Gurjieff afferma che in India
vi sono scuole filosofiche che conducono alla Conoscenza, in Egitto in passato è
stata conservata la teoria, e in Persia la pratica. Che i suoi capisaldi
fossero stati la tecnica dello stop e la danza è noto, e basa il primo sulla
conoscenza di se stessi a partire da quella fisica (e soprattutto sul
rilassamento muscolare) e la seconda su movimenti del corpo ben precisi tesi a
far scattare la scintilla per la scoperta delle leggi della natura.
Egli insiste anche sull’importanza del lavoro di
gruppo che, se rettamente guidato, può fare molto grazie a coloro
che sono usciti dalla prigione.
Gurdjieff parte dal presupposto che un uomo
ha in se molti uomini, e dal fatto che egli è un dormiente, una
macchina incapace di pensare nel vero senso della parola, utilizzando il suo
vero essere. Per smettere di essere una macchina è necessario conoscere la
macchina, che fino a quando non si conosce si è incapaci di fare qualsiasi
cosa. Per fare bisogna essere, altrimenti tutto accade senza che possiamo fare
nulla.
Su grande scala, tutto ciò che avviene è
regolato da leggi cosmiche generali e influenze, è così, dice Gurdjieff, anche
per le guerre. In questo c’entrano anche le influenze planetarie, e la luna
gioca un ruolo importante. La luna è un pianeta allo stato nascente.



