Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Isaiah Berlin

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Isaiah Berlin, filosofo politico inglese di origine lettone, nacque a Riga nel 1909. Ha studiato e insegnato all'università di Oxford. Vissuto nell'ambiente della filosofia analitica oxoniense (descritta nel volume Impressioni personali, 1981), Berlin non si è identificato totalmente con essa pur ammirandone il rigore e la chiarezza. I suoi interessi hanno investito, oltre a problemi strettamente filosofici e linguistici, questioni storiografiche, politico-sociali ed etiche.
Il suo contributo teorico più rilevante viene dal saggio "Due concetti di libertà" (1958; poi in "Quattro saggi sulla libertà, 1969"), che ha segnato una svolta nella discussione sulla teoria della libertà. Entro la sfera politico-sociale, egli ha distinto fra libertà negativa, che consiste nell'assenza di ostacoli e interferenze aviazione individuale, e libertà positiva, che coincide con l'autonomia, la padronanza di sé, il dominio dell'io più autentico. La prima non dice alcunché riguardo a ciò che l'individuo libero fa o è in condizione di fare; la seconda ritiene di poter definire che cosa l'individuo deve fare per essere libero. Nessuno dei due concetti definisce in modo esaustivo che cosa significhi essere liberi; né essi sono facilmente ricomponibili ma, piuttosto, risultano potenzialmente in conflitto. Questo conflitto va inteso alla luce della concezione pluralistica dei valori di Berlin, secondo cui la molteplicità dei valori non è sintetizzabile in armonica unità, ma comporta, weberianarnente, la necessità di scelte da giustificare di volta in volta con ragioni appropriata. Nel caso della libertà, pur sostenendo in linea generale la priorità di quella negativa - la cui assenza coincide con la coercizione e l'oppressione - Berlin ha sostenuto che essa è un valore tra gli altri e che, talvolta, può e deve cedere di fronte alle ragioni più pressanti di altri valori, quali l'uguaglianza o la stessa libertà positiva. Tra le altre sue opere: Karl Marx: vita e ambiente (1939); Vico e Herder (1976); Pensatori russi (1978); Concetti e categorie (1979); Il legno storto dell'umanità (1991).

Fonti:
The Philosophers' Magazine 1997
"Isaiah Berlin, 88, Philosopher and Historian of Ideas", un articolo celebrativo di Marilyn Berger comparso sul "New York Times" del 10 Novembre 1997
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