Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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SHANGHAI: Natale a Shanghai Times Square: “Christmas Full House”.

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In occasione della dell’avvicinarsi del Natale e della sua atmosfera carica di fantasia e festivita’, l’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare l’allestimento di un “Desco natalizio italiano” nel quadro dell’evento “Christmas Full House”, la cui inaugurazione si terra nel giorno di mercoledi’ 1 dicembre p.v. alle ore 18.30.
L’evento si inscrive in un percorso reale ed ideale di amicizia che vedra’ la partecipazione di altri Paesi europei: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Portogallo.
Il desco e’ stato organizzato in collaborazione con la Scuola Italiana “Gianni Rodari”, i cui studenti hanno realizzato parte delle decorazioni e si esibiranno in canti natalizi durante la serata.

Data e Orario: 1 dicembre 2010-5 gennaio 2011
Luogo: L2 Lobby, Shanghai Times Square, 99, Huaihai Zhong Road, Shanghai - 淮海中路99号,大上海时代广场二楼中厅
Info & RSVP: Ms. Flora Song, rsvp@shtimessquare.com
Ingresso Libero.

L'Italia all'International Day della British School, 17 novembre 2010

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SHANGHAI: Conferenza “Il Librettese: un gergo che, tramite le Arie immortali dell’Opera italiana, avvicina melomani di tutto il mondo” .

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L’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare la Conferenza “Il Librettese: un gergo che, tramite le Arie immortali dell’Opera italiana, avvicina melomani di tutto il mondo”, organizzata in collaborazione con l’Associazione degli Studenti della SISU, e tenuta dal Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini.
La Conferenza si terra’ nel giorno di lunedi’ 29 novembre p.v. alle ore 18.00.
Che cos’è un ‘libretto’? Questo termine designa sia il libro di piccolo formato utilizzato dagli spettatori per seguire lo svolgimento di un’opera in musica, sia il contenuto di questo stesso volume, un componimento letterario a vocazione strettamente scenico-teatrale, i cui personaggi sono destinati ad agire cantando.

Expo Shanghai e "Cinesi e italiani a confronto", MiO Magazine, dicembre 2010

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Cinesi e Italiani: abitudini a confronto
Il Dott. Paolo Sabbatini, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Shanghai, contribuisce ad armonizzare il dialogo tra i due grandi popoli in un’intervista con le autorità dell’Expo Shanghai 2010.

ETICHETTA SOCIALE
Generalmente, prima di venire in Cina, gli Italiani cercano di informarsi sulla cultura e la storia cinese per adattarsi alle condizioni di questo Paese lontano. Se, con queste poche considerazioni, anche i Cinesi potranno conoscere qualche caratteristica degli Italiani, ambedue le parti riusciranno a stare meglio insieme.
Quando si incontrano per la prima volta, di solito, gli Italiani si stringono le mani. Invece, tra amici che si conoscono bene, è frequente scambiare effusioni più calorose: abbracci e persino baci sulle guance che dimostrano l’affetto e la gioia di ritrovarsi. Gli Italiani più tradizionalisti, invece di inchinarsi o di distribuire biglietti da visita come in genere fanno i Cinesi, quando si incontrano restano in piedi con le spalle ben dritte e guardano l’altro accennando un lieve sorriso.
Gli Italiani sono sinceri , franchi e diretti quando parlanoalle volte anzi, alzano il tono della voce, ma lamicizia tra amici o colleghi non ne viene danneggiata. Occorre anche menzionare che gli Italiani non applicano il concetto di salvare la faccia (che pure ha valore in Italia) allo stesso modo dei Cinesi. Per un Italiano essere sgridato, o ricevere una critica aperta, di fronte ad altre persone, non costituisce, in genere, una “perdita di faccia”. Anzi, da cio’ gli Italiani traggono spunto per discussioni o puntualizzazioni che spesso hanno conseguenze comiche (per non dire, a volte, più serie).
Ad un Cinese, invece, una critica troppo diretta può costituire offesa; e spesso in una tale situazione i Cinesi non reagiscono, impedendo agli Italiani di accorgersi del malfatto e quindi correggere la cattiva impressione con scuse o altri mezzi di riappacificazione.

I Cinesi esprimono imbarazzo con delle risatine nervose, spesso interpretate dagli Italiani esattamente al contrario, cioe’ come negazione (o minimizzazione) del problema. Invece il problema esiste. In casi del genere occorre che gli Italiani riguadagnino la fiducia, e che i Cinesi - conoscendo il carattere degli Italiani - ne accettino di buon grado le scuse.
In Italia, gli amici si scambiano regalila scelta del regalo è ovviamente diretta alle esigenze del destinatario. Generalmente, quando gli Italiani vengono in Cina, portano qualche regalo per gli amici cinesi, e per le loro controparti.

Agli italiani piace conoscere la famiglia dell’altro, quando si fa amicizia. È considerato una cortesia, un riconoscimento e un’accettazione essere invitati a casa; gli Italiani saranno curiosi ed onorati di essere invitati a casa dagli amici Cinesi, e invitare gli amici cinesi a casa loro. Gli Italiani non stanno a giudicare il livello economico o la posizione sociale della famiglia che visitano; per loro vale di più la generosità e lo sforzo genuino e sincero di far piacere all’ospite.
Agli Italiani piace il colore bianco: i vestiti delle spose sono bianchi, ad esempio. Il nero, secondo la tradizione, in Italia è il colore per il lutto (ad eccezione dei capricci della moda). Questo è un punto di differenza, perché in Cina il bianco è il colore del lutto; quindi, quando si offrono fiori ai Cinesi, occorre evitare colori bianchi. In Italia offrire rose rosse significa “Amore ardente” (e questo è il tipico omaggio che un ragazzo innamorato offre alla sua ragazza), invece in Cina il rosso è utilizzato come un generico buon auspicio in quasi ogni occasione.
      
ABITUDINI ALIMENTARI
Gli Italiani mangiano poco di prima mattina: di solito bastano un caffe’ e una brioche. Non mangiano neanche tanto per colazione (insomma, per il pasto di metà giornata); invece la cena è generalmente ricca e abbondante. Molti degli italiani in Cina amano la cucina cinese e vanno spesso a mangiare in ristoranti cinesi; pero’, come abitudine generale, mangiano la cucina italiana, perche’ e’ una tradizione culturale spesso irrinumciabile.
Agli italiani piace la pasta, come gli spaghetti, le penne, i fusilli etc. Tra i piatti cinesi, amano molto gli “involtini primavera”, le pietanze piccanti della cucina del Sichuan, il riso fritto alla cantonese, le mille delizione maniere di cucinare la carne.
È più difficile invece trovare estimatori italiani delle oloturie (i cosiddetti “cetrioli di mare”) per cui i Cinesi vanno in visibilio.

Reciprocamente, sempre più cinesi si appassionano ai formaggi italiani (sopratutto il parmigiano) anche se il gusto dei prodotti caseari in genere non rientra nelle abitudini tradizionali cinesi.
Agli italiani non piacciono le bevande zuccherate, con acido carbonico: bevono di solito acqua e vino quando fanno quattro chiacchiere o ai pasti. Inoltre, gli italiani prendono tanti caffe’: specialmente in ufficio, bevono una tazzina di “Espresso” ogni 2-3 ore. Diversamente dai cinesi o altri popoli specialmente anglosassoni, gli italiani non hanno l’abitudine di sorseggiare una bevanda (caffe’ allungato, te’ o altro) tenendo la tazza in mano per un tempo più o meno lungo.
      
SIMILITUDINI E DIFFERENZE
Come la Cina, anche l’Italia ha una lunga storia: anzi, potremmo affermare che l’Italia e la Cina sono due super-potenze culturali del mondo. Come diciamo che la cultura cinese ha influenzato quella di tutto l’Oriente, possiamo anche dire che la cultura italiana ha influenzato quella di tutto l’Occidente. Sia i cinesi che gli italiani si identificano con la storia e la cultura del proprio Paese e ne sono sommamente orgogliosi.
Ci fu l’Impero Romano nella storia italiana, che fu l’apice della cultura mondiale di quell’epoca, percio’ gli Italiani portano se’ una grande e nobile tradizione. Possiamo dire che la ricerca della bellezza e’ un carattere importante degli italiani. Essi cercano sempre di abbellire la propria vita: si vestono bene, come se andassero a una cena di gala, anche se vanno solo a fare la spesa.
Gli Italiani provano simpatia per i Cinesi e gli uomini italiani apprezzano la bellezza delle donne cinesi: matrimoni misti sono molto frequenti.

I Cinesi sono generalmente seri e pratici, raramente si “rimangiano la parola data” e cercano la precisione. D’altro canto, gli Italiani sono piu’ flessibili e talvolta volubili.
In fatto di gusti artistici, le abitudini culturali degli italiani sono diverse da quelle dei cinesi. Per esempio, ai cinesi piacciono le opere d’arte classiche e figurative; i modi espressivi troppo esagerati non rientrano nelle loro abitudini. Invece gli Italiani amano esternare i propri sentimenti, spesso con grande veemenza.

Aggiustare e bilanciare le differenze culturali tra i due Paesi e’ ora un imperativo, visto che Cinesi e Italiani ammirano reciprocamente le buone qualita’ dell’ altro popolo e desiderano integrarsi sempre piu’.

Dalla VII Lettera di Platone

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A quali condizioni si devono dare consigli

Dopo di ciò, finalmente partii e poi, in seguito ai pressanti inviti di Dionigi, nuovamente tornai. Per quanto concerne la correttezza e la coerenza della mia azione e i motivi che l’hanno originata, per prima cosa vi consiglio sul comportamento che va tenuto nelle circostanze attuali, poi affronterò anche questo tema per coloro che mi chiedono che cosa mi prefiggevo col mio secondo viaggio in Sicilia. In tal modo, eviterò il rischio che nel discorso si confonda il superfluo con l’essenziale. Ed ecco che ho da dire.

SHANGHAI: Festa Italiana per i Saluti al Console Generale d’Italia, Min. Plen. Massimo Roscigno.

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Il Console Generale d’Italia a Shanghai, Min. Plen. Massimo Roscigno, e la Signora Agnes Roscigno hanno il piacere di salutare la comunita’ italiana e gli amici dell’Italia, in occasione della loro partenza da Shanghai, in una Festa Italiana al Ristorante Italiano “Da Marco”.
Sara’ presente S.E. l’Ambasciatore d’Italia, Riccardo Sessa.
Durante la Festa, organizzata con la consulenza artistica dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai,  verra’     lanciato ufficialmente il sito web  www.italianinellastoriadishanghai.com, promosso dal Console Generale Roscigno con il contributo dell’IIC Shanghai per valorizzare il ruolo storico degli italiani anche in questa parte del mondo.

Data, Orario e Luogo: 30 novembre 2010, ore 20.00
Ristorante Italiano “Da Marco” Golden Bridge Garden, 123, Dongzhu An Bang Road, Shanghai - 大马可餐厅, 长宁区东诸安浜路103号维景酒店公寓1

Infodamarco@damarco.com.cn, 0086-21-62.10 44.95
Ingresso Libero.

SHANGHAI: Mostra personale “Stimoli innominati, sofferenze senza cure e passioni senza risposte” di Umberto Stefanelli.

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L’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare l’apertura della Mostra personale “Stimoli innominati, sofferenze senza cure e passioni senza risposte” dell’artista italiano Umberto Stefanelli, che si terra’ presso il Duolun Museum of Modern Art di Shanghai nel giorno di venerdi’ 3 dicembre p.v. alle ore 15.00.
L’opera del Maestro Stefanelli e’ ricca di stimoli, di sensazioni, di passioni e di trasgressioni, che tradotta in immagini crea contrasto tra il fantastico surreale e la contaminazione della realtà.
La Mostra durera’ sino al 10 dicembre p.v..

Data, Orario e Luogo3-10 dicembre 2010.
Luogo: Shanghai Duolun Museum of Modern Art, 27, Duolun Road, Shanghai - 上海市多伦路27号, 多伦现代美术馆.
Infoumberto@umbertostefanelli.com, postmaster@duolunart.com, 0086-021-65.87.25.30
Ingresso Libero.

ITALIANISMI: Parole italiane non di uso comune. Come si traducono in cinese?

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In questo sito verranno via via raccolte le parole cinesi di pertinenza della cultura italiana nel senso più ampio del termine, quelle cioè che si riferiscono agli aspetti specifici della nostra storia e del nostro presente culturale (da “tribuno della plebe”, a “palio”, a “lasagna”).

Ai termini cinesi, tratti dalle fonti più varie (libri, periodici, pubblicità, televisione, cinema, insegne, manuali scolastici ecc.), viene affiancato sul sito l’equivalente italiano e, ove necessario, una nota (per esempio, per segnalare il fatto che il termine “Etruschi” compaia in cinese in molte versioni, a seconda che sia di provenienza inglese, e quindi Yitelasikanren o italiana, e quindi Aiteluliyaren).

Scopo del sito è quello di contribuire a riferire meglio di una sezione del lessico cinese non sempre ben presente nei dizionari correnti.

Trattandosi di un work in progress, puo accadere che il trattamento della voce non sia ancora definitivo (e qin questo caso sarà evidenziata in giallo).

I contributi sono i benvenuti, così come le segnalazioni e le critiche.

Critone, Platone

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CRITONE È presto, sì.
SOCRATE Che ora è, di preciso?
CRITONE Manca poco all'alba.


C'e' un costante riferimento al momento poco prima dell'alba. Ovviamente puo' significare il momento prima di vedere la luce della Conoscenza; ma anche che proprio quel momento, di interscambio tra notte e giorno, luna e sole, sia veramente importante.


SOCRATE Mi meraviglio che la guardia della prigione abbia acconsentito ad aprirti.
CRITONE Ormai mi conosce bene, Socrate: vengo qui spesso, e gli ho pure fatto qualche favore.
Che cos'è la prigione per Socrate, se non il corpo fisico?

SOCRATE E allora perché non mi hai svegliato subito, e te ne stai seduto lì in silenzio?
Importanza del silenzio. Che e' anche il silenzio dell'apprendista che impara l'arte, che sta in silenzio perche' non conosce.

CRITONE No davvero, Socrate! Neanch'io vorrei vegliare insonne in tanta sventura. Peraltro sono rimasto meravigliato a vedere come dormivi tranquillamente, e lungamente, non ti svegliavo apposta per farti continuare così, nella massima tranquillità
"Continuare nella massima tranquillita" quello che stava facendo, perche' anche la tranquillita' e' necessaria.

SOCRATE Perciò non penso che arriverà questo giorno che viene, bensì domani. Lo deduco da un sogno che ho fatto questa notte, poco fa: direi che hai fatto bene a non svegliarmi.
CRITONE Che sogno era?
SOCRATE Mi veniva incontro, pareva, una donna bella e di nobile aspetto, vestita di bianco, che mi apostrofava con queste parole: "O Socrate, il terzo giorno giungerai a Flia ricca di zolle".
A Socrate e' apparsa una sacerdotessa? E proprio il terzo giorno, "andra' a morire", proprio quel terzo giorno in cui il Cristo resuscita.

Pico della Mirandola, Discorso - esoterico - sulla dignità dell’uomo

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Il testo integrale qui.

"Prese allora l'uomo, opera di aspetto indefinito, e postolo nel mezzo dell'universo, così gli parlò: "Non ti abbiamo dato né una sede determinata, né un aspetto tuo proprio, né alcun dono speciale; o Adamo, perché quella sede, quell'aspetto che  tu in sicurezza avrai bramato, tu, per tua desiderio, per tua decisione ce li possa avere e possedere."
Per tutti gli altri la loro natura già di per sé definita è costretta entro leggi da noi prescritte: tu, non costretto da nessuna limitazione, di tuo libero arbitrio, sotto la cui potestà ti ho posto, te la determinerai da solo".

Qui Pico sembra un altro Socrate: parlando dell'uomo posto nel mezzo dell'universo senza alcun dono speciale e quasi senza importanza in realtà ne esalta la centralità affermando che c'è - fra le altre - una legge speciale per lui (che noi chiamiamo libero arbitrio), che è la creazione di qualcosa di nuovo attraverso ciò che vogliamo, la nostra volontà, che è superiore perfino agli angeli, che non hanno libero arbitrio, ma lodano costantemente l'Uno a prescindere. Inoltre abbiamo la parola per esprimere questa volontà e siamo per forza di cose i più vicini a Dio, non tanto per altezza ma per la linea verticale del nostro corpo, laddove gli animali sono in linea orizzontale.

"...penetri l'animo una per così dire santa ambizione, talché, non soddisfatti delle mediocrità, aneliamo alle altezze e quelle, dal momento che si può quando si vuole, ci sforziamo di raggiungere con tutte le nostre forze."

Qui è chiara la sacralità del Desiderio (la traduzione italiana "ambizione" è limitativa come accezione)

SHANGHAI: Mostra personale “The Earbridge and The Greatness” di Yi Zhou; reinterpretazione contemporanea della Divina Commedia e musiche di Ennio Morricone.

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L’IIC Shanghai e’ lieto di annunciare l’apertura della Mostra personale “The Earbridge and The Greatness” dell’artista cinese Yi Zhou, che si terra’ presso la Galleria “Contrasts” di Shanghai nel giorno di domenica 21 novembre p.v. alle ore 17.00.
Le opere dell’artista sono una reinterpretazione contemporanea della Divina Commedia di Dante Alighieri, e sono accompagnate dalle sublimi musiche di Ennio Morricone.
La Mostra esporra’ anche altre animazioni video 3D, dipinti e sculture dell’artista, e durera’ sino al 9 dicembre p.v.

Data e Orario: 21 novembre-9 dicembre 2010.
Luogo: Contrasts Gallery, 181, Jiangxi (M) Road, Shanghai - 对比窗艺廊,江西中路,181号.
Info: vanessa@contrastsgallery.com, 0086-021-63.23.19.89
Ingresso Libero.


SHANGHAI e NANCHINO: Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini “Arcipelago”.

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare il Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini “Arcipelago”, organizzato in collaborazione con IIC Pechino, alla presenza del Direttore Artistico Stefano Martina.
Il programma a Shanghai e’ il seguente:
- lunedi’ 22 novembre p.v., ore 14:00: selezione storica n. 1, a cura  del Direttore Artistico Stefano Martina, presso l’Universita’ Tongji;
- martedi’ 23 novembre p.v., ore 14:00: selezione storica n. 2, a cura  del Direttore Artistico Stefano Martina, presso l’Universita’ Normale di Nanchino; presenza del Lettore di Italianistica, Prof. Michele Marini.
- mercoledi’ 24 novembre p.v., ore 10:00: selezione artistica, gia’  curata dal Regista Pappi Corsicato, presso l’Universita’ degli Studi  Internazionali (SISU) di Shanghai.

Date, Orari e Luoghi:
- lunedi' 22 novembre 2010, ore 14.00:
4800, Caoan Road, Jiading Campus, Tongji University, Shanghai - 上海市嘉定区曹安公路4800号
- martedi' 23 novembre 2010, ore 14.00
Campus Xian Lin, Nanjing Normal University, Nanjing - 南京师范大学,仙林校区
- mercoledi' 24 novembre 2010, ore 10.00
Shanghai International Studies University (SISU), 1550 WenXiang Road, SongJiang District, Shanghai - 上海外国语大学松江校区,文翔路1550号
Ingresso Libero.

L'arte di ascoltare, Plutarco

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Il cambiamento è radicale, perché il ragazzo deve saper mettere a frutto l'improvvisa libertà di cui gode, non avendo più un maestro di scuola che lo controlla nello studio o un preciso programma da imparare: gli si dischiude un mondo completamente nuovo


Nella libertà inizia la vera maturità, ed ognuno inizia ad essere maestro di sè stesso. La vera sfida è iniziare a discernere, in quel "mondo completamente" nuovo, ciò che è Vero da ciò che non lo è. Non ci sono imposizioni.
In realtà però non c'è una vera libertà sino a quando non si Conosce, come dice Gurdjieff per bocca di Ouspenski, perchè siamo in questo mondo con delle Leggi e anche un uomo che pensa di agire in libertà, non sa che questa libertà è legata a ciò che accade nel mondo, e accade perchè accade.

L'insegnamento aveva però anche un altro aspetto fondamentale, che consisteva in quella che si potrebbe chiamare, in termini odierni, analisi e terapia di gruppo: il maestro sollevava una questione di ordine morale e invitava gli studenti ad esporre ad alta voce le loro riflessioni sull'argomento e a confessare le proprie eventuali debolezze

E' importante iniziare un percorso. Non importa da dove, ma quello che conta è il metodo: ogni argomento può essere  valido per iniziare. E' anche fondamentale riconoscere i presupposti da cui si parte: la limitatezza dell'essere umano, fatto di debolezze; un riconoscimento delle proprie debolezze è un buon punto di partenza per il loro superamento e trasformazione.

assumendosi con il suo intervento il ruolo di guida spirituale e terapeuta delle coscienze.  La conversazione poteva essere anche privata, al termine della seduta di gruppo: si instaurava cosi, tra discepolo e maestro, un legame profondo, di incondizionata stima, che sfociava talora in un'autentica dipendenza psicologica.

In realtà il lavoro del maestro termina dove inizia quello dell'allievo, che deve "partorire" (come più volte mi hai detto) da sè. Non credo invece che l'instaurarsi di una "dipendenza psicologica", per lo meno se non ben compresa, sia positiva.

Ogni forma di indifferenza o timidezza di fronte ai moniti e ai rimproveri deve essere bandita: bisogna lasciarsi curare dalle parole del maestro

Il maestro (nel testo si parla di maestro di filosofia, ovviamente "maestro" è anche quello spirituale, e anzi al tempo credo che tale nozione non fosse così separata come la si intende oggi...) è un curatore, che deve vergare intellettualmente lo studente per fargli percorrere un via che gli dia un giusto metodo.

La Teoria dei Colori, Johann Wolfgang von Goethe

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- Goethe non parla della percezione del colore, ma del colore astratto, in quanto essenza ed individua 4 espressioni principali (giallo, azzurro, rosso, verde) e 4 secondarie (nero, bianco, grigio, marrone), che sono strutturalmente "sudicie", cioè tendono al chiaroscuro; e questo al di là della manifestazione fisica;

- il colore sorge dove c'è un confine: non è la luce che "contiene" il colore (Newton), ma è la dualità luce/oscurità che dà il colore (- la torbidezza di un vetro fa sì che scurisca un colore chiaro e ne schiarisca un scuro ad esempio).

La torbidezza è propria di ogni mezzo;

- l'azzurro in realtà non è un colore, ma deve la sua "impotenza" con la parentela col nero: esso è il colore più prossimo all'oscurità come il giallo è il colore più prossimo alla luce;

- il condizionamento dell'occhio in base alla luce e all'oscurità non cambia rispetto a superfici bianche o nere; e l'occhio reagisce anche con la vicinanza di colori diversi in maniera diversa;

Cai Xiang: Rivoluzione/racconto. Un’immagine della letteratura e della cultura socialista cinese (1949-1966)

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Quest’anno il prof. Cai Xiang, docente di letteratura cinese all’Università di Sciangai oltre che celebre saggista e romanziere, ha dato alle stampe un’innovativa storia della letteratura della Cina popolare dalla fondazione all’inizio della rivoluzione culturale, 1949-1966, che per i numerosi spunti politico-culturali ha messo a rumore gli ambienti della cultura locale. Traduciamo qui l’indice del volume e parte del paragrafo dedicato alla “crisi del socialismo”.

Cai Xiang
Rivoluzione/racconto. Un’immagine della letteratura e della cultura socialista cinese (1949-1966)
[Zhongguo shehuizhuyi wenxue-wenhua xiangxiang (1949-1966)]
Pechino, 2010, pp. 395

INDICE

INTRODUZIONE: La “Cina rivoluzionaria” e le sue forme espressive letterarie

CAP. I Statale/locale: conflitti, composizioni e compromessi nell’immaginario rivoluzionario
§ 1. Descrizione del colore “locale” e perplessità nella ricostruzione del “paesaggio”
§ 2. Il “locale” nella mobilitazione e nella rifondazione
§ 3. Distaccarsi, radicarsi e conservare il “locale” o volgersi alla modernità
Conclusioni

CAP. II Struttura della mobilitazione, masse, quadri e intellettuali
§ 1. Struttura della mobilitazione
§ 2. Masse
§ 3. Quadri
§ 4. Intellettuali
Conclusioni

CAP. III Gioventù, amore, diritti naturali e sesso
§ 1. La gioventù ovvero la “politica dei giovani”
§ 2. L’amore ovvero le “storie d’amore”
§ 3. Il sesso ovvero il “racconto del sesso”
Conclusioni

CAP. IV Ricapitolare la storia della rivoluzione: dall’eroismo al romanticismo
§ 1. “Gente comu,e eroi collettivi”
§ 2. Romanticismo e il racconto di un viaggio
§ 3. Il “lettore” e il “mercato”
§ 4. Perchè o come ricapitolare la storia della rivoluzione
Conclusioni

CAP. V Racconto  del lavoro e dell’utopia del lavoro
§ 1. La discussione politica in “Impiantito” [Diban di Zhao Shuli, 1946] e razionalizzazione dei decreti del governo
§ 2. “Rifondazione” [Gaizao di Qin Zhaoyang, 1950] e il racconto della rifondazione
§ 3. “Storia dell’intrapresa” [Chuangyeshi di Liu Qing] e trasformazioni nel concetto di lavoro
§ 4. “La profusione di colori è sempre primavera” [Wanziqianhong zongshi chuntian di Shen Fu e altri, 1960]: emancipazione delle donne e armonia fra i sessi
Conclusioni

CAP. VI Racconto del “rinnovamento tecnico” e centralità della classe operaia
§ 1. Le armi dei deboli e lo spirito artigiano
§ 2. “Cahier de doléances culturale” e “rinnovamento tecnico”
§ 3. Avversione per la conoscenza o avversione per la specializzazione?
Conclusioni

CAP. VII Politica culturale ovvero conflitti culturali nella politica negli anni Sessanta
§ 1. Agi materiali e tormento per la materia
§ 2. Il movimento per “distaccarsi dal territorio sovrano” e lo sforzo per “ricostruirlo”
§ 3. Fatterelli di vita e avvenimenti statali
Conclusioni: Come mai risorge la “giovinezza della letteratura”?

CAP. VIII Crisi del socialismo e sforzi per superarla
§ 1. Che cosa significa crisi del socialismo
§ 2. Sforzi per superare la crisi
§ 3. Rimodellamento della conoscenza negli anni Ottanta
Conclusioni

Bibliografia

Poscritto

CHE COSA SIGNIFICA CRISI DEL SOCIALISMO

Io sono sempre chiamato la Cina contemporanea ricorrendo al concetto di “rivoluzione” e ho detto “Cina rivoluzionaria”, ma si tratta solo di una formulazione generica o metaforica. Se noi interpretiamo “rivoluzione” nel senso di movimento di massa (o prassi politica) su vasta scala, caratterizzato in particolare dalla presa del potere armata, allora da dopo il 1949 la “rivoluzione” ha conosciuto una battura d’arresto. Naturalmente, non si vuole intendere qui che il concetto di “rivoluzione” abbia smesso di funzionare, esso funziona ancora, però si manifesta in altre forme. Possiamo dunque parlare, da dopo il 1949, di contesto “che fa seguito alla rivoluzione”. Dagli anni Novanta, un concetto prediletto da alcuni studiosi è stato quello di “postrivoluzionario” o di “postsocialismo”, per significare che noi siamo entrati in un altro contesto storico. Tuttavia, io preferisco chiamare il periodo dal 1949 al 1980, ovvero la seconda metà del XX secolo, “seguito della rivoluzione”.

Tale periodo è caratterizzato da due aspetti: l’uno, l’enfasi sulla ricostruzione, ovvero sul ripristino del regime politico e sulla ricostruzione economica, e dunque non si tratta di un movimento politico come quelli passati, miranti al rovesciamento e all’opposizione su vasta scala (per questo noi discutiamo sempre di Yenan: il periodo di Yenan infatti anticipa alcune idee o addirittura progetti istituzionali di ricostruzione post-1949, e in questo senso Yenan è molto importante); l’altro, con “seguito della rivoluzione” si insiste, oltre che sulla ricostruzione, sul buon governo e dunque l’importanza dello Stato è messa chiaramente in rilievo. Le rivoluzioni di una volta sfidavano e abbattevano le forme di Stato preesistenti, invece dopo il 1949 la società in ricostruzione ebbe manifestamente bisogno di essere ben governata e dunque il concetto di “buon governo” costituisce la seconda componente del “seguito della rivoluzione”. Senza Stato non si dà buon governo. Sono questioni, queste, legate alle idee del leninismo, in particolare quella della “creazione del socialismo in uno solo paese”.  
   Tuttavia, l’idea di rivoluzione non è affatto scomparsa. Una volta entrata nel contesto storico del “seguito della rivoluzione”, essa è inevitabilmente entrata in conflitto con i due concetti di ricostruzione e di buon governo e il nucleo di tale conflitto resta la questione della modernità. Come comporre la contraddizione? La capacità di giungere a una composizione esiste? Se la risposta fosse negativa, si entrerebbe in uno stato di crisi e si potrebbero generare elementi di crisi in seno alla società.
Io dunque opero una categorizzzazione quintuplice delle contraddizioni operanti nel contesto storico della fase storica del socialismo, ovvero del “seguito della rivoluzione”: 1) contraddizione fra egualitarismo e stratificazione sociale 2) contraddizione fra il regime gerarchico e la partecipazione popolare 3) contraddizione fra la società politica e l’universo vivente 4) contraddizione fra le tendenze centripete e l’oggettivizzazione 4) contraddizione fra il mantenimento dello status quo e lo sguardo al futuro.

Naturalmente esistono molto altre categorie di contraddizioni. Tuttavia, tramite l’analisi di queste cinque contraddizioni possiamo vedere come l’interposizione della modernità avvii un conflitto strutturale fra l’idea di rivoluzione e il contesto storico del “seguito della rivoluzione” e come tale conflitto strutturale provochi la crisi del socialismo.

[...]
[tr. it. di Giorgio Casacchia]
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