Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

Accenni di Storia della Massoneria (da Aldo Mola)

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Aldo Mola, comunque vicino alla Massoneria italiana, non ne tratteggia un bel quadro, e al di là degli aspetti storico-politici, è emblematica la frase da lui scritta: “l’Italia è nuovamente dominio di rigogliosi neofondamentalismi e lo si deve soprattutto a chi ha confuso simbolismo con misticismo, razionalità con trastulli occultistici, spacciati quale sapienza arcana, e un sano anticlericalismo politico con i riti più bizzarri”.

Sembra che Ramsay, con la sua “invenzione”, volesse attribuire una continuità con i cavalieri crociati. Complete invenzioni sembrano anche tutte le Camere Alte, dallo Scozzese al Memphis-Misraim, etc…

Le prime Logge italiane sono nate con lo scopo senz’altro dell’unità politica della nazione, quasi fossero un mero strumento di lotta per l’unità (anche se poi la Massoneria, era ben lungi dall’avere un’unica linea di pensiero), e aveva come braccio operativo la Carboneria. Il loro anticlericalismo derivava soprattutto dalla Francia e dalla sua grande influenza da Napoleone fino alla costituzione dell’Ausonia (e anche dopo), ricevendo dalla Francia proprio gli aspetti più negativi. Questa influenza è stata fondamentale sui massoni e politici italiani, considerato che la presenza dello Stato della Chiesa è stata vista sempre come ingombrante, soprattutto per motivi più materiali che spirituali, per secoli. Infatti, il rilievo che si tenta di dare all’appartenza di personaggi della Chiesa più o meno in vista (anche papi) alla Massoneria è solo molto superficiale e anche una leggenda metropolitana è il presunto collegamento profondo tra gesuiti e massoneria.
Lo stesso Frapolli era in buona fede con gli intenti della Massoneria, e preoccupato anche per la qualità degli affiliati, prima che entrasse – nel suo complesso - in un vortice politico e affaristico tipicamente italiano e francese (prima, durante e dopo la Comune). Anche per questi motivi, la Gran Loggia d’Inghilterra ha tolto (e non ancora ridato) il riconoscimento al G.O.I.. E se questo è vero, è altrettanto vero che la polica è nel suo dna fin dal 1717, da quando gli inglesi hanno trasformato la Massoneria da cattolica (non dimentichiamoci i costruttori di cattedrali), snaturandola in un indeterminato deismo per renderla accettabile alla dinastia che ha spodestato gli Stuart.
In Italia, i motivi principali della scissione di Piazza del Gesù furono soprattutto due: i soliti motivi politici, e dissidenze all’interno del Consiglio Scozzese dei 33. Quanto alla risonanza reale essa fu quasi nulla, perché entrambe le Massonerie furono poi proibite.

In parte, dunque, la Massoneria ha contribuito alla laicizzazione dello Stato, ma questa è stata una tendenza progressiva che si è manifestata in tutti i paesi occidentali, a prescindere dalla Massoneria italiana, anche se per molto tempo le Officine latine sono state l’unica vera forza a opporsi alla Chiesa.
Ciò è stato una sorta di contrappeso all’enrome potere che la Chiesa cattolica ha da sempre avuto nei Paesi latini, ma è anche vero che il suo potere, dopo il Concilio Vaticano II, si è enormemente indebolito.
Nei paesi nordici e di lingua inglese (quindi escludendo i paesi latini e di lingua tedesca), essa, lasciando da parte i sentieri politici, affaristici e anticattolici, ha contribuito eticamente allo sviluppo di un popolo, di un territorio, o di gruppi di persone, almeno fino a qualche anno fa. In Italia, come già ricordato, essa è stata importante per l’Unità.
C’è però da consderare che tale obiettivo, quello etico e morale, potrebbe essere raggiunto da qualsiasi altra organizzazione, anche perché tali valori variano con il variare dei valori lungo una linea temporale, mentre la Tradizione è ben altra cosa.

Dal punto di vista storico, se con Pio IX - e dopo di lui – la Chiesa non è stata più la stessa, è con Lemmi che la Massoneria ha cercato di rimettere in sesto le proprie finanze, di riordinarsi (anche ritualmente) e di darsi un tono di serietà.
E se è vero, come disse Giovanni XXIII, che “bisogna distinguere l’errore dall’errante”, le ormai ultra-note vicende di Taxil e Pike ci dicono che essi sono stati enormemente sopravvalutati, considerando anche l’ingenuità dei loro scritti.

In ogni caso, i fatti storici che riguardano la Massoneria italiana possono essere riepilogati nei seguenti punti:

- durante la riforma elettorale giolittiana anche la Massoneria cerca di attirare voti nelle proprie sfere di influenza, anche per contrastare i voti verso le componenti cattoliche e “annullare” gli effetti del patto gentiloni. La sua spinta a parlare di democrazia era abbastanza genuina, anche al di là dei rapporti di forza che si sarebbero instaurati dopo in parlamento e nei partiti;

- in merito all’interventismo per la Grande Guerra inizialmente la Massoneria, come gran parte dell’Italia, era titubante. Le successive posizioni nazionalistiche erano date da ragioni particolari ben precise (spinte dei nazionalisti e della Corona, presenza di generali nelle Logge, interessi economici ad esempio in Libia, paura di essere tacciata come antipatriottica, clausola anticattolica del Patto di Londra...) e dalla forte spinta data dalla Gran Loggia d’Inghilterra;

- nonostante il socialismo avesse attecchito più che bene nella Massoneria fino al Ventennio (e anche dopo) non è stato assolutamente il filone principale anche se ne fu un componente essenziale (vedi Gof), soprattutto nelle accezioni della sinistra radicale di lotta di classe e dittatura del proletariato. Non si può prescindere da Turati, dalle mediazioni di Costa e dal fatto che taluni massoni socialisti fossero molto influenti, ma la Massoneria ha sempre nella sua essenza rifiutato posizioni radicali (tra cui anche scioperi e serrate) per essere sempre più vicina a quelle democratiche prima, e repubblicane poi. Per quanto anticattolica e a sinistra possa essere stata, non ha mai superato una certa linea fino a stravolgere il proprio sentire liberaldemocratico, nemmeno considerando gli errori di valutazione nel sostegno al primo fascismo. Comunque, questa “forza” della Massoneria è sempre stata sopravvalutata: l’influenza vera del politico locale era forte in quanto uomo di partito più che come massone. Essa ha rappresentato, da sempre, gli interessi del borghese;

- per quanto riguarda il Ventennio, Mola ha dedicato ampio spazio alla questione Mussolini-Massoneria. Le questioni di Reggio Emilia e Ancona del 1920, e della legge “anti-massoneria” derivano dal fatto che egli abbia presentato domanda di affiliazione che gli è stata rifiutata. D’altro canto Mussolini ha convissuto con molti uomini di Palazzo Giustiniani (e sopportato Palermi), e quello che non sopportava non era la Massoneria in sé, quanto la Massoneria come associazione politica e per di più quasi dipendente del Gof;

- già dopo la Prima Guerra Mondiale il riavvicinamento tra Torrigiani e Giolitti porta ad un breve riavvicinamento ai cattolici, sicuramente strumentale a livello politico e soprattutto di compensazione per non eccedere su certe linee rivoluzionarie.
La Massoneria viene scomunicata nel 1738 da Clemente XII, e confermata da Benedetto XIV nel 1751, senz’altro per motivi politici e anche perchè era vista (al momento della nascita della Massoneria speculativa, 1717) come una “conventicola” al pari di tante altre.
A livello dottrinale si scomunicavano i massoni perché l’entità in cui credevano era un Dio neutrale e non un Dio rivelato per mezzo della fede; inoltre non credevano nella divinità di Cristo.
Nella condanna Clemente XII scrisse che oltre ai noti motivi religiosi vi erano anche “motivi a Noi noti” senza precisare quali. In effetti, tali motivi furono, molto probabilmente, dovuti al fatto che fu posta in esilio la dinastia cattolica degli Stuart.
Nel 1945 Laj ripropone una linea anticattolica e delle alternative all’assistenzialismo cattolico, e nel 1969 Gamberini incontra il sacerdote Esposito (col beneplacito di Paolo VI), dopo che al Vaticano II fu creato da Arceo un Segretario per i non credenti (1962) con aperture ai massoni. 
Allo stesso tempo anche Palermi dopo la Liberazione tenta di riavvicinarsi alla Chiesa cattolica, e dal 1948 il gruppo Terzani inizia un riavvicinamento più serio e vede un nemico comune nel comunismo ateo.
Alla fine degli anni ‘60 la Massoneria inizia a capire che uno stato liberale è tale solo se permette la tolleranza anche dei cattolici.
Nel 1976 il Prefetto per la Sacra Congregazione Della Fede Seper ammette che la scomunica vale solo per i massoni che realmente cospirano contro la Chiesa, cosa che fu subito ritirata dalla dichiarazione della Conferenza episcopale tedesca del 1980 che detta la linea della SCDF del 1981.
In realtà c’è una lunghissima lista di provvedimenti della chiesa cattolica che condannano la Massoneria, ed è ancora ufficialmente valida la proibizione dei cattolici a parteciparvi;

- nel 1920 e poi nel 1925 ci sono le nuove Costituzioni dell’Ordine di Palazzo Giustiani che prevedevano anche l’unificazione dei Riti per ottenere un riconoscimento anglosassone mai avuto, fino al 1972.
Tale riconoscimento non si è avuto nemmeno quando nel 1930 il Goi si trasferisce a Londra sotto Chiesa, Labriola e Tedeschi. Lo stesso vale per gli ALAM che, sebbene avessero avuto qualche riconoscimento da Washington nel 1912, non sono mai stati presi in considerazione da Londra.
Nel 1945 Laj riunisce il Goi con la Massoneria Unificata Italiana (che aveva per scopo quello di riunire le spaccature) e si riformano e separano i riti a partire dalla nuova Costituzione dell’Ordine in linea col modello di Torrigiani e mettendo in prima linea i landmarks londinesi.
Si iniziano a instaurare relazioni solo con Obbedienze regolari.
Nel frattempo l’America spingeva per epurare le logge dagli elementi di sinistra, specie PCI, azione che ha un’ulteriore spinta quando gli ALAM capeggiati da Gigliotti e Bellini si uniscono al Goi, poco prima della Gran Maestranza Tron.
Gamberini, successore di Tron, oltre che aprire alla Chiesa cerca di instaurare legami con la GLNF (in opposizione al GOF), con la GLN del Belgio e le altre Logge regolari del Commonwealth per cercare il riconoscimento di Londra, che avviene con la maestranza Salvini nel 1972.
Ciò comporta anche la fusione con gran parte degli ALAM della frangia di Bellantonio, già parente di Sindona, che sembra che abbia avuto un ruolo fondamentale.
Pero con i problemi del RSAA del 1977 e lo scandalo di Gelli, Tangentopoli e Di Bernardo, la GL inglese decide di ritare il tutto. Mola sostiene che tale decisione avviene sulla base di documenti falsi a cui la GL inglese ha creduto, e in particolare alla ripresa di rapporti con il CLIPSAS e Gof, ma ciò è inverosimile.
Con la Gran Maestranza di Corona nel 1984, dopo le vicende gelliane e la morte di Battelli, si promulgano le nuove Costituzioni dell’Ordine dove si vietato le iniziazioni sulla spada e il potere di grazia del Gran Maestro; l’ammissione del profano per alzata di mano; il giuramento è sostituito con la promessa solenne.
Nemmeno negli ALAM (non più riuniti al Goi) di Ghinazzi, succeduto a Ceccherini nel dopo-Palermi, non può esserci riconoscimento per via dell’apertura delle Logge alle donne e per il suo ingresso nel CLIPSAS fondato dal Grande Oriente di Belgio e dal nemico per eccellenza di Londra: il Gof;

- in merito a Gelli e P2, Gamberini (esponente della Chiesa evangelica valdese) è quello che lo mette in primo piano gia’ dagli anni ‘60.
La Propaganda viene fondata nel 1877 dal Gran Maestro Mazzoni.
La P2 è stata soltanto un’espressione del sistema italiano, nulla di eversivo, destabilizzante o “rivoluzionario”, ma solo un’entità che l’allora situazione politica e partitica permetteva e avallava. E la P2 traeva il massimo vantaggio proprio da questa situazione – che quindi non aveva la minima intenzione di cambiare prediligendo lo status quo –, e dai buoni rapporti con gli USA (vedi amministrazione Reagan, Bush, Solidarnosc). Alla base vi erano gli ovvi e forti interessi economici;

- Dopo Corona, Di Bernardo, anticlericale spinto e invasato, crea la Gran Loggia Regolare d’Italia, che oggi conta un basso numero di affiliati.



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