Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Il mandarinato cinese

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“Tutti i mandarini [letterati] si dividon in nove gradi, e ogni grado ha una tale varietà di uffici che ci vuole molto tempo perché ci si riesca a capire qualcosa, mentre per loro è chiaro come il sole; e per questi nove gradi ascendono di tre anni in tre anni conformemente alla giustizia da ciascuno amministrata e al talento dimostrato nel governo; e così si raggiunge il primo grado cui corrisponde il ruolo di consigliere del re, e che nella nostra lingua chiameremo anziani del re. Tra questi mandarini vige una rigida gerarchia, tanto che l’inferiore parla in ginocchio al superiore, e ognuno ha il proprio compito, senza invadere la sfera d’azione dell’altro. […] Il mandarino va sopra una poltrona, portata a braccia da sei o otto lacchè, preceduto dagli ufficiali con certe scritte e con le chiavi, e i ministri della giustizia con tutti gli strumenti con i quali tormentano e castigano i sudditi […] si svuotano le strade, sia le piazze gremite di gente, e le persone si infilano nelle prime case che trovano aperte, fin anche nei buchi pur di non essere viste; si chiudono le porte, le tende, le finestre, e il silenzio aleggia tutto intorno, tanto che non si ode nemmeno un respiro, e solamente per aver osato guardare la faccia del magistrato si viene puniti e castigati.”
Matteo Ricci, A Giambattista Roman - Macao, Zhaoqing, 13 settembre 1584.
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