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| L'estasi di Santa Teresa D'Avila, del Bernini. |
“Metafisica
del Sesso” di Julius Evola, qui si trova il testo.
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Il sesso non è una potenza oscura subpersonale e anzi va sacralizzato.
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Il sesso non è una potenza oscura subpersonale e anzi va sacralizzato.
Oggi il sesso è vissuto con una non naturalezza del
desiderio e con delle perversioni soprattutto perché mancano punti di
riferimento superiore. Si arriva all’orgasmo, che comunque è un momento di
crisi, di rottura senza sapere nemmeno perché e privandolo del suo spirito
originario.
Anche la repressione sessuale intesa come moralismo ha poco
senso come fine a se stessa: quello che ci vuole, come in tutte le cose, è equilibrio.
Per Evola questa repressione significa uno sconvogilmento
della virilità olimpica e della femminilità demetrica.
Un esempio su come intendere il sesso nel voyerismo comune
è la nudità anatomica che è contemplata, mentre nelle cerimonie iniziatiche
sovrasta su questa forma quella della nudità spirituale.
In ogni caso, Evola non fa una trattazione dal punto di
vista fisico, e nemmeno psichico (secondo il quale un uomo si può sentire donna
e viceversa), ma dal punto di vista metafisico.
Sesso significa “diviso”, quindi c’è qualcosa che va
riunito, e la sessuologia ha poco o nulla a che fare col sesso in senso
assoluto, tanto che determinati apetti dell’eros,
quello vero, sono divenuti latenti nell’uomo di oggi che intende il sesso come
esclusiva esperienza sessuale fisica.
