Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze, Norberto Bobbio

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La poetica pittorica di Soave e la Toscana

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Il compito che Soave si è posto, quello di rappresentare la Toscana, è difficile come difficile è elaborare una poetica pittorica che riesca ancora a mettere al centro la relazione tra il pittore e il suo pubblico. La Toscana non è un luogo qualunque, è una regione densa di storia e di cultura, regione dove la pittura e la lingua italiana hanno preso forma insieme al pensiero politico moderno e alla moderna concezione del mondo.Terra dei Padri dunque,crocevia di tradizioni con cui Soave ha deciso di confrontarsi.Il rapporto che l’artista sceglie di instaurare con questo luogo topico è evidente da subito: citazione e rappresentazione in assenza. Assenza di storia e assenza di elementi conflittuali, la Toscana creata da Soave è luogo che deve permettere al pittore, al limite senza mediazioni, di dialogare direttamente con lo spettatore. In ogni sua opera, Soave sembra dire “a me gli occhi” e lo spettatore non può fare altro che affidarsi alla sua maestria.L’assenza di elementi facilmente riconoscibili perché ancorati alla tradizione,fa emergere il vero intento che muove la pittura di Soave: chiedere fiducia per incantare e stupire gli occhi di chi osserva.

La Cultura Tradizionale non equivale ad “Arretratezza”

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Ku Lan, vice presidente dell’Accademia delle Scienze Sociali di Xinjiang , recentemente ha menzionato un importante punto di vista alla prima edizione del “Simposio sull’ Eredità Culturale non Materiale della nazionalità Hassac in Cina”. Lei ha detto che non si può giudicare se un fenomeno è “avanzato” o “arretrato” solo in base al livello del sviluppo delle forze produttive, neanche confrontare i fenomena originate dagli ambienti culturali diversi con un certo principio e abitudine di giudizio estetico, che è un vedere di valore.
E’ comune e nocivo il parere che la cultura tradizionale è “arretrata”. Con il processo della modernizzazione e industrializzazione mondiale, la cultura tradizionale diventa sempre di precisa e rara. Sarebbe terribile se una nazione fosse rimasta completamente senza tradizione o storia. L’uomo che perde le tradizioni sarebbe non-uomo: da dove vieni? Dove vai? Dov’è la tua radice? All’inizio del XX secolo, quando la globalizzazione è cominciato, lo studioso francese Renè Guenon ha notato la crisi del mondo moderno e ha studiato la scienza di tradizione mondiale. Lui è un pioniere nel tradizionalismo. La sua scomparsa negli anni 50 del secolo scorso ha attirato l’attenzione del settore accademico sulla sua ricerca.

Conferenza e film italiano “La casa dalle finestre che ridono” presso l’Universita’ Tongji

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare la Conferenza dell’Addetto CulturaleProf. Giorgio Casacchia, su “I recenti sviluppi della sinologia italiana”, in collaborazione con la sezione Isiao di Shanghai.
A seguire, la proiezione del film “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati (1976, durata 140’), verrà distribuito un fascicolo con i dialoghi in lingua italiana.
Durante la serata saranno scambiati gli auguri di Buone Feste tra studenti e Professori, con degustazione di Panettone italiano.

Data e Orario: 18 dicembre 2009, ore 17.00
Luogo: Campus Sino-italiano, Room 1803, Tongji University, 1239 Siping Road, Shanghai.
地址:四平路1239号,同济大学综合楼1803
Ingresso Libero.

La Via Iniziatica e il Maestro

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Renè Guènon, entrato a far parte della Libera Scuola di Scienze Ermetiche di Papus (Ordine Martinista; Rito di Memphis ed Misraim) ne uscirà dopo appena due anni in aperto dissenso con l'indirizzo reincarnazionista della Scuola Filosofica.
Nel 1912 Guénon entra a far parte, segretamente, dell'Islam, e nella catena sufica del di lui maestro Abder-Rahman Elish el Kebir.
Considerazioni Sulla Via Iniziatica è l’ultimo libro di René Guénon, una raccolta organica di suoi articoli apparsi su diverse riviste in periodi diversi. Tale approfondita analisi del cammino iniziatico rivela spesso sorprendenti collegamenti con Riti Iniziatici molto lontani nel tempo, che Guénon ipotizza anteriori addirittura alla comparsa dell'Uomo sulla Terra. Tutte figlie, a detta dell'Autore, di quello Stato Primordiale, di quell'Età Iperborea ed anti-Atlantidea dove l'uomo non aveva la necessità di acquisirle da depositari di una Scienza Misterica ma che facevano parte del suo bagaglio di esperienza innata.

È facile capire come 'la parte' dell'individuo che conferisce l'iniziazione ad un altro individuo (profano) sia invero una parte di trasmettitore, nel senso più esatto della parola; questi infatti non agisce in quanto individuo, ma in quanto appoggio di una influenza non appartenente all'ordine individuale.
L'efficacia del Rito compiuto da un individuo è indipendente dal valore stesso di quest'individuo in quanto tale. Se si risale alle Origini, il Rito non è altro che 'ciò che è conforme all'ordine', secondo l'accezione del termine sanscrito rita; dunque è ciò che soltanto è realmente normale .

La prima autobomba: un’invenzione italiana

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È l’anarchico romagnolo Mario Buda (“Mike Boda”), nel 1920, ad inventarla. L’esplosione distrusse la sede centrale della banca Morgan & Stanley, a Wall Street.
La carica era piazzata su un carretto trainato da un cavallo.

Athanasius Kircher: l'Egitto e i geroglifici

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Athanasius Kircher (Geisa, 12 maggio 1602 – Roma, 28 novembre 1680) è stato un gesuita, filosofo e storico tedesco del XVII secolo.
Per leggere qualcosa di interessante di Kircher, guardate questo.



Studiò il legame tra la lingua egizia antica e il copto, e tentò di decifrare i geroglifici.
La sua traduzione dei geroglifici egizi, è però universalmente riconosciuta come errata in ogni sua parte: si dovrà attendere il 1821 per una traduzione definitiva dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion.
Pensava che ogni simbolo racchiudesse in sé una molteplicità infinita di significati, rivelati dalla divinità direttamente a chi li aveva scritti.
Si pose, ad ogni buon conto, con un atteggiamento diverso nell’interpretazione dei geroglifici, cercando un'attitudine più simile a quella dell'iniziato o del sapiente; lesse l'aspetto simbolico dei geroglifici invece che quello semantico.

In un'enciclopedia della Cina, nella quale notava per la prima volta la presenza dei cristiani nestoriani (presenti nell’Impero Romano d’Oriente e in Oriente. Secondo i nestoriani «Gesù Cristo è Uomo e Dio; Maria è una persona».

Le opere di Zhang Shunchuan

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Osservando la collezione di Zhang Shunchuan risulta da subito evidente un filo conduttore fra le diverse opere. L’artista fa proprio e rappresenta attraverso i suoi dipinti la tematica del “Passaggio”, simbolicamente rappresentata da conchiglie, spiagge e rocce. Tema ricorrente nall’esperienza artistica, non solo pittorica, ma anche letteraria sin dai tempi più antichi. Indimenticabile l’interpretazione dantesca, metaforicamente rappresentata nella “Commedia” con il viaggio attraverso i tre regni dell’aldilà. Per il poeta fiorentino il viaggio ha una duplice valenza, personale e universale, e descrive le diverse fasi di un passaggio: oltre gli ostacoli di questa vita e verso una vita ultraterrena. Nella sua interpretazione allegorica il viaggio non presenta limitazioni temporali o spaziali; per questo è potenzialmente estendibile ad ogni anima che voglia giungere alla redenzione dello spirito da ogni peccato (dalla “selva oscura” alla pienezza del Paradiso), in ogni tempo. A distanza di oltre sette secoli dalla stesura dell’opera di Dante, l’ispirazione artistica di Zhang ripropone quel viaggio, riportato all’essenziale attraverso il richiamo ad elementi primari. I soggetti rappresentati, la scala cromatica utilizzata e gli stessi titoli attribuiti alle singole opere testimoniano come la ricerca di un senso da attribuire al pellegrinaggio quotidiano sia costante nella vita di ogni uomo. E’ forte il richiamo a concetti assoluti e primitivi, rappresentati soprattutto con l’utilizzo di colori freddi, solo talvolta stemperati da colpi di sole, simboli di vita, con sfumature calde su paesaggi inanimati. Da un lato, sono dipinti luoghi silenziosi, solitari e privi di vita. D’ altra parte, alla ricerca del significato della vita e della morte, si intravvedono sentieri, valichi, raggi di luce rappresentanti l’energia, la vita e i diversi percorsi possibili. La percepibile quiete e immobilità dei paesaggi riprodotti, simili a paesaggi lunari, viene spezzata così dal fragore delle onde che si infrangono sugli scogli o modificata dalla presenza di rari simboli di intervento umano.

Allan Kardec e lo spiritismo

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Allan Kardec, pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail (Lione, 3 ottobre 1804 – Parigi, 31 marzo 1869), fu il codificatore dello spiritismo.

Dal 1854, si dedicò allo studio dello spiritismo. All'epoca la spiegazione più diffusa era quella del magnetismo animale, ma Kardec, rifiutò questa ipotesi, ritenendola insufficiente.
Il professor Rivail sentì parlare delle tavole giranti, fenomeno medianico che agitava l'Europa. Senza mai formulare teorie preconcette, cercava sempre la ragione e la logica dei fatti.

Interrogò gli spiriti, annotò e ordinò con scrupoloso rigore scientifico i dati che ottenne. Per questo motivo è chiamato codificatore dello spiritismo. All'inizio, Rivail aveva come obiettivo solo la propria istruzione. Dopo, quando vide che il suo lavoro aveva assunto le proporzioni di una dottrina scientifica e filosofica, decise di pubblicare un libro, per l'istruzione di tutti. Pubblicò quindi Il libro degli spiriti il 18 aprile 1857, a Parigi.
Adottò lo pseudonimo di Allan Kardec affinché fosse possibile differenziare la sua opera spiritista dalla produzione pedagogica pubblicata in precedenza.

Sulla lapide è stata scolpita la frase: «Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge».

7o Corso di Formazione per docenti cinesi italianisti su base nazionale, Repubblica Popolare Cinese

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare la Cerimonia di benvenuto, la serie di Conferenze e Tavole Rotonde alla SISU - Shanghai International Studies University.
La prolusione sara’ effettuata il giorno 9 dicembre alle 9.00 a.m. dal Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, su “Difficolta’ e successi nella traduzione della Divina Commedia in Cinese: lo storico esempio del Prof. Tian Dewang”.
Nel pomeriggio del 9, seguira’ l’intervento dell’Addetto Culturale IIC Shanghai, Prof. Giorgio Casacchia, su “La filmografia italiana in cinese”.
I lavori proseguiranno nei giorni 10 e 11 dicembre.




Data e Orario: 9-10-11 dicembre 2009
Luogo: SISU Shanghai International Studies University, 550, Dalian Road, Shanghai

Moda italiana: fashion e lifestyle dell'Italia contemporanea

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«Questa è un’epoca reaganiana, thatcheriana, papalina: il pensiero conservativo si è impadronito delle tecniche dello spettacolo perfezionandole e ha recuperato il ritardo che lo distaccava dalla moda, dal costume corrente.

Il lancio degli yuppy ha permesso a conservatori e tradizionalisti in genere di ostentare una “banda giovanile”, uno stile di consumo per le giovani generazioni improntato alla maturità, al rispetto dell’ordine e delle gerarchie.

Gli yuppy sono gli eredi designati dell’immaginario “classico” che senza di loro sarebbe andato disperso, sommerso dalle mode indifferenti alla fede del Santo Rolex d’Oro, refrattarie alla mistica del capetto firmato, agnostiche nei confronti della Sacra Volvo Familiare.

I giovani, urbani, professionali yes men del capitalismo vincente, devono il successo mondano alla loro immagine, e la loro immagine alla accondiscendenza acritica al principio del profitto. Il loro compito è colonizzare le giungle periferiche, incivilire i nuovi barbari, i neocavernicoli, gli ultimi moicani, battere i truci guerrieri delle tribù metallare, convertire i mangiatori di panini che hanno osato uscire dalle riserve loro assegnate e invadere le strade del centro, disperdere gli adoratori di false madonne.

Nel western sociale della moda spettacolo, sono tornati in scena, proprio al momento giusto, i cari ragazzi del Settimo cavalleria, i marine della normalità, gli amici dello sceriffo pronti a ripulire la città dagli indiani metropolitani. I media stanno dalla loro parte, e loro stanno dalla parte dei media.

“Verso l”Expo 2010: Sostenibilita’ ed eccellenza nell’industria Italiana dell’automotive e del trasporto su rotaia”

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare il Forum Italo- Cinese “Verso l’Expo 2010: Sostenibilita’ ed eccellenza nell’industria Italiana dell’automotive e del trasporto su rotaia”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Pechino -Ufficio Scientifico e Tecnologico-, dal Consolato Generale d’Italia a Shanghai, e dal Governo del Distretto di Jiading.
Tra gli altri conferenzieri, alle 13.50 interverra’ anche il Direttore IIC Shanghai, Dott. Paolo Sabbatini, con una Conferenza su: “Sviluppi della Meccanica in Cina a partire dal XVII secolo” nelle opere del Padre Sabbatino de Ursis e Xu Guangqi.



Data e Orario: 10 dicembre 2009, 8.40-16.00
Luogo: Shanghai Auto Museum, Boyuan Road, 7565, Anting, Shanghai
Ingresso libero, RSVP com.shanghai@esteri.it

Matteo Ricci a Nanchino

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Nel XXVII anno di regno dell’imperatore Wanli (1599), il missionario Matteo Ricci costruì per primo a Nanchino una chiesa cattolica.
Matteo Ricci, nome cinese Li Madou (1552-1610), alias Xitai (Grande d’Occidente), pseudonimi Qingtai (Puro e Grande), Xijiang (Fiume Occidentale), Da Xiyu Shanren (Eremita del Grande Occidente), Li Shanren (Ricci l’eremita), Xitaizi (Grande Figlio d’Occidente), italiano, missionario della Compagnia di Gesù.
Nel X anno di regno di Wanli (1582), giunse in Cina a predicare e vi trascorse in tutto 28 anni. Nel XXXVIII anno di regno di Wanli (1610) morì di malattia e fu sepolto fuori la Porta Fucheng di Pechino. Fu il missionario occidentale più famoso della dinastia Ming e diede un importante contributo agli scambi culturali fra Occidente e Oriente.
Nel XXIII anno di Wanli (1595), Matteo Ricci, proveniente da Canton via Nanchang, giunse per la prima volta a Nanchino, insieme al confratello italiano Lazzaro Cattaneo (nome cinese Guo Jujing) e altri, al seguito del ministro della guerra Shi Gongzhen. All’epoca, la Corte era assai cauta nello stringere relazioni con gli stranieri e Matteo Ricci fece visita invano ai notabili della città, né riuscì a trovarvi alloggio e si dovette accomodare su una barca, per poi fare ritorno a Nanchang senza aver potuto mettere piede a terra.
Nel XXVI anno di Wanli (1598), Ricci tornò a Nanchino da Nanchang al seguito del Ministro dei Riti Wang Zhongming e vi soggiornò una decina di giorni. Il viceré di Nanchino, Zhao Kehuai, lo accolse munificamente e discorse con lui di matematica. Più tardi, Ricci andò a Pechino con Wang Zhongming ma tornò a Nanchino alcuni mesi dopo, non avendo ottenuto l’autorizzazione a risiedere nella capitale.
Nello stesso anno, Ricci tornò per la terza volta a Nanchino e vi si trattenne per più di un anno, avendo modo di frequentare assiduamente i notabili della città.
Dapprima abitò entro le mura, al Tempio del Ricevimento della Benevolenza, Cheng’en si, poi acquistò da Liu Douxu una vecchia magione appartenente al Ministero dello Opere Pubbliche, alla curva del Tempio di Luo, nei quartieri occidentali e vi costruì una cappella per le devozioni private, che venne chiamata Sala della Curva del Tempio di Luo, Luosi zhuanwan gongsuo. Fu questa la quarta chiesa costruita da Ricci in territorio cinese: ecco i prodromi di una chiesa cattolica a Nanchino. Nella chiesa, Ricci espose per la cittadinanza i doni che si riprometteva di porgere all’imperatore e vi tenne lezioni di scienza occidentale, illustrando i costumi d’Occidente e spiegando i dogmi del cattolicesimo. Allorché visitò l’Osservatorio, Ricci non solo comprese il funzionamento degli strumenti astronomici ma ne indicò le lacune, persuadendo gli ascoltatori.
Con l’avvio dell’attività missionaria cominciarono ad affluire i convertiti e Ricci costruì sul Colle di Hongwu, Hongwugang, entro la Porta Zhengyang, la prima chiesa cattolica ufficiale della città.
Nel XXVIII anno di Wanli (1600), Ricci lasciò Nanchino alla volta di Pechino, dove ottenne l’autorizzazione a predicare. Le attività missionarie a Nanchino furono da allora dirette dal Cattaneo e dal missionario portoghese Juan de Rocha (nome cinese Luo Ruwang).
Nanchino fu uno dei sette centri di diffusione del cattolicesimo in Cina.
Il letterato di epoca Ming Shen Defu scrisse in Wanli yehuopian a proposito della predicazione di Ricci in Cina:

“Oggidì i Cinesi riempiono le chiese per ricevere i suoi insegnamenti, in particolare a Jinling (= Nanchino)”

Evidentemente, il cattolicesimo esercitò una forte influenza nella capitale provvisioria Nanchino.


(c) Prof. Giorgio Casacchia, Addetto Culturale IIC Shanghai, 2009.

La Porta Alchemico-Magica di Roma

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O se quei che con gli sguardi
San mutare polvere in oro
Mi volgessero benigni
L’angol pu dell’occhio loro!
Poeta persiano Hazif

Ignis aurum probat [L’oro si prova nel fuoco]

Il Pellegrino portatore dell’ARS Regia era l’alchimista Giovane Oltramontano, Francesco Giuseppe Borri (o Bono).
La Regina Cristina di Svezia, convertitasi al cattolicesimo, oltre a fondare l’Arcadia, amò circondarsi di persone come i famosi gesuiti Athanasius Kirker (1602-1680) e Borri (4 maggio 1627-13 agosto 1695).

L’Alchimia si poneva come riapertura delle porte percettive sensoriali ed extrasensoriali, compresse dalla Ragione.
Lo stare nello stesso posto provoca l’anchilosi dell’immaginazione e il trionfo di un modo di sentire la realtà tendente all’immobilità.
I viaggiatori magici si ponevano quindi in nuce come trasgressori, non in quanto immorali, ma piuttosto nel senso che si ponevano al di sopra di tutte le etiche terrene relativizzandole.
Einstein è l’ultimo grande alchimista: ha contribuito alle operazioni sull’atomo che permettono la mutazione concreta dei metalli in oro, e da Dissacratore ha distrutto la Ragione Solida.

Il Pentacolo è un “Piccolo Tutto”, così come l’Ouroboros col motto della “Crisopea (= fare fabbricare) di Cleopatra” (“en to pan”, “Uno il Tutto”).

L'Horror Italiano: “Phenomena”, Dario Argento

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L’IIC Shanghai è lieto di annunciare, in occasione della Rassegna Cinematografica settimanale “L’horror italiano”, la proiezione del film “Phenomena” di Dario Argento (1985, durata 110’): il terzo film della serie che verra’ prioiettato.
Jennifer, una ragazzina americana con la straordinaria capacità di "comunicare" con gli insetti, si trova in un collegio di Zurigo per studiare. Ma tra le verdi e tranquille vallate, si aggira un pericoloso maniaco necrofilo che uccide le ragazzine e nasconde i loro corpi...

Data e Orario: 4 dicembre 2009, ore 17.30
Luogo: Campus Sino-italiano, Room 1803, Tongji University, 1239 Siping Road, Shanghai.
地址: 四平路1239号,同济大学综合楼1803
Ingresso Libero



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