Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Rene Guenon, la Tradizione e le tradizioni

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Il testo di Guenon lo trovate qua.


Questo testo di Guenon fa capire subito quali sono le ramificazioni pseudo-tradizionali o anti-tradizionali presenti: in particolare gli aspetti che riguardano le influenze moderniste in India (Rabindra Nath Tagore, Dayananda Saraswati e la Società Ariana, Seth Bai e i collegamenti con la Blavatski) dove il protestantesimo ha avuto una grande influenza (pietismo); Barlett e la Società Teosofica (anche se tanta importanza è stata alla Hermetic Brotherhood of Luxor perchè Guenon ne è stato uno dei fondatori); il mormonismo; spiritismo, sciamanesimo, feticismo che vanno a toccare solo i livelli più bassi; nè tantomeno la psicologia o lo yoga inteso nella concezione occidentale di esercizi fisici.

A tal proposito Guenon, mutuando Eleusi, parla di “caduta nel pantano”, di coloro che, pur non essendo qualificati, pretendono di essere iniziati e per imprudenza cadono nell’inferiore senza poter essere rialzati.

Per quanto riguarda il Jainismo, Guenon ne parla come una deviazione del Buddismo. In realtà questo ha una teologia propria ben definita, ed assai diversa dal quella del Budda.

- ogni forma tradizionale particolare è un adattamento della Tradizione primordiale;

- egli riconosce come tradizionale l'iniziazione all'interno dei monasteri ed è supportato dalla convinzione di Evola che nell'ordine cistercense ci fosse "qualcosa di positivo";

I Fratelli Karamazov, il Grande Inquisitore e l'organizzazione tradizionale iniziatica

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"I Fratelli karamazov", da cui il brano del Grande Inquisitore e' tratto, e' considerato l'ultimo romanzo e l'apice letterario di Dostoevskij  (per capire il contesto del romanzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Grande_Inquisitore_(letteratura))
Lo scrittore - per inciso - ateo da giovane e che appoggio' la causa della rivoluzione intellettuale contro la Russia zarista, fu mandato al patibolo, per poi aver avuto salva la vita grazie ad una commutazione della condanna ai lavori forzati in Siberia (il film "I demoni di San Pietroburgo" spiega decentemente la situazione).
Come ogni esperienza lunga e dolorosa, cio' cambio' molto Dostoevskij, che riscopre una nuova liberta' dell'uomo intesa non piu' come rivoluzionarismo ma come riformismo moderato che deve essere spinto da una forte classe intellettuale.

E - soprattutto - tale liberta' inizia ad essere intesa da lui come sacralita' della vita, che puo' essere vista anche come attaccamento personale e profondo a Dio (nel caso russo questo si estrinsecherebbe con la vicinanza alla chiesa ortodossa e non cattolica...).

Demografia e migrazione delle popolazioni: date di rilievo

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(un buon testo di demografia lo trovate qui)

1347-1352 = peste = inizia da Sicilia e finisce in Russia

1450-1600 = forte ripersa poplazione dopo peste

1500-1870 = tratta degli schiavi

1495-96 = conteggio di Colombo e fratello Bartolmè per tributi in oro dei nativi = 1 mln

1514 = il repartimiento ne conta solo 26 mila

1518-19 = epidemia di vaiolo nel Nuovo Mondo

1534 = esplorazione del S. Lorenzo da parte di Cartier

1600-1700 = ristagno popolazione

1603-1867 = epoca Tokugawa Giappone (pace interna, chiusura all’esterno, chiusura a penetrazione cristiana, restaurazione confucianesimo, stabilità strutture politico-amministrative)

1608 = fondazione Quebec (5 mila immigrati)

1627 = [Compagnai dei 100 Associati per la colonizzazione del Quèbec]

1660 = fino a questa data i canadesi francesi = TFT = 11,4

1664 = petse di Londra, Nord Francia, Paesi Bassi

1700 = 160 mln Cina

1720-22 = ultima peste, in Provenza

1750-1900 = popolazione di UK e Galles x6, Francia x1,5

1750 = 800 mln
= la densità di popolamento si accresce notevolmente in Europa (40-60 ab/km2)
= fino al 1750 = la popolazione totale si triplica dal neolitico fino a 750 mln con r=0,6 per mille (0,06%)
= rimozione ostacoli alla fecondità in Iralanda a) patata b) estensione e frammentazione terra

1787 = Censimento Spagna = Floridablanca, Carlo III = 10,4 mln

1790 = art. 1 Cost 1787 = 3,9 mln

1797 = Jenner scopre il vaiolo

1798 = Malthus – “Saggio sul principio di popolazione”

Storia del capitalismo, Michel Beaud

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·         il capitalismo nasce in seno alle società mercantili e monetarie dell’Europa occidentale, ma nel mondo vi sono state società in cui non si è sviluppata questa nuova forma dotata di eccezionali capacità creatrici e distruttrici

La lunga marcia verso il capitalismo

·         la società feudale è da ritenersi compiuta nell’XI secolo: 1) organizzazione della produzione (servaggio, lavoro forzato, corvèes) 2) estorsione del pluslavoro (rendita in lavoro) di cui beneficia il signore con prerogative politiche e giurisdizionali
·         ma appena costituita del tutto la società feudale si decompone: a) rendita in lavoro progressivamente sostituita da quella in natura ed in denaro b) rinascita della vita urbana c) ripresa del commercio e formazione di una borghesia e capitalismo mercantili
·         processo complesso che coinvolge formazione degli Stati nazionali, comparsa di nuovi modi di produzione, colonizzazione, espansione degli scambi
·         la due tappe della lunga marcia sono: 1) la conquista e il saccheggio dell’America nel XVI secolo 2) espansione e affermazione della borghesia
·         le crociate hanno segnato accumulazione di ricchezza; le attività si sviluppano dapprima nelle città italiane nel XIII e XIV secolo, poi in Olanda e Inghilterra; processi tecnologici: stampa, metallurgia, utilizzo dell’acqua come forza motrice, carri nelle miniere, migliore cantieristica per lo sviluppo dei commerci navali
·         prima della formazione dello Stato Nazionale si guarda all’autonomia dalla Chiesa, incrinata dalla Riforma e dal calvinismo, che rompeva con la morale medievale del giusto prezzo e del divieto del prestito ad interesse
·         1487 = Diaz supera il capo di Buona Speranza
1492 = America
1498 = Vasco del Gama raggiunge le Indie circumnavigando l’Africa
·         la sete d’oro inizia nel 1503 dalle Antille (primo carico), per continuare nel 1519 col saccheggio del tesoro azteco in Messico e nel 1534 di quello inca in Perù [in un secolo la popolazione indiana si riduce del 90% in Messico e del 95% in Perù; «l’oro è capace di far entrare le anime in paradiso« dice Colombo]

L'economia cinese, Francoise Lemoine

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p. 7
·         Secondo MADDISON (1998) la Cina è la seconda potenza economica mondiale davanti al Giappone; secondo STUDWELL (2002) lo status di potenza è solo un miraggio; per CHANG (2001) è all’orlo del collasso, come è stato per l’Urss
·         Si tratta di un’economia a diverse velocità e con un apparato statistico inefficiente
p. 8
·         Ha inizialmente puntato sul modello sovietico e su un’industrializzazione pianificata, allo scopo di garantirsi indipendenza politica e autosufficienza economica; negli anni ’80 ha iniziato la propria transizione verso l’economia di mercato attraverso il ritorno all’organizzazione familiare in agricoltura, per poi proseguire negli anni ’90 con la difficile privatizzazione delle grandi industrie
·         La demografia costituisce una forza ed un handicap: il ritmo di crescita della popolazione si riflette nello sviluppo, ma la produttività del lavoro rimane molto bassa (anche se a partire dal 1979 si disimpegna da processi produttivi obsoleti)
p. 9
·         Al di là della crescita spettacolare dei consumi, si è avuto un progresso limitato nei campi della sanità e dell’istruzione, mentre l’aumento della disoccupazione e della precarietà hanno rimesso in discussione le conquiste sociali anteriori alle riforme
·         Le imprese straniere lungo le coste hanno un effetto incerto, tuttavia, sul resto del tessuto industriale
pp. 11-12
·         L’unione sovietica offre un modello di sviluppo ed un sostegno economico, ma gli attriti politici ed ideologici conducono alla rottura consumata nel 1960; anche se i successivi “balzo in avanti” e “rivoluzione culturale” prendono a prestito dal modello staliniano, e una volta riparati i debiti di guerra, i dirigenti cinesi si ispirano direttamente alla NEP, a partire dal piano quinquennale del 1953-57, dopo la riforma agraria e la redistribuzione delle terre ai contadini il 28 giugno 1950
p. 12
·         Nel 1956 praticamente tutta la popolazione contadina è entrata nelle cooperative di Mao e la pianificazione è centralizzata

Storia della Filosofia antica: Nicola Abbagnano e Giovanni Reale

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Per acquistare l'interessantissimo testo di Abbagnano, link qui.

Nulla di ciò che è umano è estraneo alla filosofia, anzi questa, dice Abbagnano, è l'uomo stesso, che cerca il fondamento del suo essere. Per questo, se la filosofia è vera, anche se cela delle verità è "fonte perenne di insegnamento e di vita".
Ed è il filosofo che la fa, non tramite dottrine contingenti, ma una ricerca che guarda all'essenza trascendendo la contingenza.
Tale tentativo dell'uomo di conoscere se stesso deve essere rinnovato, poichè dipende la sua "dignità", che interpreto come un riavvicinamento al sacro.
Dice bene l'autore quando parla di sincerità e umiltà, ma anche quando dice che il filosofo è un compagno di ricerca, una ricerca che si enuclea (Platone docet) soprattutto attraverso il dialogo, che è (come strumento) una colonna portante.
Ma allo stesso tempo la storia della filosofia non è una formazione di un unico corpo di verità: sta a noi discernere studiando i vari autori.
Infatti se una dottrina tramonta, il vero filosofo non tramonta, poichè in quanto si è riuscito ad immedesimare nell'essenza della natura, di sè stesso, e dell'universo, dice cose vere per chi sa intendere.
Certo è che non bisogna fermarsi allo studio del filosofo e a quello che dice, ma il lavoro di speculazione completa il tutto.

Le esperienze filosofiche sono esperienze vitali, non morte, che vanno al di là della forma dottrinale.
La scienza, quella terrena, intesa come razionalismo scientifico, si rifà solo a questa parte formale, per creare un piano sperimentale ed empirico che si basa sul visibile.
Ma le dottrine, le forme, le concezioni del mondo, l'empirismo, sono mutevoli.
La parte valida della filosofia quindi non sta nella buccia dottrinale ma nell'essenza vitale, perennemente valida, che è espressione di un uomo che ha trovato o ha ricercato la sua essenza, e quindi ha le Conoscenze adeguate, anche se con la limitazione della scrittura e delle parole, che sono fini a se stesse.
Tale filosofo è un Uomo che si è rapportato col mondo in cui ha vissuto: scartate queste contingenze, è il resto che bisogna cogliere: ma è solo un punto di riferimento, un punto di partenza.
Infatti, l'intendimento di concezioni anche essenziali del mondo è soggettivo, e procede per tappe: è l'Uomo indagatore attuale che deve capire, al di là dei formalismi che possono essere diversi oggi, quello che è immutabile. Infatti l'essenza, l'essere è immutabile; la percezione, che è umana, è anch'essa una forma.

Tian Shigang 田时钢

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Accademico dell’Accademia Sinica delle Scienze Sociali, di recente andato in pensione, il prof. Tian Shigang è uno dei migliori studiosi cinesi della cultura italiana.
La sua attività si è esplicata soprattutto nel campo delle traduzioni dall’italiano. Qui si è cimentato con i maggiori e più ardui testi della cultura italiana moderna, in particolare Antonio Gramsci e Benedetto Croce. Del filosofo, in collaborazione con l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli, sta curando l’edizione cinese delle opere complete.
Non solo, a suo merito va ascritta anche la traduzione cinese di uno degli autori di riferimento della filosofia italiana del restauro dei beni culturali, Cesare Brandi, della cui opera ha recentemente curato l’edizione cinese, in collaborazione con l’Isiao (istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente).
Il prof. Tian è il vincitore del Premio Flaiano per il 2008, su segnalazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Sciangai.

Invito alla presentazione del libro di Luciano Canfora “Filologia e Libertà”

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare la presentazione del libro di Luciano Canfora Filologia e Libertà, da parte dell’Addetto Culturale IIC Shanghai, Prof. Giorgio Casacchia.
Canfora, Professore ordinario di Filologia greca e latina presso l'Università di Bari e coordinatore scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino, nel suo nuovo libro stabilisce in modo esplicito il collegamento tra l'analisi rigorosa dei testi - la filologia - e l'indipendenza che caratterizza quella libertà di pensiero che è la grande conquista dell'epoca moderna.


Data e Orario: 23 gennaio 2010, 15.00
Luogo: Jifeng Library, 5th F, 399, Caoxi Road (N), Shanghai. 
Ingresso Libero.

La prima autobomba: un’invenzione italiana

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È l’anarchico romagnolo Mario Buda (“Mike Boda”), nel 1920, ad inventarla. L’esplosione distrusse la sede centrale della banca Morgan & Stanley, a Wall Street.
La carica era piazzata su un carretto trainato da un cavallo.

Moda italiana: fashion e lifestyle dell'Italia contemporanea

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«Questa è un’epoca reaganiana, thatcheriana, papalina: il pensiero conservativo si è impadronito delle tecniche dello spettacolo perfezionandole e ha recuperato il ritardo che lo distaccava dalla moda, dal costume corrente.

Il lancio degli yuppy ha permesso a conservatori e tradizionalisti in genere di ostentare una “banda giovanile”, uno stile di consumo per le giovani generazioni improntato alla maturità, al rispetto dell’ordine e delle gerarchie.

Gli yuppy sono gli eredi designati dell’immaginario “classico” che senza di loro sarebbe andato disperso, sommerso dalle mode indifferenti alla fede del Santo Rolex d’Oro, refrattarie alla mistica del capetto firmato, agnostiche nei confronti della Sacra Volvo Familiare.

I giovani, urbani, professionali yes men del capitalismo vincente, devono il successo mondano alla loro immagine, e la loro immagine alla accondiscendenza acritica al principio del profitto. Il loro compito è colonizzare le giungle periferiche, incivilire i nuovi barbari, i neocavernicoli, gli ultimi moicani, battere i truci guerrieri delle tribù metallare, convertire i mangiatori di panini che hanno osato uscire dalle riserve loro assegnate e invadere le strade del centro, disperdere gli adoratori di false madonne.

Nel western sociale della moda spettacolo, sono tornati in scena, proprio al momento giusto, i cari ragazzi del Settimo cavalleria, i marine della normalità, gli amici dello sceriffo pronti a ripulire la città dagli indiani metropolitani. I media stanno dalla loro parte, e loro stanno dalla parte dei media.

Giornata di studi “Le Relazioni tra Italia e Cina: Patrimonio di conoscenze da consolidare”

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare la Giornata di studi “Le Relazioni tra Italia e Cina – Patrimonio di conoscenze da consolidare”.
L’evento, organizzato dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e la Società Geografica Italiana, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, comprende conferenze, dibattiti e una tavola rotonda sulla situazione della Cina contemporanea e in particolare di Shanghai, a cui partecipera' il Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, in qualita' di relatore.


Data e orario: mercoledi' 18 novembre 2009, 10.00-17.00
Luogo: Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, Via della Navicella, 12, Aula Giuseppe Dalla Vedova, Roma.



È morto in Cina, Francesco Maria Taliani, dicembre 1949

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Disse Chu: «Tutti i vostri consoli, quasi tutti i vostri collaboratori diretti hanno aderito al nuovo regime in Italia e confermato ai giapponesi la loro collaborazione. Voi rimanete solo e il vostro silenzio che i giapponesi considerano offensivo è già considerato opposizione decisa. Siete considerato un nemico».
... poi Chu Min Yi: «Noi possiamo comprendervi ma vogliamo salvarvi anche contro di voi. Spiegherò a Tani, lo pregherò di aspettare una settimana prima di informar Mussolini. Troveremo una formula, sarete sempre il primo italiano in Cina. Vi vogliamo bene».

... la vera Cina sfugge viscida, ripiega, ritorna e le perdite inflitte al suo popolo sono minori di quelle di un anno di carestia e di colera. E pur sembra che non vi sia scampo...
Rivedo come alla vigilia della mia partenza per la Cina il Primo Ministro olandese, il vecchio Colijn, nel suo gabinetto dell’Aja.
Con dito nodoso e tremulo accompagnava sulla carta il corso dello Yangtze e mi diceva della crisi imminente dei rifornimenti nipponici, e spiegava il pericolo delle linee di comunicazione che divenivano sempre più lunghe, di peso insopportabile come un cavo infinito e che si sarebbero presto spezzate, e per sempre.
Egli aveva passato tanti anni in Estremo Oriente e ne conosceva gli spazi dove il tempo si spande lentissimo.
Poi v’erano i pranzi del milionario persiano.

I percorsi della memoria a Canton

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I percorsi della memoria si dipanano attraverso modalità di definizione del pensiero ed elevazione dei sistemi di conoscenza. In Matteo Ricci la memoria giunge a livelli di potenziamento e perfezione secondo articolate modalità. Paolo Sabbatini ha illustrato l’esperienza di Ricci nel corso di una conferenza che ha avuto luogo lunedì 19 ottobre 2009 presso l’Università degli Studi Esteri del Guangdong. L’evento rientra tra le attività organizzate dal Consolato Generale d’Italia a Canton nell’ambito della XIX edizione della Settimana della Lingua Italiana.
Sabbatini ha ripercorso l’epopea di Ricci in Cina e ha illustrato le prodigiose qualità del gesuita che conosceva ben 300.000 caratteri cinesi. Ricci utilizzò la memoria per tradurre in cinese gli elementi di Euclide, in quanto non aveva con sé i testi in Cina. Il gesuita aiutò il figlio di un mandarino a esercitare le doti mnemoniche e costui superò brillantemente l’esame. Impiegò inoltre speciali tecniche per insegnare a suonare il clavicembalo a quattro eunuchi dell’imperatore. La canzone del pastorello, presentata da Sabbatini durante la conferenza, è una delle otto musicate e scritte dal missionario maceratese per il clavicembalo.
Ma qual è il segreto che caratterizza l’intensità della persistenza dei concetti per il Ricci? La mente umana ricorda con maggiore facilità i nuovi concetti quando vengono associati a ciò che già si conosce. Sabbatini ha presentato un possibile modo di imparare il lessico altamente complesso e specialistico delle ossa della mano. Agevola dunque la memoria collegare i nuovi difficili nomi a una storia creata in maniera personale sulla base delle associazioni immediate che vengono in mente.

Un esempio ulteriore fornito da Sabbatini riguarda infine un archivio personalizzato che, attraverso un sistema ordinato di caselle, permette di visualizzare le diverse stanze delle abitazioni in cui è vissuto il conferenziere.


(c) Prof. Paola Benvenuto, 2009.
Lettrice di italiano alla Guangdong University of Foreign Studies; con competenza per attività extra-accademiche presso il Consolato Generale d'Italia a Canton.


Shanghai prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale

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Il continuo flusso di viaggiatori portò a Shanghai la American Colony: un piccolo gruppo di intellettuali che visse fuori dalla cerchia edonistica della città, giornalisti radicali simpatizzanti per la causa cinese. Scelsero come punto d’incontro il Chocolate Shop; c’erano, fra gli altri, Edgar Snow e John Powell, tenuti sotto stretta sorveglianza dalla Special Branch.

I giornalisti nella Shanghai degli anni '30

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Il continuo flusso di viaggiatori provenineti da tutto il mondo portò a Shanghai la “American Colony”: un piccolo gruppo di intellettuali che visse fuori dalla cerchia edonistica della città.
Era costituito prevalentemente da giornalisti radicali, simpatizzanti per le cause della popolazione cinese, che avevano esercitato un’influenza pari a quella dei russi sul corso degli eventi in Cina.
Scelsero come loro punto d’incontro il Chocolate Shop: il negozio di un americano che vi vendeva cioccolata, gelati, frappè e altre delizie per il palato dei suoi connazionali.
In quel gruppo c’era anche Edgard Snow, che successivamente scrisse Stella rossa sulla Cina.

Gli ebrei a Shanghai

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«La frugalità nelle piccole cose della vita ti permette di essere audace nelle cose più grandi.»

I primi ebrei che giunsero a Shanghai furono i sefarditi Sassoon, Kadoorie e Hardoon, originari di Baghdad.

Arrivati in India sui cammelli, avevano fatto fortuna sotto la protezione dell’impero britannico, grazie al commercio dell’oppio, del cotone e del tè, ed erano ripartiti per Shanghai già carichi di ricchezze.

Da qui la frase che riassumeva la frase del loro successo: «arrivarono sui cammelli, partirono in Rolls Royce.»

Per difendersi dai suoi numerosi nemici, Silas Hardoon si era circondato di una rete di spie e aveva assunto guardie del corpo irlandesi per la sua protezione e quella della moglie.

Quest’ultima divenne una fervente buddista, incoraggiata alla fede da un monaco del monastero Wumu che sognava di rovesciare il trono dei Manciù.

Ai Li – “amata Li”, come la chiamava il marito – simpatizzò per la causa del monaco e nascose i suoi seguaci, ricercati dalla polizia imperiale, nella propria abitazione. Per contraccambiare tale favore il monaco le mise a disposizione la sua cultura e compose per lei dei poemi per decorare i padiglioni degli Hardoon Gardens.

Dopo la caduta dei Manciù nel 1911, Ai Li Hardoon diede asilo agli eunuchi, che cacciati dalla città proibita, erano rimasti senza tetto e lavoro.

Vado a Shanghai a comprarmi un cappello, Bamboo Hirst, 2008.

La famiglia Soong di Shanghai

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“Si riconosce subito se una donna proviene da Shanghai. Lì le donne sono note per la loro abilità di promuovere se stesse e la capacità di manipolare gli altri. Le sorelle Soong rappresentano l’esempio più famoso.”

Così parlava di loro un analista politico occidentale. Quella dei Soong fu una delle più importanti famiglie di Shanghai, se non di tutta la Cina, nelle tre decadi precedenti il 1949.

Il capostipite, Charlie Soong, era cresciuto e aveva studiato negli Stati Uniti, dove faceva il predicatore. Ritornato nella sua città natale, divenne ricco con la pubblicazione di Bibbie. Ebbe sei figli, di cui le più famose erano le tre figlie femmine: Ailing, Chingling, Mayling.

Nate e cresciute a Shanghai e vissute negli Stati Uniti, dominarono la Cina attraverso i rispettivi mariti: Hsiang Hsi Kung, Sun Yat-sen e Chiang Kai-shek.

A dominare la scena finanziaria fu il fratello, T.V. Soong. Era un liberale e dimostrò di essere un abile negoziatore: «era capace di sostenere simultaneamente due punti di vista contrastanti» si diceva di lui.

Per questa sua abilità godette di ampio credito presso la nuova borghesia cinese. Sollecitò mercanti e industriali a prestare denaro al governo. Per riassestare le finanze del partito nazionalista suggerì alcune misure di emergenza, tra cui una tassa di importazione sull’alcol, sui fertilizzanti, sui soft drink e perfino sulle celebrazioni matrimoniali e funebri.

Nel 1933 venne aletto presidente della Bank of China. All’epoca era considerato l’uomo più ricco del mondo.

Per tre decenni la Cina fu governata da tre famiglie – Chiang, Soong e Kung – legate tra loro da vincoli di parentela, affari, politica e dai rapporti con le società segrete. Controllavano quattro banche: la Bank of China, la Central Bank, la Communications Bank e la Farmers Bank, che divennero lo strumento per il loro arricchimento e il loro potere.

Vado a Shanghai a comprarmi un cappello, Bamboo Hirst, 2008.

Il fratello di sangue Tu a Shanghai

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Oppio, prostituzione, criminalità organizzata: niente sfuggiva a Tu, il celebre capo della mafia che controllava nel’ombra i vari traffici e le bische di Shanghai attraverso le società segrete.

Queste ultime facevano parte della tradizione cinese. Agivano come organizzazione di mutuo soccorso a carattere rivoluzionario. Sorte originariamente per rovesciare i Manciù, in seguito degenerarono in gangsterismo.

Nei periodi di turbolenza politica rappresentavano l’unico partito di opposizione possibile nella Cina imperiale, dove dissentire significava una morte elaborata e dolorosa.

Per appartenere alle società segrete era necessario superare una cerimonia di iniziazione che consisteva di prestare un giuramento di fedeltà, rispettare la complessa gerarchia, imparare a memoria i complicati regolamenti e i segnali di riconoscimento da praticare nei luoghi pubblici. Per diventare “fratelli di sangue”, l’usanza era quella di mescolare il proprio sangue con quello di un altro confratello.

Con la stessa cerimonia Tu entrò a farne parte.

Politica e malavita andavano a braccetto. Il capo della polizia della Concessione Francese, il capitano Fiori, aveva fatto un accordo con il triumvirato, cui concesse il monopolio della vendita dell’oppio in cambio del ripristino dell’ordine nei territori che le autorità francesi non riuscivano a controllare direttamente, come avvenne nel periodo tra il 1926 e il 1930, durante gli scioperi a cetan dei lavoratori della compagnia tranviaria e di quella idroelettrica.

Grazie a questa intente cordiale, vennero aperte numerose fumerie d’oppio nella Concessione Francese e le cannoniere francesi scortavano i carretti di oppio provenienti dal Sichuan fino a i magazzini di deposito, dove era installato un laboratorio per la raffinazione.

Ciò diede un enorme sviluppo al traffico della sroga gestito abilmente dai tre gangster.

Tu possedeva decine di migliaia di informatori, agenti, complici, assassini. Aveva orecchie e occhi dappertutto. Disponeva a suo piacimento delle persone legate tramite vincoli di obbedienza e lealtà all’organizzazione di cui lui teneva le redini.

Vado a Shanghai a comprarmi un cappello, Bamboo Hirst, 2008.

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