Aldo Mola, comunque vicino
alla Massoneria
italiana, non ne tratteggia un bel quadro, e al di là degli aspetti
storico-politici, è emblematica la frase da lui scritta: “l’Italia è
nuovamente dominio di rigogliosi neofondamentalismi e lo si deve soprattutto a
chi ha confuso simbolismo con misticismo, razionalità con trastulli
occultistici, spacciati quale sapienza arcana, e un sano anticlericalismo
politico con i riti più bizzarri”.
Sembra che Ramsay, con la
sua “invenzione”, volesse attribuire una continuità con i cavalieri crociati. Complete
invenzioni sembrano anche tutte le Camere Alte, dallo Scozzese
al Memphis-Misraim,
etc…
Le prime Logge
italiane sono nate con lo scopo senz’altro dell’unità politica della
nazione, quasi fossero un mero strumento di lotta per l’unità (anche se
poi la Massoneria, era ben lungi dall’avere un’unica linea di pensiero), e
aveva come braccio operativo la
Carboneria. Il loro anticlericalismo derivava soprattutto dalla Francia e
dalla sua grande influenza da Napoleone fino alla costituzione dell’Ausonia (e
anche dopo), ricevendo dalla Francia proprio gli aspetti più negativi. Questa
influenza è stata fondamentale sui massoni e politici italiani, considerato che
la presenza dello Stato della Chiesa è stata vista sempre come ingombrante, soprattutto
per motivi più materiali che spirituali, per secoli. Infatti, il rilievo che si
tenta di dare all’appartenza di personaggi della
Chiesa più o meno in vista (anche papi) alla Massoneria è solo molto
superficiale e anche una leggenda metropolitana è il presunto collegamento profondo
tra gesuiti e massoneria.

