
L'ingiustizia e buona parte del male nel mondo derivano dal non avere svolto sufficientemente il pensiero e diffuso la razionalità.
Un'etica universale ed applicabile nei rapporti umani, come nei rapporti sociali (Kant insegna), non può che derivare dalla ragione.
Dagli irrazionalisti derivano invece gli autos da fè, i pogrom, i lager, perchè "è il sonno della ragione che genera i mostri".
Esaltare la passione come categoria robusta e potente ed esaltare addirittura la gratuità del gesto porta a quelle concezioni attivistiche e volontaristiche della vita sulle quali si pongono i regimi totalitari. Può anche portare ad affermare che la guerra è bella e - supremo insulto ai morti - che la guerra è l'igiene del mondo.
Naturalmente se qualcuno per temperamento è portato alla fantasia o allo scatto di generosità non c’è nulla di male, purchè non se ne faccia una filosofia di vita che ci faccia ripiombare in quella che Croce definiva "la mala pianta dell'irrazionalismo".
Gli istinti possono scatenarsi ciecamente se non sono guidati da una disciplina. Questa deve essere la fede, piu' che la ragione; non una fede cieca, che conduce alle altre aberrazioni … una fede che e' la conquista di un animo temprato dall'umiltà di non considerare nulla come definitivo.
E' in sostanza la posizione di chi considera il dialogo con un Dio sconosciuto ma presente. Il punto d’arrivo è la maturità del dialogo. Durante il tragitto, l’uomo che cerca e che si rivolge a Lui non può che commuoversi: in verità, si è scossi dal tuono dell’immenso, non si riesce ad alzare la testa.