Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

Lisbona e Belem: il Museo di Etnologia

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Non è vero che ci si abitua, si è sempre più stanchi, semplicemente. Charles Bukowski.

Museo della barca di Belem: le barche storiche.





Con le loro meravigliose decorazioni...






Bambole del sud-ovest dell'Angola, che fu colonia portoghese.
Furono studiate e fotografate dal portoghese Antonio Carreira: venivano usate per giochi o per rituali di fertilità.

Ornamenti di una donna d'Angola.


Strumenti per la musica popolare.


Pipa.

Ditali.

Oggetti sacri che erano una sorta di talismani di protezione che racchiudevano un modo di dire o una massima filosofica: il leopardo.



Questo ci dice: "ognuno nel proprio cerchio sociale". Richiama la funzione sociale che ognuno ricopre all'interno della società.

Un tamburo gigantesco.

Questi strumenti, come lunghissimi bastoncini di legno, rappresentavano il sistema di scrittura delle tribù angoliane "a tacche": per stabilire i confini di vicinato e regolare le obbligazioni sociali ed economiche.

Quelle che seguono sono tutte maschere del Mali: per lo più adottate per rituali di tribù e rappresentazioni sacre.


Questa richiamava gli spiriti del vento.

Questo rappresenta Sogoba, il Grande Animale.

Questo è Jabiru.


Questo bufalo è il Re degli Animali, e rappresenta la forza.

La maschera da Antilope accorda bellezza e protezione.

Maschera Ndomo, che era il nome di una società segreta malese.
Questa maschera era usata durante le iniziazioni delle persone della sola etnia Bamana.


Spirito del Cespuglio.

Testa di Antilope.

Ancora una maschera usata nelle iniziazioni, questa volta Koré, e rappresenta la morte e il passaggio a nuova vita di un ragazzo diventato Uomo.


Queste erano immagini usate per rappresentazioni teatrali della regione Segou: per una donna rappresentavano una vita di successo, per l'uomo la continuità della propria linea famigliare e discendenza.



Le rappresentazioni teatrali hanno inizio fra i pescatori del Mali, per poi diffondersi anche fra i contadini, e coinvolgono principalmente fabbri, giovani ragazzi e donne.


Le bambole di questo genere e i rituali da loro interpretati sono invece originari dell'Indonesia, ben differenti dalle precedenti maschere.

Riproduzione di una barca di pescatori portoghesi.

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