Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Cena cinese, Mr.. Bean Holiday, Smokin' Aces, Dai - la grande avventura, Dragon Ball, Hulk: Grigio, Populorum progressio, Berlioz, Auber

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Oggi sono iniziate le lezioni all’università, o meglio, la lezione: Sistemi Pubblici Comparati. Clementi, professore puntiglioso ma veramente in gamba. Vorrei citare la superba cena – cinese – di sabato, con le mie due amiche Giulietta ed Elena (ma non sono questi i veri nomi!), Massimo e il suo friend Renato. Bastoncini cinesi inclusi. E piatto shanghainese anche. Intanto, ci siamo visti, la notte, dopo una breve escursione al centro, Mr. Bean Holiday – Il Film. Niente di che, in verità. Così come l’ultima puntata di Dr. House (3x11), un po’ scarna direi. Anche se, appare molto bene la caratterizzazione dei personaggi, trasposti nei consigli da dare alla paziente di turno: la dubbiosità di House, il sentimentalismo di Cameron, l’acerbo pessimismo di Foreman, il cinismo di Chase, il realismo di Wilson. Molto meglio – e di tutt’altro genere – Smokin’ Aces, firmato, intrighi di mafia compresi, Tarantino.

In campo fumettistico: Dai – la grande avventura, manga collaterale a Dragon Ball e di più bassa statura, sebbene disegnato dagli assistenti di Akira Toriyama. Ivi, da notare qual punto di spicco la maturazione interiore del co-primario Pop, addirittura più sviluppato caratterialemnte del protagonista. E i continui riferimenti al gome-cuore-amicizia (vedi penultimo numero). A proposito, il personaggio più rilevante e intrigante del cartone di Dragon Ball? Senz’altro, Genio della Tartaruga a parte, l’annunciatore/presentatore di tutti i tornei Tenkaichi - ma pensa tu - , quello biondo con gli occhiali neri, che appare sempre! Inoltre, consiglio Grigio, quello che è stato Hulk prima di essere Hulk: grigio e non verde, diciamo il numero 0 (i primi sei numeri del 1962), riscrittura delle tavole originali e pubblicate da Panini in 100% Marvel.

Non dimenticatevi: “il mondo soffre per la mancanza di pensiero”, ammoniva Paolo VI nella Populorum progressio, 25 marzo 1967; sviluppiamolo e sviluppiamoci! Anche perché “il tempo è un grande insegnante, ma sfortunatamente uccide tutti i suoi alunni” (H. Berlioz): “dobbiamo rassegnarci a invecchiare giacchè è il solo metodo che finora si conosca per vivere a lungo” (D. F. Auber)
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