per impegnarsi in carità, commercio, industria, istruzione, salute, vita residenziale, religione, vita professionale, musica, arte, divertimento e sport
· Non tutti questi scopi che un’associazione può avere, sono valutati allo stesso modo dagli individui, o sono ugualmente importanti per il benessere di una democrazia, ma tutti sono stimati e preziosi: infatti, associandoci con un altro, ci impegniamo nel cameratismo, nella cooperazione, nel dialogo, nella riflessione, nella creatività, e nei vari tipi di auto-espressione e di sacrificio che sono possibili solo associandoci
· Per apprezzare il pieno valore della libertà di associazione, dobbiamo guardare oltre gli scopi espliciti che le associazioni specifiche servono. Ad esempio, lo scopo primario ed esplicito della maggior parte delle congregazioni religiose è spirituale, ma molte congregazioni negli Stati Uniti servono anche per importanti scopi civili e politici, che non violano il divieto costituzionale sull’istituzione della religione
· Il primo scopo di un’associazione non esaurisce il suo valore, sia per gli individui che per le democrazie liberali (es. congregazione ebraica presso Monroe, NY)
· Lo scienziato politico ROBERT PUTNAM ha rilevato che sempre meno americani aderiscono ad associazioni tradizionali, come le chiese o le sinagoghe, i sindacati e i gruppi civici, le ssociazioni genitori-insegnanti e persino leghe di bowling, mentre sempre più persone hanno partecipato a gruppi di auto-aiuto, sette religiose radicali e altre associazioni tradizionalmente meno importanti (associazioni secondarie)
· Tutti i tipi della vita associativa sono degni di incoraggiamento in una democrazia liberale? Le associazioni secondarie sono considerate una sorta di “spazio civico”; ma l’etichetta “civico” non ha necessariamente un contenuto morale positivo, quando è applicato a particolari associazioni secondarie (es. Ku Klux Klan), ma solo quando è riferito a reti di impegno civico che promuovono la reciprocità generalizzata e la fiducia sociale
· Tra i suoi membri, il Ku Klux Klan potrebbe coltivare solidarietà e fiducia, ridurre gli incentivi all’opportunismo, e sviluppare alcuni “Io” in “noi”; ma la solidarietà e la fiducia, i limiti sull’opportunismo e i “noi” non possono essere considerati come promotori di “robuste norme direciprocità generalizzata”. Al contrario, le premesse associative di questi legami solidali sono odio,degradazione e denigrazione di poveri cittadini. In contrasto ai contributi positivi che molteassociazioni civiche offrono per mettere in pratica un principio morale di reciprocità, il KKK rappresenta l’indebolimento della reciprocità, incoraggia la diffidenza sociale, aumenta i privilegi aicittadini bianchi, in modo che si possono approfittare dei cittadini neri, e appoggia un senso esclusivamente razziale di “Io” tra i partecipanti. Quindi, sebbene il KKK sia un’associazione civica, i suoi scopi minano più che promuovere la reciprocità in una variegata cittadinanza
· I governi democratici liberali dovrebbero distinguere nella loro politica tra associazioni chediscriminano a livello razziale e altre che non lo fanno
· Nella sent. Bob Jones University vs. USA, la Corte Suprema sostenne giustamente il rifiuto del Dipartimento delle Imposte di esentare dalle tasse la Bob Jones University, per il fatto che Bob Jones praticava discriminazione razziale e per ciò non venne più considerata un’istituzione caritatevole, anche se la sia politica discriminatoria (di proibire incontri interrazziali tra i suoistudenti) era basata su un sincero credo religioso. Tale sentenza legittima il fatto che una democrazia costituzionale può favorire associazioni che promuovono la reciprocità nella forma diin discriminazione razziale rispetto a quelle che non lo fanno. Il governo può negare l’esenzione dalle tasse a quelle associazioni secondarie che discriminano in base alla razza
· Se Bob Jones fosse stata una università laica, il caso sarebbe stato più unilateralmente orientato a negare l’esenzione dalle tasse. Infatti, un’università laica non avrebbe avuto un diritto costituzionale così forte come il libero esercizio della religione, da mettere davanti all’interesse del governo divincere la discriminazione razziale nelle istituzioni
· Se Bob Jones fosse stata non una università ma una chiesa, e che tale chiesa avrebbe reclamato il diritto di vietare ai suoi fedeli incontri con razze diverse. Le rivendicazioni di una chiesa di BobJones, con una politica religiosa basata sul divieto di incontro dei suoi fedeli con diverse razze, sarebbero state significativamente più forti, in relazione alla rivendicazione dello Stato nel combattere la discriminazione razziale, di quanto non lo fossero le rivendicazioni simili della Università di Bob Jones
· Le democrazie liberali dipendono legittimamente dalle università perprocurare una serie di opportunità di istruzione, nel modo in cui non accade (e non dovrebbe accadere) con le chiese, perché lo scopo primario i queste ultime è spirituale, non istruttivo o economico. Le pretese dello Stato sono perciò molto più forti nei confronti delle università che neiconfronti delle chiese.
· Infine, se fosse stata una chiesa di Bob Jones che discrimina sul piano razziale, assumendo il suo staff, che adempie a tutte le funzioni laiche della chiesa (come il mantenimento dell’edificio o il pagamento dei conti), allora i motivi del governo per il controllo possono ancora una volta diventare importantissimi e in grado di non tener conto del diritto di libertà di associazione. Nel suo ruolo di impiegato di un ufficio, una chiesa contribuisce direttamente al sistema dell’opportunità economica e lo fa in un modo che può essere sufficientemente lontane dalle sue missioni religiose, che lo Stato può legittimamente considerare un interesse fondamentale per rafforzare il principio di nondiscriminazione razziale
· KENT GREENAWALT conclude che ciò che dà alle chiese pretese di libertà di associazione dall’interferenza statale maggiori di quelle di altre associazioni, non è il loro minore impatto sulle opportunità basilari degli individui, ma piuttosto, è la pretesa più grande delle chiese di libertà dalle interferenze statali basata sui suoi scopi trascendentali o spirituali; più la politica discriminatoriadella chiesa è vicina al “cuore” delle pratiche spirituali interne, più sono forti le sue richieste di noninterferenza, basate sui suoi scopi associativi dichiaratamente religiosi (o almeno spirituali)
· Tuttavia, quando una chiesa si impegna nell’istruzione laica e nelle attività economiche, che possono entrambe essere separate dalle sue attività spirituali, le sue pretese di discriminazione inquelle attività laiche e i dettami del suo sistema di valori si indeboliscono. Molte delle questioni più importanti sotto il profilo morale ed intellettuale, che riguardano l’estensione e i limiti dell’associazione libera, sorgono quando un’associazione laica con apprezzabili scopi sociali attua politiche di partecipazione restrittive obiettabili nella prospettiva diuna democrazia costituzionale
· Il significativo caso della Corte Suprema nella sent. Roberts vs. United States/Jaycees 1984, presenta proprio questo problema. Prima di tale sentenza, la Camera Minore del Commercio, comunemente conosciuta come Jaycees, secondo il suo statuto non permetteva alle donne di diventare pieni membri. Nei primi anni ’80, il Dipartimento per i Diritti Umani del Minnesota invocò la legge dei Diritti Umani del Minnesota a supporto della decisione presa dai Jaycees di St.Paul e di Minneapolis, di ammettere le donne come membri associati (come da statuto). Tale legge stabilisce che è «…una pratica ingiustamente discriminatoria…negare ad ogni persona il pieno e uguale godimento di beni, servizi, agevolazioni, privilegi, vantaggi esistemazioni per pubblici alloggi a causa della razza, del colore, del credo, della religione,dell’invalidità, della nazionalità di origine e del sesso»
· Scrivendo per una corte unanime, il Giudice Brennan distingue tra associazioni segrete ed associazioni non segrete, e argomenta che le prime hanno bisogno di essere trattate separatamente dalle altre. Tuttavia entrambi i giudici, Brennen e O’Connor, sono d’accordo sul fatto che i diritti delle associazioni segrete sono irrilevanti per il caso in questione. Se i Jaycees fossero stati come un gruppo di lettura tra amici, allora la sua pretesa di limitare l’appartenenza ai soli uomini sarebbe stata convincente. Ma i Jaycees non rispecchiano nessuno dei criteri che secondo la Corte caratterizzano un’associazione segreta: non è realmente piccola; non utilizza un alto grado di selettività nella scelta dei suoi membri; non richiede l’isolamento da altri negli aspetti critici del rapporto; l’affinità non è essenziale allo scopo
· Qual è la base costituzionale della distinzione tra associazioni segrete (le cui pretese/scopi dilibertà dalle interferenze esterne non sono seconde a nessuno) e le associazioni non segrete?- I Emendamento: protegge il libero esercizio di religione, di parola e il diritto della gente di associarsi pacificamente e il diritto al ricorso al governo per ottenere giustizia. La protezione del I Emendamento non si applica in nessun modo particolare alle associazioni segrete, ma piuttosto alle associazioni religiose ed espressive, quelle che sono strumentali per permettere al cittadino di esercitare i loro diritti di libertà religiosa, d’espressione, di associazione e di presentare ricorso contro il governo criticarlo.
[Il Congresso non potrà fare alcuna legge che stabilisca una religione di Stato o che proibisca il libero esercizio di una religione; o che limiti la libertà di parola o di stampa; o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente, e di rivolgere petizioni al governo per la riparazione di torti.]
XIV Emendamento 1868: è stato interpretato con lo scopo di provvedere alla protezione di una “zona di privacy” per l’associazione segreta, in virtù dell’andamento del suo articolo che proibisce di privare ogni persona 1) della vita, 2) della libertà o 3) della proprietà senza un dovuto processo. Nessuna di queste protezioni equivale all’assoluta libertà da interferenze statali per le associazioni segrete, espressive o religiose. Ma ognuna punta a un tipogenerale di associazione che garantisca una speciale protezione costituzionale in virtù della sua caratteristica primaria (segreta o religiosa) o dei suoi scopi primari (la liberaespressione) che non è valida per tutti i tipi di associazione.
[Sec. 1 – Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione, sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Nessuno Stato farà o metterà in esecuzione una qualsiasi legge che limiti i privilegi o le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; né potrà qualsiasi Stato privare qualsiasi persona della vita, della libertà o della proprietà senza un processo nelle dovute forme di legge [due process of law]; né negare a qualsiasi persona sotto la sua giurisdizione l'eguale protezione delle leggi.]
· All’estremo opposto rispetto alle associazioni segrete o “primarie” di famiglie e amici, ci sono le associazioni “terziarie”, che sono distanti dai loro membri nelle loro azioni quotidiane, comead esempio organizzazioni centralizzate che fanno lobby come l’associazione americana dei pensionati (AARP), l’organizzazione nazionale per le donne (NOW) o le organizzazioni centralizzate benefiche come Amnesty International e Oxfam. Le associazioni terziarie raggiungono i loro scopi senza coinvolgere molti dei loro membri in attività associative regolari
· Tra le associazioni “primarie” e “terziarie” ci sono le associazioni “secondarie”, come Jaycees, le cui funzioni principali richiedono di riunire i membri in sedi locali per incontri regolari e attività cooperative. Non è quindi la grandezza o l’importanza dell’associazione ma la centralità e il limite dell’attività di cooperazione tra i membri, ciò che distingue le associazioni secondarie come Jaycees dalle associazioni terziarie come l’AARP e Amnesty International
· Fino a che gli individui apprezzano la libertà d’associazione in una democrazia liberale, noi siamo liberi di formare associazioni secondarie e di uscirne, ma non di entrare a piacere in ogni associazione di nostra scelta
· Infatti, la libertà di associazione implica necessariamente la libertà di escludere e perciò limita la nostra libertà di accesso. Se io posso entrare in ogni associazione di mia scelta, allora tu non hai riconosciuta la libertà di non associarti con me. Una richiesta di libero accesso minerebbe il valore di molte associazioni secondarie e distruggerebbe ogni senso della libertà di associazione. La libertà di associazione presuppone chiaramente la libertà di non associarsi
· Non esiste una presunzione in favore di un diritto di escludere o una presunzione in favore del diritto di non essere discriminati senza porsi questa domanda: quale parte ha ragione in casi di conflitto tra i valori della libera associazione e quelli della non discriminazione? Nella sentenza“Roberts” il giudice Brennan riconosce, in termini costituzionali, che in questo caso l’importante interesse di assicurare la non discriminazione per le donne, giustifica l’intrusione statale nella struttura dei Jaycees. Quando lo scopo primario di un’associazione è l’espressione di un punto di vista – religioso o laico – allora la sua libertà di selezionare i membri può essere strettamente collegata con i suoi scopi espressivi e quindi risultare essenziale per i suoi stessi membri, nell’esercizio della libera espressione attraverso l’associazione. Ogni significativo diritto di libera espressione deve proteggere le associazioni il cui scopo primario è esprimersi al di fuori della interferenza politica nelle loro politiche di accettazione di nuovi membri, per quanto questa interferenza siadirettamente correlata ai suoi scopi espressivi. Regolare la partecipazione di un’associazione espressiva contro questi scopi è come dire che i membri dell’associazione cambiano la loro espressione, che è equivalente a bandire le associazioni espressive
· Sebbene molte associazioni secondarie siano soprattutto espressive, molte non lo sono. Jaycees non è primariamente espressiva ma è di natura commerciale, nonostante il sostegno di cause politiche e pubbliche sia una parte non trascurabile di ciò che questa associazione fa. Per questo motivo non poteva discriminare all’accesso
· Sia la libertà di associazione che la non-discriminazione sono entrambi significativi valori civici per una democrazia liberale, e neanche la conclusione (se intervenire o no) può essere giustificata come presunzione (a favore o contro l’intervento). Critici e difensori della Corte nella sentenza “Roberts” sono concordi nel dire che lo scopoprimario di Jaycees è la preparazione alla leadership nel business e nel commercio. «Lo Stato del Minnesota», conclude il giudice O’Connor, «ha un legittimo interesse nell’assicurare l’accesso indiscriminato all’opportunità economica presentata dai membri di Jaycees»
· L’argomentazione centrale del saggio di ROSEMBLUM sostiene che una democrazia liberale non dovrebbe insistere sulla congruenza tra i suoi principi di non-discriminazione e le politiche che governano la vita interna di tutte le associazioni secondarie. Anche se le chiese, le confraternite, i country club, e varie altre associazioni che discriminano a livello razziale o sessuale sbagliano moralmente nel farlo, possiamo coerentemente difendere il loro diritto costituzionale di discriminare se (e solo se) non interferiscono così con le libertà di base o con le opportunità di ognuno
· l termine “libertà di associazione” non appare nella Costituzione degli Stati Uniti, e quest’ultima non si presta prontamente ad una difesa di un diritto generale di libertà di associazione. Eppure la libertà di associazione, opportunamente qualificata, è sicuramente una parte essenziale della libertà individuale. Scegliere la compagnia di una persona fa parte del vivere come uno vuole; vivere come uno vuole (a patto che uno non leda i diritti vitali di altri) è ciò che significa essere liberi
· La libertà di associazione assomiglia alla libertà di parola inquesto senso. Parlare con franchezza è parte del vivere come uno vuole; vivere come uno vuole (a patto che uno non leda i diritti vitali di altri) è ciò che significa essere liberi. La libertà di associazione può essere limitata per lo stesso tipo di ragioni della libertà di parola: può entrare in conflitto con altri diritti vital
· Non tutti i tipi di associazione sono necessari per essere una persona libera, lasciata sola di vivere una buona vita. Come affermano concordi i critici e i difensori della sentenza “Roberts”, specifici diritti della libera associazione sono impliciti nel I e nel XIV Emendamento
· La vitalità e la vivacità della democrazia liberale dipende, in molti casi importanti dal punto di vista morale, dalle attività associative dei suoi cittadini. Privati delle attività associative, gli Stati Uniti sarebbero invivibili sia per la maggior parte degli individui che per la democrazia liberale
· Tra quei valori che si pensa siano in pericolo a causa del declino nella vita associativa sono lo sviluppo economico, la sicurezza fisica dei cittadini, l’efficiente ed effettiva prestazione del governo, l’abilità dei cittadini di supportarsi senza una necessaria assistenza pubblica, la buona volontà dei cittadini di aiutare coloro che sono in difficoltà o di supportare un governo che aiuta quelli in difficoltà, e persino la stabilità della democrazia liberale stessa
· Un governo che è costituzionalmente dedicato a principi democratici liberali, ha un forte interesse nel supportare un vasto assortimento di attività associative tra i suoi cittadini. Ma ha anche un forte interesse nel regolare le associazioni così che queste supportano una forma democratica liberale di governo e politiche pubbliche che sono coerenti con i principi democratici liberali
· Sebbene molte attività associative in America siano chiaramente edirettamente sostenitrici della democrazia liberale, altre non lo sono così chiaramente e direttamente, e altra ancora sono completamente ostili e potenzialmente distruttive. Indirizzare il valore civico delle associazioni secondarie richiede una risposta a molte domande sostanzialmente diverse sulla relazione tra libertà associativa e democrazia liberale:
1. la “stabilità” del governo democratico liberale dipende dall’appartenenza dei cittadini alle associazioni secondarie che esprimono, insegnano o istituiscono internamente i valoridemocratici e liberali?
2. fino a che punto i principi democratici liberali legano moralmente i cittadini nelle loroassociazioni civiche e, più generalmente, nella loro vita quotidiana?
· Gli Stati Uniti hanno storicamente esonerato piccoli gruppi radicalmente separatisti da questa richiesta di aderenza ai principi democratici liberali; per esempio, gli Amish sono stati esonerati dalla richiesta statale dell’istruzione superiore per i loro figli. Questa esenzione è l’eccezione checonferma la regola, precisamente perché gli Amish sono così insoliti, isolati, e non partecipano allavita politica degli Stati Uniti, e perciò in questo senso sono marginali alla vita di una democrazia liberale
· Il caso della Corte Suprema sent. Winsconsin v. Yader, che conferma questa esenzione, è stata raramente usata come un precedente, perché la base esplicita per l’esenzione è un insieme di caratteristiche altamente insolite degli Amish. Nessun significativo gruppo sociale o attività civica è moralmente esente da principi democratici liberali, anche se alcuni gruppi – minoranze nazionali che si costituiscono come società separatedentro una società – hanno legittime pretese nei confronti del loro governo, piuttosto che essereregolate dal governo territoriale più ampio
· Tuttavia, il diritto di auto-governo non esonera una minoranza nazionale dai principi democratici liberali; esonera la minoranza nazionale dall’autorità di un governo straniero
· Alla luce dell’importanza delle associazioni secondarie nelle vite dei cittadini e nella vita della democrazia liberale, i governi dovrebbero fare di più per assicurare che l’effettiva opportunità di creare e di entrare nelle associazioni sia giustamente distribuita tra i cittadini
· Come può l’opportunità di associare essere resa effettiva per tutti i cittadini, e non solo per quelli ricchi? L’esenzione dalle tasse per le associazioni secondarie che hanno scopi caritatevoli non funziona, poiché tale esenzione sovvenziona soprattutto i cittadini ricchi, che sono già molto bravi a creare e apartecipare alle associazioni.
I governi democratici liberali, invece, possono sovvenzionare finanziariamentele associazioni che servono gli interessi e arruolano cittadini poveri
· Fino a che punto i cittadini dovrebbero essere liberi di entrare e di uscire dalle associazioni che ordinano i loro affari interni in modo illiberale e antidemocratico? Una democrazia liberale che bandisce tutte le associazioni illiberali o antidemocratiche fallisce la prova fondamentale di trattare i suoi cittadini come liberi e ragionevoli esseri che hanno il diritto ela responsabilità di decidere che tipo di vita associativa è più importante per il proprio benessere eper il benessere della loro società [CASO TEDESCO?!!]
· La libertà di scegliere le associazioni internamente illiberali o antidemocratiche non ha minato la stabilità della democrazia liberale. Potrebbe persino servire per stabilizzare un governo democratico liberale che può dimostrare la sua buona volontà e la sua abilità ad adottare la più vasta gamma di associazioni secondarie che i cittadini valutano e scelgono liberamente
· Tuttavia i cittadini devono essere “effettivamente” liberi, non solo “formalmente” liberi, di uscire dalle associazioni che sono internamente illiberali o antidemocratiche. Le sette che fanno il lavaggio del cervello o indottrinano i loro membri e le associazioni residenziali che richiedono che tutta la proprietà diventi comune, per quanto riguarda l’entrata e la negazione ai loro membri di ogni proprietà se questi decidono di uscire, non soddisfano lo standard della libertà di uscire
· Anche se la libertà di uscire in questi casi è una formalità legale, la legalità formale non èsufficiente. Infatti, per essere coerenti con il vivere la vita di una persona libera, l’appartenenza continuata ad un’associazione deve essere un segno di consenso agli scopi dell’associazione, come non può essere nel caso di un’associazione che fa il lavaggio del cervello o indottrina i suoi membrio che esige enormi sacrifici per uscirne
· Le virtù civiche sono varie, per questo una democrazia liberale deve dipendere da una vasta varietà di associazioni che coltivino l’ampia gamma di virtù civiche. La grandezza di un’associazione è solo una di queste caratteristiche. Essendo uguali le altre cose, più un’associazione è economicamente, etnicamente e religiosamente eterogenea, più grande è la capacità di coltivare il tipo di discorso pubblico e di dibattito che conduce ad una cittadinanza democratica
· La vita associativa americana di oggi è sempre più caratterizzata da “associazioni informali”(leghe di bowling, circoli di cucito o semplicemente lo stare insieme tra amici). Tali attività associative raramente hanno la scopo di coltivare esplicitamente virtù civiche. Di solito ci si incontra per socializzare e divertirsi, e socializzando e divertendosi si espande anche la comprensione dei desideri, delle paure, delle speranze e delle ansie degli altri
· Significativamente possiamo imparare più sugli altri e coltivare comprensioni più profonde di quanto non faremmo come membri di associazioni più grandi e più formali. Le opportunità per un mutuo aiuto probabilmente nascono in queste associazioni piccole e variabili. Circostanze non gradite e inaspettate che provocano il mutuo aiuto in tali associazioni informali potrebbero fare molto per insegnare la reciprocità come le azioni caritatevoli pianificate di organizzazioni più formali
· Ogni associazione informale variabile che gli Americani continuamente creano e sostengono è insignificante nella prospettiva dei suoi scopi espliciti. Ma tali comunità insignificanti, si rivelano molto significative non solo per le nostre vite individuali ma anche per la vita della democrazia liberale
· In questo senso, i governi se provano a creare le sedi di comunità insignificanti per adulti con lo scopo principale di coltivare la solidarietà sociale e la reciprocità, hanno forse menu successo di quanto ne avrebbero se provassero a creare nuove facilitazioni per scopi pubblici più specifici(come una piscina pubblica comunale o una biblioteca comunale) e se progettassero queste facilitazioni in un modo che può condurre ad un’ampia gamma di attività associative informali
· Purtroppo la soddisfazione di preferenze personali e la ricerca di scopi pubblici non coincidono sempre. Associazioni obbligatorie: come potrebbe essere giustificata l’associazione obbligatoria dei negozianti? 1. l’unione dei negozianti deve essere un mezzo per realizzare gli obiettivi della giustizia, per assicurare i beni delle opportunità di base come introiti adeguati e decenti condizioni lavorative per gli impiegati; 2. una maggioranza non obbligata di lavoratori deve essere d’accordo con l’unione dei negozianti; 3. gli impiegati individuali, che devono adempiere ai doveri dell’unione, non devono essere obbligati a difendere cause ideologiche o ad impegnarsi in attività partigiane dell’unione contro la loro coscienza. A queste condizioni, una unione di negozianti procura un mezzo legittimo di assicurare che i limiti dell’unione sono giustamente distribuiti tra quelli che direttamente beneficiano della sua esistenza. Le unioni dei negozianti hanno un importante scopo: abilitano alcuni lavoratori ad avere sufficiente potere organizzato per combattere per salari decenti e condizioni lavorative essenziali alla giustizia
· Gli adulti non dovrebbero essere obbligati ad associarsi a meno che l’obbligo non serva un importante scopo di giustizia
· CONCLUSIONI
1) L’uso della libertà di associazione di base da parte degli individui appoggerà le virtù civiche come centrali alla democrazia liberale come la reciprocità e la civiltà? Non necessariamente. Non si può fare affidamento sulle associazioni secondarie, o legalmente obbligarle, ad insegnare la reciprocità, la civiltà, o altre importanti virtù civiche
2) Le associazioni secondarie possono almeno essere legalmente costrette a rispettare alcuni principi fondamentali come la non discriminazione, che aiuta ad assicurare le opportunità di base per tutti gli individui? Le associazioni principalmente religiose, espressive o segrete sono esenti da questo obbligo legale in aree che sono inseparabili dai loro scopi religiosi, espressivi o segreti, ma molte altre associazioni secondarie non sono esenti. La non discriminazione sarebbe una speranza vana se le associazioni secondarie i cui scopi sono soprattutto commerciali, per esempio, fossero esenti da questo obbligo legale
3) Dovremmo essere preoccupati del calo nell’attività associativa in America? Non possiamo supporre che più associazioni secondarie esistono e migliori saranno le democrazie liberali.La maggior parte dell’importanza civica probabilmente dipende dalla natura delle associazioni in America piuttosto che dal loro numero.


Fonti:
Freedom of Association, Amy Gutmann

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