Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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Frammenti di un insegnamento sconosciuto: Ouspenski su Gurdjieff

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Gurjieff afferma che in India vi sono scuole filosofiche che conducono alla Conoscenza, in Egitto in passato è stata conservata la teoria, e in Persia la pratica. Che i suoi capisaldi fossero stati la tecnica dello stop e la danza è noto, e basa il primo sulla conoscenza di se stessi a partire da quella fisica (e soprattutto sul rilassamento muscolare) e la seconda su movimenti del corpo ben precisi tesi a far scattare la scintilla per la scoperta delle leggi della natura.
Egli insiste anche sull’importanza del lavoro di gruppo che, se rettamente guidato, può fare molto grazie a coloro che sono usciti dalla prigione.

Gurdjieff parte dal presupposto che un uomo ha in se molti uomini, e dal fatto che egli è un dormiente, una macchina incapace di pensare nel vero senso della parola, utilizzando il suo vero essere. Per smettere di essere una macchina è necessario conoscere la macchina, che fino a quando non si conosce si è incapaci di fare qualsiasi cosa. Per fare bisogna essere, altrimenti tutto accade senza che possiamo fare nulla.

Su grande scala, tutto ciò che avviene è regolato da leggi cosmiche generali e influenze, è così, dice Gurdjieff, anche per le guerre. In questo c’entrano anche le influenze planetarie, e la luna gioca un ruolo importante. La luna è un pianeta allo stato nascente.

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