Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Interpretazione della Fondazione di Roma di Andrea Carandini, 21 aprile 753 a.C.

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"La ricerca del passato e l’amore delle cose antiche è in ogni uomo. Per tutti, il tempo nobilita e poetizza quello che un giorno era comu-ne. Più la cosa si allontana, più diventa indecifrabile e affascinante. Di qui l’attrazione per l’arcaismo. Ma queste qualità speciali del passato altro non sono che quelle che abbiamo attribuite da bambi-ni ai genitori e al piccolo universo che ci circondava. Vorremmo aver saputo tutto di loro, ma ciò mai accade, per il nostro stesso essere figli, uomini di una generazione successiva. Così, noi archeologi scaviamo nei secoli alla ricerca di uno stesso arcano, presi dallo stesso complesso, e dal medesimo mito.
Agli archeologi del passato non è capitata un’esperienza  come questa, veramente emozionante, di vedere tanti concittadini riuniti per cercare di capire l’origine della loro città.

Noi archeologi siamo presi da una febbre, febbre non dell’oro, una febbre della storia, che ci divora in qualche misura, perché evidentemente non troviamo nella vita tutto quello che vorremmo e lo andiamo a cercare in altre epoche, per allargare la varietà della vita, la varietà della storia. Ma poi, in effetti, questa passione solipsistica ci stanca, e diciamo, ma per chi facciamo tutto questo? E spesso abbiamo l’impressione, quando siamo soli negli scavi ... Io ho scavato vent’anni, il soprin-tendente che c’era se è venuto una volta sarà stato molto ... diciamo, ma forse non ha senso tutto questo, e invece voi oggi date non a me, date agli archeologi, agli storici, il senso che stanno facendo forse qualche cosa di utile, non solo alla storia ma alla vita.
E allora vi devo trascinare, in questa domenica mattina di sole, nell’oscurità del passato, vi prendo per mano e vi faccio risalire per ventisette secoli e mezzo, provate a contarli, ventisette secoli e mez-zo, e vedete che sono tanti. E vi riporto a una data, fatta di due par-ti, 21 aprile e 753 avanti Cristo.
21 aprile. Attraverso le epigrafi, conosciamo il calendario di Roma, che poi è il nostro. Il calendario originario di Roma era di 10 mesi, ed infatti anche il nostro ultimo mese si chiama dicembre, ed è lega-to al numero 10. Sono gennaio e febbraio che si sono inseriti all’ul-tim’ora, prima l’anno cominciava a marzo, con la primavera, con la fioritura, e in questi calendari epigrafici ci sono delle feste scritte in caratteri più grandi, e già Mommsen aveva capito che quelle erano le feste originarie di Roma.
Al 21 aprile i calendari dicono Roma condita, “Roma nascosta”, poi capiremo perché, perché condita da condere è “nascondere”, per-ché ci sarà un rito del nascondere, che vi racconterò. Ma in realtà vuol dire quindi “fondata”, fondata come città e fondata come Stato, ma Stato è una parola moderna, diciamo come regnum. Era, il 21 a-prile, un’antica festa, rivolta a una divinità pastorale, Pales, proprio una divinità del Palatino, dove verrà fondata Roma, e la festa si chiamava Parilia, da parere, “partorire”, perché è il momento in cui partoriscono le capre, partoriscono i capretti, è un momento di grande gioia, ci sono gli abbacchi. Era quindi il capodanno dei pa-stori, un antico capodanno pastorale che viene scelto per fondare la città. Capodanno pastorale, inizio di Roma.
Per quanto riguarda il 753, non vi affezionate a questa data. La sapremo, la data, ma attraverso la dendrocronologia, non vi spiego che cos’è. Perché gli autori antichi hanno parlato di 753, Catone del 751 o 728, eccetera eccetera, Ma tutte queste date si organizzano intorno alla metà dell’VIII secolo, salvo altre date più fantasiose, di cui io qui non terrò conto.
Interpretazione di questo 21 aprile 753. Per gli storici antichi, una credenza assoluta. Lì comincia la storia di Roma. Per gli storici mo-derni, una favola, un’invenzione, tarda, proiettata all’indietro: in realtà, la città comincia un secolo dopo o anche più, alla fine del VII o nel VI secolo.
Gli storici hanno un problema: vogliono essere troppo furbi e han-no paura di essere ingannati dalle fonti antiche e spesso ricostrui-scono una storia che esiste solo nella loro fantasia.
Gli archeologi, invece, noi, con i miei collaboratori che ringrazio tutti moltissimo perché ormai l’archeologia è un’attività... è come un coro, è un’attività di gruppo, non si può più gestire individualmente. Scaviamo da vent’anni fra Foro e Palatino ed è venuto fuori che nel secondo quarto dell’VIII, 775-750, c’e’ un salto enorme, è la nascita della città-Stato.
Ma, uno potrebbe dubitare e dire, non sara’ Carandini che s’in-venta un po’ tutto... Be’, la stessa cosa è successa per Cartagine: anche Cartagine, fondata dai Fenici in Tunisia, no, nell’813, quindi cinquant’anni prima di Roma, si pensava che questo 813 fosse una data di fantasia. I tedeschi scavano a Cartagine e puntualmente i tratti più antichi sono della fine del IX secolo, quindi si conferma la cronologia di Cartagine.
Le leggende, bisogna anatomizzarle, e vedere quello che è un pro-dotto di fantasia, che pure è interessante, e quelli che sono invece elementi della realtà.
È un evento epocale, questo di Roma, che possiamo anche leggere come la nascita della città antica nel Mediterraneo, che divide la storia in enormi fette. Prima, la preistoria e la protostoria, quando non c’erano le città e gli Stati, dagli inizi fino diciamo al 775-750, quando cominciano anche le città greche. Poi, le città-Stato antiche, fra questa data e il V-VI secolo d.C., quando decade l’Impero Roma-no.
Dopodiché c’è una forma di ritorno alla protostoria, le città si di-sfano, si disgregano, gli Stati anche, siamo fra il V e il VI secolo a.C. e il X-XI secolo d.C., e poi c’è il grande rinascimento delle città e de-gli Stati medievali e moderni, in Italia i comuni, in Europa i regni, e questi comuni e questi regni non sarebbero mai nati se non avesse-ro avuto, dietro quell’oscuro Alto Medioevo, la grande civiltà greca e romana. 
Questo dal punto di vista del tempo. Ma c’è anche una distinzione che viene a crearsi dal punto di vista dello spazio. Dalla metà dell’ VIII secolo a.C. c’è una divisione fra l’Oriente e l’Asia e il Mediterra-neo. In Oriente, le città e gli Stati si incentrano su palazzi colossali proibiti, residenza di un despota. Sono storie che vediamo ancora oggi. Nel Mediterraneo invece nascono le città-Stato, incentrate su una agorà, su un foro, sede dei luoghi pubblici, quando ci sono dei re, su delle case piuttosto modeste di re, infatto Mommsen per la monarchia romana, parla di monarchia costituzionale, e io sono perfettamente d’accordo con questa sua preveggenza, ecco, queste città-Stato sono basate sulla res publica, che non vuol dire repubblica, ma vuol dire “cosa pubblica”.", Andrea Carandini.




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Presentazione da parte dell’Addetto Culturale Prof. Giorgio Casacchia delle lezioni di storia di Andrea Carandini: “21 aprile 753 a.C. La fondazione della Città di Roma.
Data: venerdi' 8 maggio 2009
Orario: 18.00
LuogoCampus Sino-italiano, RM 1803, Tongji University, 1239 Siping Road.
地址:四平路1239号同济大学综合楼1803
Ticket: Ingresso libero








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