Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Eroi greci: tra illustrazioni e mito

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Lasciando la clava, Eracle cerca di tagliare con la falce le dodici teste dell'Idra di Lerna, mentre Iolao, a destra, con delle torce brucia le ferite aperte perchè non rispuntino altre teste (Stamnos-psykter a figure rosse, 480-470 a.C.).

(consiglio cartaceo: il bellissimo libro di Luciano De Crescenzo "Gli dei, gli eroi, gli amori, le guerre")

Eracle, con il conghiale sulle spalle, è arrivato al palazzo di Euristeo, che terrorizzato corre a nascondersi in una giara.
A destra, Atena sembra provare anche lei ripugnanza per la belva; sempre a destra Ermes fa la sua comparsa per calmare gli spiriti (anfora a figure nere, 510 a.C. circa).
Eracle assale con la sua spada Gerione tricorpore, mentre il custode delle mandrie, Eurizione, ferito da Eracle, giace morente. Atena a sinistra incoraggia il suo protetto e, a destra, Iolao corre terrorizzato (anfora a figure nere, 540 a.C. circa).
Eracle presenta ad Euristeo l'enorme Cerbero con le tre teste di cane e con i serpenti che si muovono minacciosi sulla testa e sulle sue zampe. Terrorizzato, Euristeo di infila in una giara (Hydria ceretana, 520 a.C. circa).
Eracle si avvicina all'enorme cetaceo, che Poseidone aveva mandato a Troia per punire il re Laomedonte, e cerca di annientarlo tagliandogli la lingua con la falce (kylix a figure nere, 540 a.C. circa).
Lo scontro di Eracle con Centauro Nesso (anfora attica a figure nere, 615-605 a.C.).
Achille e Aiace giocano a scacchi (anfora attica a figure nere, firmata dal ceramista e ceramografo Exekias, 530 a.C. circa).
Teseo saluta il padre mortale Egeo, mentre sua madre, Etra, lo accarezza teneramente.
Dietro Teseo, il padre divino, Poseidone, osserva la scena (anfora a figure rosse, 470-460 a.C. circa).
Teseo mentre trascina il Minotauro.
Teseo uccide con la sua spada il Minotauro, ponendo così fine all'obbligo che avevano da anni gli Ateniesi di pagare come tributo, sette fanciulli e sette fanciulle in pasto al mostro, al re di Creta, Minosse.
Quattro giovani osservano Teseo nella sua impresa (psykter-anfora a figure nere, 560-540 a.C.).
Ino, moglie di Atamante, solleva l'ascia contro Frisso, che ha già afferrato il corno dell'ariete dal vello d'oro che lo trasporterà nella lontana Colcide (anfora a figure rosse, 430 a.C. circa).
Tre degli Argonauti, all'interno e attorno all'Argo, osservano i loro compagni che sono raffigurati nella continuazione della rappresentazione in una delle loro tante imprese (cratere a figure rosse, 400-390 a.C.).
A destra Argo si dà da fare con martello e scalpello, mentre a sinistra Atena, la protettrice di Giasone, aiuta il timoniere a fissare la vela dell'albero della nave Argo (lastra fittile romana in rilievo, prima metà del I sec. d.C.).
Giasone, con la spada alzata, ruba il vello d'oro nel momento in cui il drago, avvolto intorno all'albero, beve senza sospetto la pozione magica che gli offre Medea (cratere, inizio IV sec. a.C.).
L'episodio qui raffigurato non si conserva in nessuna tradizione letteraria.
Giasone spunta semimorto dalla bocca del terribile drago della Colcide.
Atena, tutta in armi, lo guarda con compassione.
Sembra che l'eroe, seguendo un consiglio della dea, fosse penetrato nella pancia del mostro per colpirlo dall'interno, visto che era protetto dalla sua pelle invulnerabile (kylix a figure rosse, 480-470 a.C.).
Il musico Orfeo, uno dei più famosi Argonauti, che salvò molte volte i suoi compagni con i suoi saggi consigli ed il suo mirabile canto, sale sul podio per suonare la cetra a sette corde (oinochoe a figure nere, 530 a.C.).
Mentre il sangue sta per essere tutto versato dalla vena, il gigante bronzeo Talo cade morente nelle mani dei dioscuri, Castore e Polluce. La tragica fine del vigile custode di Creta è seguita da Poseidone e Anfitrite, a destra, e da Medea, a sinistra (cratere a figure rosse, 400-390 a.C.).
Perseo assale il mostro marino che minacciava Andromeda.
(hydria ceretana a figure nere, attribuita al Pittore dell'Aquila, 530-520 a.C.).
Sulla fascia esterna sono raffigurate le imprese di Teseo, che ritroviamo al centro con l'amico Piritoo (interno di kylix attica a figure rosse, attribuita al Pittore di Pentesilea, 450 a.C. circa).
Medusa, al centro del frontone occidentale del tempio Artemide a Corfù, 580 a.C. circa.
Edipo e la Sfinge (interno di kylix a figure rosse, V sec. a.C.).
Una notte di tempesta Adrasto, il re di Argos, sentì nei corridoi del palazzo colpi di spade e scorse due giovani estranei, Polinice e Tideo, che duellavano come delle belve per chi avrebbe trovato posto per la notte.
Si intromise paternamente e li divise. Da allora divennero amici inseparabili (cratere siculo, 350 a.C. circa).
Due delle scene più terribili della guerra tebana: caduto a terra, il più temibile dei sette condottieri, Tideo, pieno di rabbia spacca il cranio del suo grande nemico Melanippo e con un piacere forsennato succhia il suo cervello.
A sinistra, Atena, tenendo il vaso con l'immortalità che aveva portato dall'Olimpo per  il suo protetto Tideo, resta pietrificata dall'orrore davanti alla sua azione abominevole.
Al di sopra dei due eroi, Zeus lancia la sua folgore su Capaneo, che spalanca la bocca sorpreso e terrorizzato (rilievo fittile dal frontone del tempio A a Pyrghi, secondo quarto del V sec. a.C.).
L'eroe Bellerofonte in groppa a Pegaso, il cavallo alato che gli aveva donato suo padre Poseidone, dall'alto mira con la sua lancia la Chimera, figlia di Tifone edd Echidna, un terribile mostro con testa di leone, corpo di capra e coda di serpente (piatto italiota, seconda metà del IV sec. a.C.).
Meleagro raccolse da tutta la Grecia un gran numero di uomini per affrontare l'enorme cinghiale che Artemide aveva mandato per punizione a Calidone in Etolia, e che devastava le proprietà reali.
Nell'immagine: da sinistra, Atalanta e Melanione, Meleagro e Peleo; da destra, Castore e Polluce.
Un altro eroe, Anceo, giace ferito mortalmente. Morto è anche il cane Ormeno con il ventre lacerato.
(cratere a figure nere, noto come "Vaso Francois", 570 a.C. circa).
Meleagro, innamorato di Atalanta che si era così tanto distinta nella caccia al cinghiale, le offre la pelle dell'animale.
Afrodite a sinistra li osserva, mentre Eros batte le ali tra di loro (anfora apula, 330 a.C. circa).
Quando Pelope capì che solo con l'aiuto divino avrebbe vinto Enomao, scese sulla spiaggia e implorò il soccorso di Poseidone. Il dio lo ascoltò e gli donò un carro d'oro e instancabili cavalli alati che correvano come il vento.
Qui, Poseidone emerge maestoso dal mare a cavallo di un ippocampo (hydria a figure rosse, dopo il 400 a.C.).
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