Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

Il Granducato di Seborga: in Italia lo Stato più piccolo del Mondo

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Lo Stato più piccolo d’Europa è un paesetto di 300 abitanti
IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO FA LA DROGHIERA

Nell’Italia nordoccidentale sorge lo Stato più piccolo d’Europa: il Granducato di Seborga, in origine un normale paesetto agricolo, che nel 1963 si proclamò indipendente e si costituì in “Stato sovrano”. Pur avendo soltanto 362 abitanti, è dotato di una costituzione, di una moneta, di francobolli e perfino di un esercito; a tutto il 2009 ha “relazioni diplomatiche” con 46 nazioni. Ciò nondimeno, lo Stato italiano considera il granducato una cosa da ridere.

IL PAESETTO DI MONTAGNA SI È PROCLAMATO STATO INDIPENDENTE

A quanto si sa, in origine il granducato era un normale paesetto agricolo della Liguria, nell’Italia nordoccidentale, su un monte vicino al confine francese. A circa trenta miglia da una meta turistica, la riviera ligure, confina con il Principato di Monaco, un piccolo Stato indipendente e autonomo. Nel 1963, il ventisettenne capo dei fiorai della zona, Giorgio Carbone, nello sfogliare la storia locale scritta dal vecchio parroco del paese, scoprì che il paese era sorto nel 954 d.C. e che dal 1079 al 1729 era stato un granducato sottoposto al Sacro Romano Impero. Nel 1861 però, dopo l’unificazione italiana a opera dei Savoia, il granducato non fu elencato nell’elenco delle proprietà del Regno d’Italia dei Savoia. Il Carbone ritenne così che il granducato non fosse mai entrato a far parte dell’Italia moderna!



Dopo che ebbe espresso la sua sorprendente opinione, il Carbone ottenne subito il sostegno unanime dei compaesani. Con un plebiscito, la comunità lo elesse “granduca”, col nome di Giorgio I.
Nel 1963, il Carbone proclamò ufficialmente l’indipendenza del granducato e donò un passaporto stampato con tutti i crismi ai turisti che vi giungevano, proclamando ufficialmente la “fondazione dello Stato”. Nel 1995, lo Stato promulgò la costituzione.

LO STATERELLO HA “RELAZIONI DIPLOMATICHE” CON 46 NAZIONI

In quanto Stato più piccolo d’Europa, il granducato ha una superficie di circa km 2,4 e una popolazione di soli 362 abitanti, ma è dotato di una costituzione, una moneta, francobolli, di un esercito ecc., e nel 2009 aveva “relazioni diplomatiche” con 46 nazioni.
Dal 1994 al 1996, il Granducato di Seborga ha battuto moneta, il luigino. La moneta circola localmente ed è riconosciuta dalle banche internazionali; un luigino si cambia a 6 dollari americani e può a buon diritto vantarsi di essere la valuta circolante di valore più alto al mondo. Tuttavia, fuori del granducato, il luigino non ha valore legale e il governo italiano è il primo a non riconoscerlo. Il granducato emette anche francobolli, che però hanno solo un valore collezionistico e non possono essere usati sulle buste.


IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA L’OSTE

 A quanto risulta, le poste e telegrafi, le scuole e gli altri servizi del Granducato non differiscono in nulla da quelli delle altre parti d’Italia. Alle porte del paese montano la guardia alcuni “militi”, in uniforme napoleonica del XIX secolo. Le pratiche d’ingresso non sono affatto complicate, basta riempire qualche modulo e mostrare un documento d’identità e si otterrà dalle mani del “funzionario locale” un “passaporto” turistico. Tuttavia è un passaporto che funziona solo nel granducato, a livello internazionale è totalmente ignorato.
 Comicamente, il “presidente del parlamento” del granducato fa la drogheria, mentre il “ministro degli esteri” fa l’oste. Quest’ultimo ha dichiarato ai giornalisti di aver sostenuto vari “negoziati” con l’Italia in rappresentanza del granducato.

LO “STATO NELLO STATO” NON È MAI STATO RICONOSCIUTO

PRINCIPATO DI SEBORGA
Anno 1079
Anno 1118
Anno 1263
Anno 1666
Anno 1729
Anno 1748
Anno 1782
Anno 1786
                                                     Anno 1815
                                                     Anno 1939
                                                     Anno 1946

Tuttavia, il governo italiano non ha mai riconosciuto il Granducato di Seborga come Stato indipendente. Per molti italiani, la presunta “indipendenza” del granducato è solo uno scherzo per attirare turisti. I servizi sociali del granducato sono forniti dall’Italia e le leggi, il sistema sanitario, le comunicazioni, il regime scolastico ecc. sono identici a quelli delle altre parti d’Italia. I sudditi del Granducato di Seborga pagano regolarmente le tasse al governo italiano e votano alle elezioni nazionali e locali italiane.
Nel 2005, la BBC ha incluso il Granducato di Seborga e altri “Stati” fondati privatamente in un documentario comico intitolato “Come fondare il proprio Stato”.


Cronistoria a cura del
Gruppo di Amici di Seborga di Milano e Provincia
                                              

Anno 954
-Il Conte Guido di Ventimiglia, per testamento, lega (“dono et lego”, sic) inalienabilmente al Monastero di Lérins
(Lerino):
>I suoi diritti signorili con piena sovranità (“cum mero et libero imperio”) su Seborga, il suo castello e il territorio circondante di circa 14 km2.
>I suoi diritti di proprietà, senza sovranità, su ampi terreni dell’arco intemelio, con specialmente la Chiesa di San Michele in Ventimiglia-nord e le sue vaste proprietà.

-Elevazione congiunta della Signoria di Seborga a Principato Imperiale da parte delle due potenze supreme dell’epoca: la Santa Sede e il Santo Impero.
-L’Imperatore conferma la piena sovranità  di Seborga: “Cum mero et libero imperio”, “tam in Spiritualibus quam in Temporalibus” (religiosa e politica) e persino “et Mixto Imperio cum Gladii Protestate”.

-Per la nomina dei primi Cavalieri Templari non ci sono al momento riscontri documentari su Seborga.
-Invece sulla presenza dei Cavalieri Templari a Seborga si può precisare:
-Nel 1159 Papa Alessandro III, constatando la brutta gestione del Monastero di Lérins, confida la gestione del Principato di Seborga  ai Cavalieri Templari, ben installati in Liguria e che avevano persino un loro porto privato
a Monaco (niente di sorprendente in quanto i Cavalieri Templari hanno anche gestito la Contea di Namur in Belgio durante la prigionia del Conte Guy Dampierre).
-Fino al loro scioglimento, all’inizio del Trecento I Templari disponevano disponevano del Principato di Seborga, 
(poco popolato, di difficile accesso ed anche da trovare!) come di un loro Stato sovrano “privato”.
-E’ questo il solo caso conosciuto.

L’inalienabilità originale del feudo viene confermata nel 1263 e già nel 1267 i suoi Statuti Comunali vengono modificati.
-Ciò prova che sono anteriori ai più anziani della regione, quelli di Apricale dello stesso 1267.

-Apertura ufficiale della Zecca di Seborga, ma la coniazione sembra aver funzionato già dal 1630.
-Su pressione del Re di Francia con la promessa, non mantenuta, di un risarcimento finanziario, viene chiusa verso il 1688.
-La Zecca di Seborga coniò una grande quantità di “Luigini” di cui restano oggi una dozzina di esemplari conosciuti.

-Vittorio Amedeo II di Savoia tenta l’acquisto dei diritti signorili sul Principato sovrano di Seborga dal Monastero di Lérins, (acquisto impossibile perché il feudo di Seborga è inalienabile sin dall’inizio) e malgrado:
>L’interdizione imperiale (lettera di diffida seria già nel 1679!)
>L’assenza del consenso del Papa
>L’opposizione del Principe di Seborga dell’epoca, l’Abate Biancheri (solo detentore di procura generale di Lérins per tutti gli affari del Principato)
>L’opposizione della popolazione di Seborga.
-La bozza di acquisto, redatta a Parigi (prepotenza sabaudo-francese anche se la Francia non c’entrava nulla
nella  sovranità di Seborga), non è mai stata registrata da nessuna parte e resta nell’archivio privato del Re
di Francia fino al 1787.
-I Savoia, comunque, occupano militarmente Seborga e tentano di neutralizzare le opposizioni.

-Con il Trattato di Aquisgrana finisce la guerra di successione Austriaca, funesta anche in Liguria.
-Essendo nel frattempo morto (1746) il Principe di Seborga, l’Abate Biancheri (che i Savoia avevano lasciato in posto dopo la loro occupazione militare del 1729) la Santa Sede accorda  ai Savoia  nel 1749 lo “Jus Patronatus”
che loro immediatamente trasformano in Protettorato privato di fatto.
-Re Carlo Emanuele III se ne diceva “Protettore” e ancora oggi a Seborga c’è un monumento del sec.XX con l’iscrizione “alla dinastia protettrice”.
-Cominciava così l’usurpazione (che, in Diritto Internazionale, non è annessione in nessun modo).
-Tranne la parentesi dell’occupazione francese, i Savoia hanno amministrato Seborga fino al 1946, tentando di fare dimenticare la realtà della “Sovranità di Seborga”, raggruppandola con la provincia vicina (prima Sanremo, poi Imperia).

Anno 1759
-I Savoia fanno rifissare per iscritto tutte le frontiere del Principato di Seborga, contraddittoriamente con la Repubblica di Genova.
-Seborga perde un po’ di territorio a sud e sud-ovest (Giairini, Massatorta) a favore del Comune di Vallebona, ma il territorio essenziale è salvo.
-Anche la frontiera tra Seborga e il Piemonte viene riprecisata; questa è la prova provata che non c’e mai stata
alcuna annessione.

-Il Papa e l’Imperatore annullano il tentativo d’acquisto di Seborga del 1729.

-Il Papa sopprime il Monastero di Lérins.

-Al Congresso di Vienna, il Principato di Seborga non viene neanche citato ma viene restaurato simultaneamente con Monaco, dall’art.89 dei Trattati di Parigi (Nb/ Il Congresso di Vienna ha fatto due trattati nei quali è precisato che gli ex Feudi Imperiali della Liguria vengono dati ai Savoia per annessione a condizione che abbiano fatto parte dell’effimera “Repubblica Ligure” giacobina  installata dai Francesi a Genova.
-Questo ne esclude due, che non ne hanno mai fatto parte : Monaco e Seborga (facevano parte del primo Dipartimento delle Alpi Maritime francese, che si estendeva fino a Sanremo).

-Pare che esistano un documento dove Benito Mussolini scrive che  il Principato di Seborga non appartiene all’Italia
ed una sua nota alla Santa Sede dove dichiara di estendere la coscrizione militare italiana ai giovani Seborghini.
-Si riferisce ad una faccenda italo-vaticana: il Concordato del 1929 vieta le Diocesi transfrontaliere e siccome Seborga non è Italia non può fare parte della Diocesi di Ventimiglia.
-Seborga, per di più, gode del “Nullius Diocesis” (confermato nel 1749) che implica il riconoscimento diplomatico perchè è una condizione per ottenerlo.

-Dal 1946, per la facilità, Seborga è raggruppata “de facto e non de jure” con la Diocesi di Ventimiglia.
-In sostanza nessun evento ha mai cambiato lo Statuto Internazionale di Seborga:  né lo Statuto Albertino, né l’unificazione italiana, né il cambio di nome del Regno di Sardegna in Regno d’Italia, né la Tregua Costituzionale, né la proclamazione della Repubblica Italiana (Nb/fatta senza precisarne le frontiere!)…
-Ma nel 1946 la caduta dei Savoia ha anche provocato la fine del loro Protettorato su Seborga, perché in Diritto Canonico si perde lo “Jus Patronatus (sorgente dal Protettorato di fatto) quando si perde una condizione per ottenerlo,
in questo caso la posizione di Regnante del Regno di Sardegna poi d’Italia ed inoltre in Diritto Internazionale l’usurpazione, anche lunga, non crea mai annessione!

Si ringrazia vivamente l’Ill.mo Barone Jean-Philippe Arnotte per il  prezioso aiuto nella ricostruzione.

Liu Xiaodong - China

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Emigration of the three gorges 2003

EXPO SHANGHAI 2010: Eventi in programma nel fine settimana: Audizione del Basso cinese Li Shi e Mostra del pittore italiano Salvo Pastorello.

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La Moltitudine di Salvo Pastorello

L’essenza di Salvo Pastorello sta nel comunicare una moltitudine di forme e di colori: il suo progetto non esprime soltanto il desiderio di un mondo caratterizzato dall’eguaglianza e dalla libertà, non esige soltanto una società democratica globale aperta e inclusiva, ma ha in sé anche gli strumenti per tradurli in realtà.

Le tele, di ampiezza e di colore più o meno profondi, sono composte da innumerevoli differenze interne; differenze di cultura, etnia e genere, ma anche da diversi lavori, stili di vita, ampie e lungimiranti visioni del mondo, auspicabili desideri.

Le peculiarità che Pastorello pone in essere non possono pertanto mai essere ridotte a un’unità o a una singola identità: la moltitudine è una molteplicità costituita e che comprende tutte le singolarità insite nelle scintille umane individuali.

Non viene accantonata con gesto sbarazzino la questione dell'Universale, del comune/condiviso, in definitiva dell'Uno, ma l’artista pensa ad una vera e propria riqualifica nella sua interezza.
Si ha un rovesciamento nell'ordine dei fattori: le immagini archetipiche tendono all'Uno, come fossero i raggi di un cerchio che si dirigono verso il centro; i "molti" derivano dal principio unitario e ne sono espressione, e lo si capisce anche per mezzo di un colore spesso, coinvolgente, con pura capacità attrattiva.

Per il pubblico l'universalità è una promessa; per i soggetti rappresentati è anche una premessa: la trasformazione delle tonalità è infatti espressa nella stessa definizione della compartecipazione astrattiva, dove a prevalere è un sistema a rete: di invidivui, passioni, aree geografiche.

Il collettivo non lede, né attenua l'individuazione, ma la prosegue, potenziandola a dismisura. Spinoza, il grande filosofo nordeuropeo, è qui rappresentato, e diviene non solo il principio di una nuova forma di vita, ma anche di una inedita possibilità di ripensare il soggetto e l’individuo.

Un principio di unione, di alleanza e cooperazione: tutto questo è quello che Salvo Pastorello racconta.

Dott. Paolo Sabbatini, Direttore
Dott. Gionata Ricci Alunni, Program Officer
_____________________________________________________________

In occasione dell’Expo 2010, l’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare il programma degli eventi che si terranno presso il sito Expo durante il fine settimana:

18 settembre p.v., ore 18.00: Audizione del Basso cinese Li Shi, finalista del Concorso Internazionale per Giovani Cantanti Lirici “Riccardo Zandonai” dell’Associazione “Musica Riva”, presso il Padiglione Italia.
Arie di Verdi, Mozart, Gluck.
19 settembre p.v., ore 12.00: Vernissage della Mostra del pittore italiano Salvo Pastorello, presso il Ristorante Italiano “Da Marco”, Expo Village.


Date, Orari e Luoghi:
18th September 2010, 18.00:
Auditorium, Italy Pavilion, Expo Park, Shanghai - 上海世博意大利馆多功能厅.


19th September 2010, 12.00:
Italian Restaurant “Da Marco”, Expo Village, Shanghai - 上海,大马可意大利餐厅世博店
(世博大道690号).

Liu Bolin - China

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EXPO SHANGHAI 2010: Serie di Seminari “ArchDesign Italia”.

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In occasione dell’Expo 2010, l’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare la serie di Seminari su “ArchDesign Italia”, organizzati da ICE Shanghai, in collaborazione con il Commissariato Italiano per l’Expo Shanghai 2010, la Shanghai Architects Society e l’Universita’ Tongji.
Il programma e’ il seguente:
20 settembre p.v., ore 13.30: “Arredo e design italiani: soluzioni per una “Better Life”;
21 settembre p.v., ore 9.00 e 14.30: “L’architettura e l’urbanistica in Italia: soluzioni per una “Better City”;
22 settembre p.v., ore 9.00: “La casa naturale nell’esperienza italiana: soluzioni e materiali per una “Better Home”.

Data e Orario: 20-22 settembre 2010.
Luogo: Auditorium, Italy Pavilion, C Zone Expo Park, Shanghai - 世博园C区,意大利馆.
Info: ICE Shanghai, Tel: 0086-021-62.48.86.00, shanghai@ice.it

SHANGHAI EXPO 2010: Concerto dell’Orchestra Filarmonica de “La Scala”.

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In occasione dell’Expo 2010, l’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare il concerto dell’Orchestra Filarmonica de “La Scala, diretto dal Maestro Semyon Bychov.
Al piano la pianista cinese Yujia Wang.
Il programma del Concerto, che si terra’ venerdi’ 17 settembre p.v., alle ore 20.00, e’ il seguente:

- Rachmaninov, Concerto n°3;

- Rossini, Guglielmo Tell, Ouverture;

- Puccini, Manon Lescaut, Intermezzo;

- Mascagni, Cavalleria Rusticana, Intermezzo;

- Verdi, La Forza del Destino, Ouverture.

Un limitato numero di biglietti e’ disponibile per gli amici dell’IIC, da prenotare per email presso l’ente organizzatore “Wu Promotion”.


Data e Orario: venerdi' 17 settembre 2010, 20.00
Luogo: Red Hall, Expo Center, Expo Park, Shanghai - 上海世博园,世博中心大会堂,红厅.

Info & Ticket: Wu Promotion, Tel: 0086-21-54.03.72.33, ticket.italyexpo@gmail.com.


SHANGHAI EXPO 2010: Citta’ di Venezia, presentazione dell’ “M9 - Nuovo Museo di Mestre”.

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Diario di Urbanchina, 15.IX,2010
Il Museo M9, Venezia

La mattina del 15 settembre 2010, la Fondazione Venezia e il Comitato Venezia per l’EXPO hanno tenuto presso il Padiglione di Venezia all’EXPO la manifestazione “M9: un nuovo museo per una nuova città”, alla quale hanno preso la parola la vicepresidente del Comitato, Laura Fincato, il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato e altri funzionari e rappresentanti di enti italiani.

Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura a Sciangai, il redattore di Urbanchina Lisbon [Tong Xin] ha partecipato all’evento. La rivista presta una costante attenzione all’importante funzione che i musei e gli altri luoghi pubblici urbani svolgono nella vita cittadina, alla sistemazione urbanistica di tali luoghi e agli altri temi connessi. Il nuovo museo M9 non si trova sull’isola principale, bensì nella nuova città di Mestre, vicino alla riva nord dell’isola. Il museo è per la città di Mestre un progetto di grande importanza, che ha richiesto l’adozione di nuove idee per la progettazione, la costruzione e la sistemazione urbanistica.

Finanziariamente, ha avuto il sostegno di vari sponsores. Gli investitori sperano che l’M9 possa illustrare degnamente i primati sia economici sia culturali della città di Mestre e renderla una base d’appoggio delle iniziative culturali cittadine. Agli artisti fornirà una piattaforma soddisfacente. A quanto ha detto il direttore generale della Confindustria del Veneto, Francesco Borga, il costo di costruzione dell’M9 è stato di dieci milioni di euro. L’area totale è di 9.000 m2, che comprenderanno spazi per attività comuni, saloni, centri di formazione e altre funzioni. Verranno esposti risultati scientifico-tecnici, culturali e altri aspetti.

Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Sciangai, Paolo Sabbatini, ha poi tenuto un brillante discorso, spiegando perché il nuovo museo M9 è stato mostrato in pubblico all’EXPO di Sciangai, attraverso la menzione degli elementi cinesi nella storia culturale di Venezia. Fin dall’antichità, Venezia è stata un centro culturale di grande importanza per l’Italia e per l’Europa ma anche per tutto l’orbe terracqueo, una città assai sfaccettata: a piazza San Marco, al centro della città, si possono ammirare antichi edifici rinascimentali di fronte al vecchio castello di stile bizantino, mentre il leone di pietra della piazza è manifestamente di stile cinese. Esaminandolo, si nota che il leone ha le ali, a somiglianza dei leoni lapidei cinesi Tang del VI secolo d.C. Sabbatini ha spiegato che il leone alato simboleggia lo spirito della città di Venezia: la tenacia del leone e la duttilità delle ali. La Venezia di oggi è una delle capitali dell’arte contemporanea, per la molteplicità degli stili architettonici e per il gran numero di gallerie d’arte e musei, per la Biennale e il Festival del Cinema, che vedono regolarmente la presenza di artisti cinesi. Mestre è una città nuova, sulla terraferma.

Essa simboleggia la via della seta, che giungeva fino a Venezia, e il suo legame col mondo. L’M9 incarnerà tale legame e tale spirito di sintesi. Per lo spirito innovativo e la sperimentalità visiva, riflette lo spirito creativo degli Italiani.

Dal discorso del vicepresidente della Fondazione Venezia, Fabio Achilli, abbiamo appreso lo sfondo e i dettagli dell’M9. Grazie all’impulso dato negli anni Novanta dal progetto di legge per la privatizzazione del sistema bancario italiano, le fondazioni sono diventate le azioniste di maggioranza delle banche, e quelle più ricche di risorse finanziarie anche una delle forze motrici in campo culturale e educativo. La Fondazione Venezia, che è l’investitore dell’M9, si inserisce fra le fondazioni italiane di medie dimensioni. Nel 2010 ha investito 120 milioni di euro del bilancio preventivo nell’educazione (33%), nella ricerca scientifica (12%) e nella protezione del patrimonio culturale (35%). L’M9 è appunto uno dei progetti più rilevanti. La progettazione del museo si è appena conclusa e la costruzione sarà completata fra due anni e mezzo.

Il direttore del progetto per il nuovo museo M9 ha detto che la Fondazione Venezia ha cominciato nel 2005 a lanciare a Mestre progetti di riqualificazione cittadina, comprendenti centri espositivi, biblioteche, teatri di prosa, centri commerciali, ristoranti, ospedali e parchi ecologici. Mestre è così diventata per l’Italia un modello di rinnovo urbano guidato da una fondazione. La Fondazione ha anche sostenuto la progettazione del rinnovo dello snodo viario, la conversione di vecchi fabbricati in centri commerciali e altri progetti. Sul terreno dell’M9 sorgevano due caserme e un edificio di uffici, che la Fondazione ha acquistato, per un’estensione complessiva di 23.000 m2, il 40% dei quali sono stati destinati a uffici e commerci, a copertura delle spese quotidiane per le funzioni dell’M9. La progettazione delle sale espositive è stata molto esigente in materia di interattività, onde mostrare agli abitanti e ai turisti la quintessenza culturale urbana di Venezia e Mestre nella storia del XX secolo.
Al concorso internazionale per la progettazione dell’M9 hanno partecipato sei studi d’architettura italiani, tedeschi e spagnoli, fra cui lo studio EMBT, progettista del padiglione spagnolo dell’EXPO e l’italiano KOKAI Studios, che ha preso parte alla ristrutturazione del Bund. Il 27 agosto è stato rivelato il nome del vincitore, lo studio tedesco Sauerbruch-Hutton, per l’attenzione prestata alla sostenibilità. Tutti i concorrenti erano interessatissimi alla ristrutturazione delle caserme, ma è stata
la Sauerbruch-Hutton a esprimere con maggior forza la speranza di utilizzare la tecnologia per realizzare le funzioni interattive migliori.

In seguito, Zhang Jian, direttrice del Museo Liu Haisu, Wan Li, vicedirettore del laboratorio per il restauro del Museo di Nanchino, Song Anzhen, consigliere per lo sviluppo aziendale del Centro di Arte Moderna di Sciangai hanno illustrato lo stato attuale degli enti artistici e per la protezione dei siti culturali. Fra di loro, il Museo di Nanchino e la Fondazione Venezia hanno già firmato un accordo per la protezione dei siti culturali; nel campo del restauro dei reperti, l’Isiao fornirà il supporto tecnico al Museo di Nanchino.


In occasione dell’Expo 2010, l’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare la presentazione dell’ “M9 - Nuovo Museo di Mestre”, organizzata in collaborazione con il Comitato Expo Venezia.
Con la presentazione di questa iniziativa a Shanghai la Fondazione di Venezia, promotrice dell’intervento con la Città di Venezia, intende ampliare i propri riferimenti e aprirsi a possibili collaborazioni con interpreti del mondo culturale cinese.
In tale occasione, il Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, pronuncera’ un discorso sull’importanza strategica di questo progetto, come parte del ciclo di Conferenze su “L’influenza dell’Italia su varie culture nel mondo e l’osmosi delle civilta’”, in programma nel mese di ottobre in vari Padiglioni dell’Expo.

Data e Orario: 15 settembre 2010, 10.00.
Luogo: Venice Pavilion, UBPA Area, Expo Park, Shanghai - 上海世博会城市最佳实践区,威尼斯馆。
























































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