Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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MIP - Politecnico di Milano, “Il marketing si guarda allo specchio e si scopre strabico…”, indagine condotta dal Prof. Noci, dal Prof. Boaretto, e dal Prof. Abis

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Ebbe luogo a circa fine ottobre 2011 un sondaggio del MIP – Politecnico di Milano sul tema dei cambiamenti in corso nelle politiche di marketing e comunicazione alla luce dei nuovi trend dei media digitali e della convergenza multimediale (personalmente sono stato invitato a perteciparvi  in data 30 ottobre dal Prof. Giuliano Noci).

SHANGHAI: Serie di Conferenze in occasione delle Celebrazioni per il 150 Anniversario per l’Unita’ d’Italia.

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In occasione del 150 Anniversario per l’Unita’ d’Italia, l’IIC Shanghai è lieto di annunciare una serie di Conferenze che si terranno in varie Universita’ di Shanghai:
- giovedi’ 17 marzo p.v., ore 14.00: Conferenza su “L’Unità degli stati e l’unione delle nazioni”, tenuta dall’Addetto Culturale IIC Shanghai, Prof. Giorgio Casacchia, e proiezione del film “1860” diretto da Alessandro Blasetti (1934). Presso l’Universita’ “Tongji” di Shanghai;
- lunedi’ 21 marzo p.v., ore 10.00: Conferenza su “I personaggi e la storia dell’Italia Unita”, tenuta dal Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, presso l’Università degli Studi Internazionali di Shanghai (SISU);
- giovedi’ 24 marzo p.v., ore 18.30: Conferenza su “Viaggio in Oriente: la Cina agli occhi degli Europei dei secoli XVI-XVIII”, tenuta dall’Addetto Culturale IIC Shanghai, Prof. Giorgio Casacchia, presso l’Universita’ “Tongji” di Shanghai.

Data, Orario e Luogo:
giovedi' 17 marzo 2011, ore 14.00
18F, Zonghe Building, Campus Sino-Italiano, Tongji University, 1239, Siping Road, Shanghai - 同济大学,四平路,1239号,综合楼,18楼
lunedi' 21 marzo 2011, ore 10.00
1550 WenXiang Road, SongJiang District, Shanghai - 上海松江大学城,文翔路1550号,上海外国语大学
giovedi' 24 marzo 2011, ore 18.30
Humanities Faculty, Tongji University, 1239, Siping Road, Shanghai - 同济大学,四平路1239号,人文学院
Ingresso Libero.

SHANGHAI, SUZHOU e NINGBO: Masterclass e Concerti del Soprano italiano Silvia Colombini.

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L’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare una serie di Masterclass e di Concerti tenuti dal Soprano italiano Silvia Colombini a Shanghai, Suzhou e Ningbo dal 19 al 24 marzo p.v..
Il programma e’ il seguente:
- sabato 19 marzo p.v., ore 20.00: Concerto presso il Centro artistico di Cultura e Tecnologia di Suzhou;
-  mercoledi’ 23 marzo p.v., ore 09.00: Masterclass di canto presso l’Universita’ “Tongji”;
- mercoledi’ 23 marzo p.v., ore 19.30: Concerto presso il Teatro Urbanistico di Shanghai;
- giovedi’ 24 marzo p.v., ore 19.30: Concerto presso il Gran Teatro di Ningbo.

Data, Orari e Luoghi:
Sabato 19 marzo 2011, ore 20.00:
Culture and Technology Artistic Centre, 1, Guangfeng Road, Industrial Area (Yuanqu), Suzhou - 苏州科技文化艺术中心,工业园区观枫街1号.
Mercoledi' 23 marzo 2011, ore 9.00
3F, ShiXun Building, Campus Sud, 67, Chifeng Road, Tongji University, Shanghai - 同济大学南校区,赤峰路67号,实训楼,3楼.
Mercoledi' 23 marzo 2011, ore 19.30
Urban Theatre, 4889. Dushi Road, Minhang District, Shanghai - 上海城市剧院,都市路4889号.
Giovedi' 24 marzo 2011, ore 19.30
Grand Theatre, 1, Dazha Road, Jiangbei District, Ningbo - 宁波大剧院,江北区大闸路1号
Info: Ms. Olivia, info2@aacshanghai.com, 0086-13.78.89.98.299


SHANGHAI: Seminario su “Il restauro delle citta’ storiche - Esperienze italiane e cinesi”.

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare il Seminario su “Il restauro delle citta’ storiche - Esperienze italiane e cinesi”, organizzato in collaborazione con IsIAO, Tongji University, UNESCO, Artes International, Regione Emilia-Romagna, Alma Mater Studiorum - Universita’ di Bologna, che si terra’ giovedi’ 10 marzo 2011, alle ore 14.00, presso la Tongji University.
Interverranno: Prof. Alberto Wang (“Campus Sino-Italiano”); Prof. Ruan Yisan (“Ruan Yisan Foundation”); Prof. Giorgio Casacchia (Addetto Culturale IIC Shanghai); Prof. Giampiero Cuppini (“Artes International”); Avv. Giampaolo Naronte (“Studio Zunarelli”); un rappresentante del Distretto di Qufu.
  
Data e Orario: giovedi' 10 marzo 2011, ore 14.00
Luogo: Room 401, 4F, Tongji Urban Planning Center, 1111, North Zhongshan 2 Road, Shanghai (entrance from Guo Kang Road) - 上海同济规划大厦401室,中山北二路1111号(国康路入口).
Ingresso Libero.

SHANGHAI: Presentazione del libro “Supply China Management” di Paolo Barbieri, Lelio Gavazza e Giorgio Prodi.

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare che Giorgio Prodi e Lelio Gavazza presenteranno il loro libro scritto a sei mani con Paolo Barbieri, ed edito da “Il Mulino” (marzo 2011, 208 pp.),  “Supply China Management”.
L’evento, organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Shanghai, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, la Tongji University e la “Garden Books” di Shanghai, si terra’ giovedi’ 10 marzo 2011:
- alle ore 10.00, presso l’Universita’ “Tongji”;
- alle ore 17.00, presso la Libreria Internazionale “Garden Books”.

Prolusione del Console Generale a Shanghai Vincenzo De Luca; intervento del Dott. Valentino Blasone dell’“Osservatorio Asia”; presentazione delle attività dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai.

Data e Orario:
giovedi' 10 marzo 2011:
ore 10.00:
Room 1805, Zonghe Building, Tongji University, 1239, Siping Road, Shanghai - 同济大学,四平路,1239号,综合楼,1805室
ore 17.00: International Library “Garden Books”, 325, Changle Road, Shanghai - 长乐路325号,“Garden Books”韬奋西文书局
Ingresso Libero.

NOTA DEGLI AUTORI

Questo libro è frutto di un progetto di ricerca di Osservatorio Asia, reso possibile grazie al contributo della Fondazione Carisbo, di Ima e di Accenture. A loro va il nostro ringraziamento. La ricerca è stata ideata e condotta dai tre autori; alla stesura del libro hanno collaborato anche Romeo Orlandi e Valentino Blasone. Impostazione e contenuto dell’opera sono il risultato di un lavoro collettivo e condiviso dagli autori, benché la fattiva stesura delle sue singole parti sia stata organizzata secondo il seguente criterio: Romeo Orlandi ha scritto l’introduzione; Giorgio Prodi ha scritto il capitolo 1, i casi Ima, Comer, Beghelli ed Euticals e il capitolo 5 (eccetto il paragrafo 5.2); Paolo Barbieri ha scritto il capitolo 2, i casi Natuzzi, Pirelli, Italmatch, MiniGears e SharMoon e il capitolo 4; Lelio Gavazza ha scritto il caso Mantero, il paragrafo 5.2 e il capitolo 6; Valentino Blasone ha scritto il capitolo 7. Ringraziamo, inoltre, per la straordinaria disponibilità e cortesia tutte le persone che abbiamo intervistato e le aziende protagoniste dei casi aziendali: Giampiero e Graziano Beghelli per Beghelli, Giuliano Spaggiari per Comer Industries, Riccardo Anzuini per Euticals, Massimo Marchesini per Ima, Sergio Iorio per Italmatch, Mirella Privitelio per Mantero, Fabio Antonello per MiniGears, Giuseppe Cattaneo per Pirelli. Lelio Gavazza e Valentino Blasone, oltre a scrivere i capitoli sopra citati, sono stati anche intervistati rispettivamente per il caso SharMoon e il caso Natuzzi. Nella fase di ideazione del progetto sono stati molto utili i consigli di diversi membri del comitato scientifico di Osservatorio Asia, in particolare Andrea Lipparini, Romeo Orlandi e Alberto Forchielli. Marta Zucchelli ha collaborato nella raccolta dei dati del capitolo 1 e Mattia Bellomi ha collaborato ad alcune interviste in Cina.  INTRODUZIONE Questo libro viene consegnato alle stampe contemporaneamente alla diffusione della notizia che la Cina ha sorpassato il Giappone ed è divenuta la seconda potenza economica mondiale in termini di Pil in valori assoluti. L’affermazione è altamente simbolica ma non è né inattesa né eccezionale. Da molto tempo la Cina aveva già conquistato la stessa posizione, se si considera il Pil una misura della ricchezza a parità di potere d’acquisto (Ppp, Purchasing Power Parity). Si tratta di un criterio più appropriato, da anni utilizzato anche dal Fondo Monetario Internazionale. Inoltre, la conquista della posizione a ridosso degli Usa va messa in doverosa relazione con la dotazione dei fattori di produzione. Sarebbe automatico attendersi che il paese con la maggiore popolazione mondiale, con una superficie grande e con risorse naturali non scarse sia naturaliter la prima economia mondiale. Come noto, vicende storiche e politiche hanno reso la produttività dei fattori in Cina inferiore rispetto a quella dei pae si che per primi si sono industrializzati su larga scala. La performance cinese va dunque storicizzata, mettendola in relazione con l’arretratezza del paese e con gli spettacolari balzi in avanti che vengono testimoniati dalle cronache economiche. La dialettica interpretativa si arricchisce dunque di un dubbio che viene da lontano e che, tuttavia, si proietta nel futuro; è più sorprendente che la Cina si avvii a diventare la prima potenza al mondo oppure che non lo sia già? Studiare dunque le caratteristiche della crescita cinese appare un esercizio utile per capire con quale ritmo essa continuerà e quando la Cina riprenderà il posto che per molti secoli ha detenuto, quello di paese più popoloso e più forte economicamente al mondo. Rimane invece ancora di difficile prospettiva immaginare se e quando il paese vanterà il più alto reddito pro-capite, almeno tra quelli di grandi dimensioni. Per il momento i cambiamenti vengono circoscritti alla possanza economica, ma rimangono comunque epocali. Insieme all’ascesa di altre nazioni con popolazione numerosa, quella cinese rimarca una tendenza inedita: presto i paesi più forti economicamente non saranno quelli più ricchi. è di tutta evidenza un rimescolamento degli assetti politici e strategici dell’intero pianeta. Il traguardo della Cina è l’ultimo di una serie di successi. Nel 2009 il dragone è diventato il più grande esportatore mondiale di merci. Ha scalzato la Germania dopo una rincorsa che l’ha vista sorpassare, in pochi anni, le tradizionali potenze esportatrici, compresa l’Italia. Oggi la Cina vanta una percentuale del 9,8 sulle esportazioni mondiali. I ritmi della sua affermazione contano più del suo valore assoluto. La conquista di posizioni si è rivelata veloce e redditizia. La export led growth è stata, almeno fino alla crisi del 2008, il modello di riferimento, stella polare della dirigenza. L’aumento del Pil è stato dovuto principalmente ad investimenti ed esportazioni. Il paese è divenuto una titanica macchina da merci, un immenso opificio per l’umanità, dove si poteva produrre per ogni necessità. è stato un magnete irresistibile per le multinazionali, che hanno trasferito nel paese capitali, macchinari, risorse intellettuali e speranze. Nessuna altra destinazione poteva offrire, almeno in via di principio, la stessa attrattiva della Cina: una miscela imbattibile di bassi costi dei fattori di produzione, manodopera economica, inesauribile e disciplinata, stabilità politica, miraggio di un mercato infinito. Il paese ha attratto 160.000 aziende straniere e da anni è la destinazione dove maggiormente si indirizzano gli Ide (Investimenti diretti esteri). La delocalizzazione in Cina ha colpito sia le imprese dei paesi industrializzati sia le ambizioni di altri paesi emergenti, penalizzati dall’offerta cinese e ostacolati da una minore capacità negoziale rispetto al peso politico di Pechino. Un altro record cinese è la dimensione delle casseforti statali, dove sono conservate le più alte riserve internazionali al mondo. L’astronomica cifra di 2.475 miliardi di dollari deriva dall’afflusso combinato di capitali d’investimento stranieri e di attivi commerciali. L’importo non viene intaccato dai già massicci investimenti interni. Questi vengono finanziati attraverso l’intermediazione bancaria che raccoglie il risparmio della popolazione, tradizionalmente attestato su livelli molto alti. è facilmente intuibile che l’uso delle riserve cinesi riveste un carattere politico, soprattutto in periodi di crisi. Al di là delle diversificazioni degli usi, è altamente probabile che una parte venga utilizzata per finanziare acquisizioni all’estero, sia di imprenditori privati sia di Fondi Sovrani. Gli acquisti su scala internazionale sono in grande aumento ed è verosimile che molto presto risulteranno anch’essi i più cospicui al mondo. La Cina è dunque pronta a valicare la Grande Muraglia che l’aveva protetta ma anche, per lunghi periodi, condannata all’immobilismo. Dopo averla abbassata per attirare i capitali stranieri, ora la annulla per aggiungere forza al suo esperimento sociale. è un segnale che nella globalizzazione diminuiscono le protezioni, anche le più radicate. La Muraglia era contemporaneamente fisica ed ideologica, tesa a sottolineare l’unicità della civiltà cinese. L’orgoglio nazionale, la coscienza della propria storia non vengono rinnegati dall’avventura all’estero, anzi proprio da essi la Cina riafferma la sua forza e la sua centralità. Questa è l’ambizione di Pechino, consapevole che non è possibile adagiarsi sui successi e che nella globalizzazione il paese è diventato, contemporaneamente, più forte e più fragile, destinato ad una crescita incessante per non impoverirsi. I profitti deriveranno sempre più da controllo, distribuzione, forza finanziaria. Le acquisizioni più importanti finora sono state di materie prime, soprattutto energetiche. Grandi paesi minerari come il Canada e l’Australia, oppure produttori di Africa ed America Latina sono stati le controparti del governo cinese. Ad essi si aggiungono, e sono in crescita, gli acquisti di società dei paesi industrializzati. è un fenomeno imprenditoriale che si inserisce nella volontà politica di far uscire il pae se da una dimensione esclusiva della produzione, quella sintetizzata dall’efficace espressione di fabbrica del mondo Le dotazioni monetarie servono per acquistare qualità, termine inteso nella sua declinazione più vasta: innovazione, tecnologia, affermazione del marchio, ottimizzazione degli approvvigionamenti, alleanze finanziarie. Questo percorso di emancipazione dalla quantità» poggia su un altro binario: lo sviluppo del mercato interno. Si tratta contemporaneamente di una scelta e di una necessità. Rivela l’urgenza di porre rimedio ad una situazione di plateale sperequazione sociale. La Cina è divenuta più ricca e più disuguale. Probabilmente è divenuta prospera velocemente proprio perché ha rinnegato l’egualitarismo maoista. Ha prevalso la convinzione che la ricchezza è trainata dalle disuguaglianze. Affermava Deng Xiao Ping nel 1985: Non è possibile arricchirsi tutti insieme. Lasciamo che alcuni si arricchiscano per primi e poi aiutino gli altri a farlo . La distribuzione della ricchezza è sbilanciata, ma non più estendibile. Le differenze sociali sono eclatanti e soprattutto visibili. Il rischio di instabilità sociale è forte, perché la società potrebbe aver messo in moto meccanismi non più controllabili. Il governo ha alcune opzioni: revisione del meccanismo delle imposte, estensione del welfare dopo lo smantellamento, aumento delle retribuzioni per i meno abbienti. Quest’ultima soluzione è praticabile per via indiretta. La dirigenza sembra appoggiare le rivendicazioni salariali che hanno scosso la Cina con un’inedita diffusione. Un aumento dei salari avrebbe conseguenze benefiche anche sui consumi interni e sulla determinazione di trasformare il paese verso ambiti più qualitativi. Maggiore costo della manodopera significa scoraggiare gli investimenti delle multinazionali in fabbriche labour intensive. Settori maturi, come il tessile ed il calzaturiero, possono essere adeguatamente trasferiti in altri paesi emergenti, dove i costi sono ancora più bassi. L’attrazione dei capitali stranieri si baserà, dunque, sui vantaggi reciproci, da negoziare su un base paritaria. Maggiore reddito disponibile sarà, infine, necessario per rinnovare il modello di crescita, imperniandolo sulla domanda interna. Una domestic led growth è all’orizzonte di Pechino e, sebbene con tempi diversi, della comunità d’affari internazionale. Per la Cina è necessario affrancarsi dal ciclo internazionale. è ovviamente un tentativo di rendere meno cogente la dipendenza, non di percorrere impossibili strade autarchiche. La crisi innescata nel 2008 aveva posto la Cina in una situazione drammatica. La flessione della domanda, soprattutto negli Stati Uniti, si era ripercossa immediatamente sull’export cinese: migliaia di fabbriche hanno chiuso i battenti, 20 milioni di lavoratori sono rimasti disoccupati. La fase acuta è stata presto superata, grazie ad un maxi-intervento di stampo keynesiano da parte del governo. Tuttavia il rischio potrebbe ripresentarsi, ed è facilmente intuibile che i destini del paese non possono essere lasciati a fattori fuori del controllo. La prima fase di accumulazione/produzione si è dunque chiusa con successo. La seconda è in divenire e deve affrontare nuove problematiche. La congiunzione tra i due periodi è la continua capacità di produrre valore, di essere sempre attore principale della supply chain. Da questo assunto parte l’ambizione di questo libro. Gli autori tentano di emergere dalla semplificazione analitica che identifica la Cina come una sintesi redditizia di controllo politico e bassi salari. Queste caratteristiche sono state necessarie ma non sufficienti per lo sviluppo della Cina contemporanea. Non si inanellano successi costanti e spettacolari se l’intero sistema paese, pur nella sua complessità, non si muove nella stessa direzione. Il faro della Cina è stato, ed ancora rimane, la produzione di ricchezza, la creazione di valore. Se una prima fase si è imperniata sulle fabbriche, la seconda è più estesa orizzontalmente. Dopo la svolta denghista, il paese non è uscito dal solco dei paesi in via di sviluppo: l’industrializzazione passa attraverso la produzione di manufatti a basso costo unitario. La fase attuale si è arricchita di sofisticazioni che verranno sezionate nel libro. Alla manodopera incessante si sono aggiunte le comunicazioni, le infrastrutture, la logistica, l’alta velocità dei treni, la capacità di lavorare in reti, l’ottimizzazione degli approvvigionamenti. Questi sono i veri motivi per i quali le multinazionali continuano a privilegiare la Cina. Il basso costo della manodopera è comune nei paesi in via di sviluppo, ma lì la supply chain spesso si interrompe all’uscita dai cancelli delle fabbriche. Al contrario, la Cina continua a progredire nelle infrastrutture: nei primi otto mesi del 2010 il porto di Shanghai ha conquistato la supremazia mondiale. Fedele alla convinzione di Osservatorio Asia – La conoscenza è un fattore di successo – il lavoro si snoda attraverso tre parti: l’impostazione teorica dell’analisi, la verifica empirica con dieci casi aziendali tra i più significativi del panorama italiano, le conclusioni strutturate sulle evidenze scrutinate. è un lavoro nel quale il metodo è ugualmente importante del merito. Senza un approccio articolato e senza un’opportuna dose di umiltà, non si riuscirebbe a comprendere un fenomeno complesso, inedito e che talvolta disorienta. Una sintesi efficace è stata offerta da Yang Yuanqing, presidente della Lenovo, l’azienda cinese che ha effettuato la prima famosa acquisizione all’estero. Nel 2004 ha infatti acquistato la divisione personal computer della Ibm, in un tentativo, finora riuscito, di mettere insieme fattori e competenze per produrre ricchezza. La Lenovo era infatti, fin dal 1997, la marca di Pc più diffusa in Cina. La sua affermazione è esemplare nella sua asciuttezza: In un mondo con un solo fuso orario – “adesso” – la sfera degli affari deve reperire i materiali, l’innovazione, i talenti, la logistica, le infrastrutture e la produzione dovunque siano disponibili al meglio . Abituarsi a convivere con un ciclo di lavoro senza pause può risultare inquietante, un ritorno al passato che le società industrializzate e democratiche sembravano aver sconfitto. La specializzazione del reperimento dove più vantaggioso appare, invece, un terreno neutrale, dove potrebbero e dovrebbero emergere l’intraprendenza, l’acume, la capacità di rischio. Dalla Cina arriva una sfida sulle competenze, secondo un modello sconosciuto all’Occidente, e proprio per questo meritevole di approfondimento.

Paolo Barbieri è ricercatore in Ingegneria gestionale nella Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bologna. Dottore in ricerca in Ingegneria gestionale, è stato ‘visiting scholar’ presso la Michigan State University e la Clarkson School of Business.

Lelio Gavazza, esperto di supply chain management e consulenza strategica e direzionale, è managing director della Greater China per il Gruppo Bulgari. E’ membro del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia.

Giorgio Prodi è ricercatore in Economia applicata presso la Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara e membro del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia. Con ‘Il Mulino’ ha pubblicato ‘A volte producono’ (con Romeo Orlandi, 2006) e ‘Produrre nella terra dei servizi’ (con Sauro Mezzetti, 2009).

OSSERVATORIO ASIA
La conoscenza come fattore competitivo.
Osservatorio Asia è un organismo nato da uno stretto rapporto di collaborazione tra esponenti del mondo imprenditoriale e accademico, con la volontà di analizzare con continuità i rapporti economici Italia-Asia.
Obiettivo di Osservatorio Asia, è quello di stimolare gli imprenditori italiani ad acquisire una maggiore consapevolezza dei mercati asiatici.
Osservatorio Asia promuove varie attività (convegni, seminari, ricerche, corsi di formazione e progetti editoriali), al fine di fornire un concreto sostegno all’internazionalizzazione delle nostre imprese. 

Celebrazioni per il 150 Anniversario dell'Unita' d'Italia: Lessico Risorgimentale Cinese-Italiano 意大利复兴运动的汉意词汇

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A

m奥地利Aòdìlì Austria

B

m巴马公国Bāmă Gōngguó Ducato di Parma

D

m地方行政长官 dìfāng xíngzhèng zhăngguān prefetto
m都灵Dūlíng Torino

F

m法国皇帝Făguó huángdì imperatore dei Francesi
m斐迪南 Fĕidínán 1. Ferdinando I {1751-1825} 2. Ferdinando II {1810-1859}
l斐迪南三世 Fĕidínán Sanshi Ferdinando III di Sicilia {1759-1816}
m佛罗伦萨Fóluólúnsà Firenze
m复兴运动Fùxðng Yùndòng Risorgimento

G

m共和派gònghépài repubblicano

H

m哈普斯堡―洛林Hāpŭsðbăo-Luòlín Asburgo di Lorena [<ted. Hapsburg]

J

m加富尔Jiāfù’ĕr Camillo Benso conte di Cavour {1810-1861}
m加里波迪Jiālĭbōdí Giuseppe Garibaldi {1807-1882}
l加里波迪派jiālĭbōdípài garibaldino
m教皇jiàohuáng papa, sommo pontefice
l教皇辖地jiàohuáng xiádì territori pontifici
m教会辖地jiàohuì xiádì territori pontifici
  
L

m利古里亚共和国 Lìgŭlĭyà Gònghéguó Repubblica Ligure {1797-1805}
m两西西里王国 Liăng Xðxðlĭ Wángguó Regno delle Due Sicilie
m罗马 Luómă Roma

M

m玛丽·路易丝Mălì Lùyìsð Maria Luisa d’Austria {1791-1847}
m马志尼Măzhìní Giuseppe Mazzini {1805-1872}
l马志尼派 măzhìnípài mazziniano
m摩德纳 Módénà Modena

N

m那不勒斯 Nàbùlèsð Napoli
m拿破仑 Nápòlún Napoleone Bonaparte {1769-1821}

P

m皮埃蒙特宪法Pí’áiméngtè xiànfă [lett. Carta costituzionale del Piemonte] Statuto Albertino {4 marzo 1848}

S

m撒丁王国 Sādðng Wángguó Regno di Sardegna
m省 shĕng regione: 每个省归一个地方行政长官瞎管 ogni regione ricade nella giuridizione di un prefetto

T

m托斯卡纳 Tuōsðkănà Toscana: 在托斯卡纳,对一切罪行都已废除死刑 in Toscana la pena di morte fu abolita per ogni tipo di reato
l托斯卡纳大公 Tuōsðkănà dàgōng Granduca di Toscana
l托斯卡纳刑法 Tuōsðkănà xíngfă Codice Leopoldino {promulgato da Pietro Leopoldo nel 1786}

W

m威尼斯 Wēinísð Venezia
m威尼提亚Wēinítíyà Venezia
m维也纳会议Wēiyĕnà huìyì Congresso di Vienna {1814-1815}
m维克托·伊曼纽一世 Wēikètuō Yðmànniŭ Yðshì Vittorio Emanuele I di Savoia {1759-1824}
m无益 Wúyì “Non expedit” {latino per “non conviene”, disposizione pontificia che consiglia ai cattolici di non partecipare alle elezioni, presa per la prima volta il 30 gennaio 1868 e ribadita più volte da Pio IX}: 还有教皇关于无益的训谕,就是天主教徒不得当选举人,也不得当候选人 ci fu anche un monito papale, il “Non expedit”, a che i cattolici non votassero né si candidassero alle elezioni

X

m行动党 Xíngdòngdăng Partito d’Azione {fondato da Mazzini nel 1853}

Y

m意大利问题 Yìdàlì wèntí questione italiana

Benvenuto al nuovo Console Generale, Cons. d'Amb. Vincenzo del Luca e Donazioni di libri alla Biblioteca dell'Universita' "Tongji" di Shanghai

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Donazioni di libri alla Biblioteca dell'Universita "Tongji" di Shanghai. Da sinistra: il Console Generale d'Italia a Shanghai, Vincenzo De Luca; il Presidente del Campus Sino-Italiano, Prof. Fang Shou’en; l'Addetto Culturale IIC Shanghai, Prof. Giorgio Casacchia.

Cerimonia di benvenuto al nuovo Console Generale d'Italia a Shanghai, Vincenzo De Luca, alla presenza del Presidente del Campus Sino-Italiano, Prof. Fang Shou’en. Presso "Tongji" University di Shanghai.

SHANGHAI: Festival “Da Venezia a Shanghai. I grandi film” - seconda parte - .

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare la seconda parte del Festival “Da Venezia a Shanghai. I grandi film.”, organizzato in collaborazione con IIC Pechino, alla presenza dei registi Marco Muller e Saverio Costanzo, e dell’attrice Alba Rohrwacher.
La proiezione del film “La solitudine dei numeri primi” avverra’:
- domenica 19 dicembre p.v., ore 18:30, presso il Campus Sino-Italiano dell’Universita’ Tongji;
- lunedi’ 20 dicembre p.v., ore 18:30, presso l’Auditorium dell’Accademia del Teatro.
I film verranno proiettati in lingua italiana con sottotitoli  in lingua cinese.

Data, Orario e Luogo:
domenica 19 dicembre 2010, ore 18.30
1F, Yifang, Tongji University, 1239, Siping Road, Tongji University, Shanghai - 上海四平路,1239号,同济大学,1楼.

lunedi' 20 dicembre 2010, ore 18.30
Auditorium, Room 209, “Red Palace”, 630, Huashan Road, Shanghai - 上海戏剧学院,华山路630号,红楼,209阶梯教室

Ingresso Libero.

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

Regia: Saverio Costanzo
Cast: Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Martina Albano
Drammatico, 118' – Italia, Francia, Germania, 2010

La Storia
I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi. Sono numeri solitari e incomprensibili agli altri.
Alice e Mattia sono entrambi "primi", entrambi perseguitati da tragedie che li hanno segnati nell'infanzia: un incidente sugli sci per Alice, che le ha causato un difetto a una gamba, la perdita della sorella gemella per Mattia. Quando, da adolescenti, s'incontrano nei corridoi di scuola, riconoscono il proprio dolore l'uno nell'altra.
Crescendo, i loro destini s'intrecciano in un'amicizia speciale, finché Mattia, laureatosi in fisica, non decide di accettare un posto di lavoro all'estero. I due si separano per molti anni e sarà una sequenza di eventi a ricongiungerli, per riportare in superficie una quantità di emozioni mai confessate e costringere Alice e Mattia ad affrontare la domanda delle loro esistenze: due numeri primi potranno mai trovare un modo per essere insieme?
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI è una meditazione commovente sulla solitudine, sull'amore e sulle conseguenze dell'infanzia.

SAVERIO COSTANZO
Nasce a Roma nel 1975. Dopo la laurea in Sociologia delle Comunicazioni,si trasferisce a New York dove realizza un documentario a puntate via internet sulla vita quotidiana sullo spazio pubblico del caffè Milleluci di Brooklyn. Nel 2000 scrive, filma, dirige e monta la docu-fiction "Sala Rossa", ambientata all'interno della rianimazione d'urgenza del policlinico Umberto I di Roma, vincendo la menzione speciale della critica al festival internazionale di Torino. A "Private", il suo primo lungometraggio (Pardo d'Oro al Festival Internazionale di Locarno), segue "In Memoria di Me" presentato in concorso alla Berlinale 2007. "La solitudine dei numeri primi" è il suo terzo lungometraggio.

ALBA ROHRWACHER
Attrice tra le più interessanti del panorama cinematografico italiano, fin da piccola si dedica al teatro, frequenta i corsi dell'Accademia dei Piccoli di Firenze e poi, dopo il diploma, decide di trasferirsi a Roma per iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Inizia così il suo percorso da professionista nel mondo della recitazione, prima a teatro, poi in televisione. L'esordio al cinema avviene nel 2004 con L'amore ritrovato di Carlo Mazzacurati. Il 2007 è per lei un anno molto proficuo dove l'attrice dimostra grandi capacità di adattamento, seppur prediligendo il genere drammatico a quello comico. Nel 2008 riceve il suo primo David di Donatello. Ormai consacrato volto del cinema italiano, viene scritturata come protagonista da alcuni dei più conosciuti registi italiani.

MARCO MULLER
Dal 2004 direttore del Settore Cinema della Biennale di Venezia e della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Marco Müller è nato a Roma nel 1953.
Dopo una specializzazione di due anni e un dottorato di stato in Cina, inizia un’attività di ricerca e insegnamento in Italia fino al 1980, mentre si conferma il suo profilo di “fabbricante di festival”.
Dopo aver collaborato con diversi festival europei (dal 1979 al 1995 è consulente della Mostra di Venezia per il cinema cinese ed asiatico), crea e dirige nel 1982 a Torino il primo grande festival del capoluogo piemontese, Ombre elettrice, la prima e più completa retrospettiva storica del cinema cinese mai organizzata in Europa. È poi direttore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (Festival di Pesaro) dal 1982 al 1989, del Festival di Rotterdam tra il 1989 e il 1991, e infine di quello di Locarno – sino all’edizione 2000.
Inventa alcune importanti fondazioni di sostegno al cinema asiatico e del Sud del mondo, lo Huub Bals Fund (nei Paesi Bassi), la Fondazione Montecinemaverità (in Svizzera), la Fondazione Cinema Sud-Est (in Italia). Suscita la nascita di Fabbrica Cinema, struttura che dirige all’interno di Fabbrica, il Centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton, dove si occupa della formazione di nuovi cineasti e videasti e produce film che vincono un Oscar (per il miglior film straniero) e otto premi importanti alla Mostra di Venezia e ai Festival di Cannes e Berlino.
Ha scritto numerosi libri e saggi sul cinema cinese e asiatico, è Professore ordinario di Production Design alla Facoltà di Architettura dell’Università della Svizzera italiana. Per il suo contributo alla scoperta e alla diffusione di cineasti e cinematografie è stato insignito di numerosi premi in Italia, Svizzera, Francia, Russia e Giappone.

SHANGHAI: Festival “Da Venezia a Shanghai. I grandi film”.

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare il Festival “Da Venezia a Shanghai. I grandi film.”, organizzato in collaborazione con IIC Pechino, alla presenza del regista Aureliano Amadei e del giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli.
Il programma a Shanghai e’ il seguente:
- domenica 12 dicembre p.v., ore 15:30: proiezione dei film “20 Sigarette” e “I Malavoglia”, presso il Campus Sino-Italiano dell’Universita’ Tongji;
- lunedi’ 13 dicembre p.v., ore 13:30: Masterclass di Enrico Magrelli, presso il Campus di Jiading dell’Universita’ Tongji.
I film verranno proiettati in lingua italiana con sottotitoli cinesi.

L'Italia all'International Day della British School, 17 novembre 2010

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SHANGHAI: Conferenza “Il Librettese: un gergo che, tramite le Arie immortali dell’Opera italiana, avvicina melomani di tutto il mondo” .

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L’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare la Conferenza “Il Librettese: un gergo che, tramite le Arie immortali dell’Opera italiana, avvicina melomani di tutto il mondo”, organizzata in collaborazione con l’Associazione degli Studenti della SISU, e tenuta dal Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini.
La Conferenza si terra’ nel giorno di lunedi’ 29 novembre p.v. alle ore 18.00.
Che cos’è un ‘libretto’? Questo termine designa sia il libro di piccolo formato utilizzato dagli spettatori per seguire lo svolgimento di un’opera in musica, sia il contenuto di questo stesso volume, un componimento letterario a vocazione strettamente scenico-teatrale, i cui personaggi sono destinati ad agire cantando.
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